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Venerdì 17.11.2017 ore 20.28
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Matteo Fortelli

Visto da destra, visto da sinistra


di Matteo Fortelli


Visto da destra

Sono riprese a pieno ritmo le attività per Pallacanestro Reggiana. Il calendario degli allenamenti, infittito su richiesta dei giocatori, si svolgerà ora con tre sessioni quotidiane da 3 ore ciascuna, più seduta tattica e di tiro, anch’esse quotidiane.

Il 2 mattina, giorno successivo alla partita di Eurocup, una rappresentanza della squadra si è presentata a casa Menetti alle 5 munita – oltre che di paste e dolcetti vari in omaggio al coach – della registrazione del match, per analizzarne gli errori tattici e tecnici. I giocatori hanno atteso in ginocchio nel cortile, per circa due ore, che gli venisse aperto. Con le lacrime agli occhi, hanno poi ricevuto il perdono e l’indulgenza plenaria.

Da giorni, inoltre, si ripete la toccante scena dei ragazzi che, al rientro negli spogliatoi di Max dopo ogni allenamento, in piedi sulle panche urlano, battendosi il petto, “O Capitano mio Capitano!”. 


I ridicoli sospetti sulla forma fisica di alcuni membri non hanno intaccato minimamente la serenità del team: mentre mercoledì sera, dopo il match, Manu completava per diletto i 6 km della Quattro Porte in sessanta secondi netti, Wright rispondeva fluentemente alle domande dei giornalisti svolgendo per tutto il tempo, in contemporanea, ripetute lunghe e brevi.


Nessun dubbio societario che la sola sfortuna, unita all’arbitraggio pregiudiziale, alla cattiva angolazione delle luci del Bigi, alla sordità temporanea di Sanè durante l’ultimo time out e al trauma psicologico dei più giovani a seguito dell’impressionante versione reggiana della notte di Halloween, abbiano causato un’ingiusta sconfitta, altrimenti già scongiurata dai ragazzi e dall’ottimo gioco mostrato. 
Si tratta solo di avere fiducia!
... Visto da sinistra

Sempre più evidente lo scollamento tra la squadra e coach Menetti, specie dopo l’indegno spettacolo della partita contro l’Hapoel. 
Mentre Frank Vitucci, in tuta da lavori, si aggirava nelle zone più buie del Bigi fingendo di riparare l’impianto elettrico e Marco Crespi, travestito da amica di infanzia di Licia Ferrarini, studiava la squadra dal palco delle autorità, in campo si consumava il dramma.

Più spettatori, accanto alla panchina, percepivano chiaramente le parole del coach a Della Valle, a cui Max impediva di tirare: “Tanto non sei capace!”. Intanto Nevels, dalla panchina, si produceva in stacchi da 8 metri sia in altezza che in lunghezza, battendo contemporaneamente i record di salto in alto, salto triplo, salto con l’asta e salto in lungo, senza tuttavia riuscire ad attirare l’attenzione dello staff tecnico e chiudendo la partita a marcire in panchina.


Sull’ultima azione alcuni testimoni oculari hanno chiaramente udito il coach chiamare lo schema per Jeremic. Fattagli notare l’assenza del giocatore, un sempre più confuso Menetti concludeva: “Oui, je suis Catherine Deneuve”: così la palla è andata al francese Sanè.


Desolata la ripresa degli allenamenti: presenti solo Bonacini, Vigori in stampelle e Vova Veremeenko, giunto a salutare gli ex-compagni senza trovare nessuno. Entrando in via Cassala, si è comunque infortunato anche lui: fuori due mesi. 


Nel mentre, uscivano dal Paprika o forse dal Papeete o dal Pippis o dalla parrocchia di San Pio X (c’è qualche incertezza nelle fonti), dopo una notte di follie, i cosiddetti “leader” della squadra. 
Ma la società cosa fa?


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