Il test prenatale di screening non invasivo diventa gratuito, ma solo in Emilia Romagna, prima regione italiana a farlo. Si chiama Nipt test ed è utile per ridurre il ricorso a villocentesi e amniocentesi, che com’è risaputo sono più invasive e possono provocare, seppure in bassa percentuale, aborti.
Dopo una fase pilota di 9 mesi nell’area metropolitana di Bologna, il test verrà esteso in tutta la regione presso le strutture pubbliche. Potrà essere eseguito tramite prelievo di sangue, senza rischi, già dalla decima settimana di gestazione e permetterà di valutare il rischio di sindrome di Down (trisomia 21) e di trisomie 13 ((sindrome di Patau) e 18 (sindrome di Edwards), grazie all’analisi del dna fetale.
Il test sarà gratuito per tutte le donne, indipendentemente dall’età e da eventuali fattori di rischio della madre, e sarà affiancato al test combinato. Nelle restanti regioni, il test è disponibile ma privatamente, il costo è elevato, circa 700 euro, e non rimborsabile.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno