Venerdì 29 novembre lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil ha dato prima di tutto una risposta importante agli attacchi portati avanti dal Governo al diritto di manifestazione e di sciopero.
Un corteo e una piazza, quelli di Bologna, che con oltre 50.000 persone hanno paralizzato la città e mandato un messaggio chiaro: l’ora della “Rivolta Sociale” è qui e adesso!
Il governo deve rispondere alle cittadine e ai cittadini del peggioramento della loro condizione salariale, del peggioramento dei servizi essenziali – a partire da sanità e scuola -, dell’assenza di politiche industriali – con le uniche risorse destinate al riarmo dello Stato in un momento nel quale le uniche parole d’ordine dovrebbero essere Pace e cessate il fuoco -, dell’assenza della riforma delle pensioni, dell’assenza di una lotta all’evasione fiscale – che pagano sempre e soltanto lavoratori dipendenti e pensionati -, dell’assenza di interventi a tutela dei territori e dell’assenza di misure per garantire la sicurezza sul lavoro.
Invece, il governo è impegnato ad attaccare l’unica Organizzazione di massa che si oppone a questo imbarbarimento, la Cgil, e a cercare di imbrigliare il dissenso e la partecipazione attiva con il DDL Sicurezza.
Per le Metalmeccaniche e i Metalmeccanici questo sciopero ha avuto ancora più significato perché si colloca all’apertura della stagione di mobilitazione per la conquista del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, con una Confindustria che fa pienamente propria l’agenda del Governo, in termini di assenza di risposte salariali, di costante privatizzazione delle prestazioni integrative, di assenza di visione industriale complessiva a tutela dell’occupazione e delle attività produttive. Lo spezzone della FIOM Regionale si è aperto con le Lavoratrici e i Lavoratori della Toyota di Borgo Panigale, che solo un mese fa hanno vissuto la tragedia dell’esplosione presso il loro stabilimento con la perdita di due colleghi di lavoro, e ha visto la partecipazione di oltre 5.000 metalmeccaniche e metalmeccanici che hanno bloccato la produzione nelle loro aziende.
Ottimi i dati di adesione allo sciopero in Regione.
Bologna: Ducati 85 %, Lamborghini 95 %, Marelli 90 %
Modena: Rossi 90 %, Angelo Po 95 %, MG 95 %
Reggio Emilia: Dana 100 %, Bosh 90 %, Still 100 %
Parma: Sidel 80 %, Casappa 80 %, Krown 100 %
Piacenza: Tectubi 60 %, Diamond Service 97%
Imola: Danfoss 80 %, Walvoil 80 %
Ferrara: Berco 60%, LTE Toyota 55 %, VSG Sirio 88 %
Forlì Cesena: Gemmo 100 %, Sacim 100 %, Bonfiglioli 80 %
Ravenna: Marini 80 %, IPH 75 %
Rimini: SCM 90 %, FOM Industrie 75 %
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