Grazie lara!

Dopo 3 anni che sono in Namibia finalmente sono riuscito a passare la frontiera ed entrare in Angola. L’Angola che quotidianamente vedo dalla finestra della mia casa al di là del fiume Kavango, ma nella quale non ero mai riuscito a mettere piede. Non è semplice riuscire ad ottenere un visto per quello stato. L’Angola non è ancora inserito nelle rotte turistiche africane, ed è un Paese che ancora diffida dello straniero. Proprio per questa ragione la procedura per avere sul proprio passaporto un visto d’ingresso è lunga, difficoltosa e incerta.
Il motivo del mio viaggio è stato un progetto voluto dall’Ong per cui lavoro e così tramite il Consolato angolano di Rundu sono riuscito ad avere il visto, dietro presentazione di una lettera d’invito da parte di una controparte angolana, in questo caso il vescovo di Ondjiva, del quale sono stato ospite.
Dopo una settimana in cui ho presentato tutta la documentazione (lettera, fotografia, certificato vaccinazione febbre gialla, modulo, passaporto) il Console mi ha chiamato per un colloquio, naturalmente parlava solo portoghese e la conversazione è stato alquanto difficoltosa, fatta principalmente di alcune parole italiane e alcune portoghesi, ma alla fine (visto che il mio garante era un’autorità ecclesiastica) mi ha messo il visto e il timbro sul passaporto.
Arrivato alla frontiera tra Namibia e Angola, tra Oshikango e Santa Clara, le autorità angolane non volevano autorizzare il mio ingresso perché secondo loro la lettera d’invito doveva essere nuovamente presentata alla frontiera. Ancora una volta il mio lasciapassare è stata una suora che viaggiava con me, è bastata la sua presenza perché il poliziotto apponesse il timbro d’entrata. Ed eccomi in Angola.
Al di là della frontiera è tutto un altro mondo, un’Africa vivace, rumorosa, l’Africa che uno si aspetta di trovare, molto diversa dalla Namibia, troppo ordinata, pigra, assonnata e regolata da leggi che sono ancora un’ombra della divisione razzista di qualche decennio fa. In Angola le persone sono diverse, più brillanti, più gioiose e soprattutto molto meno razziste che in Namibia.
Ad attendermi c’era Padre Evelino con la sua jeep, senza la quale non sarebbe possibile percorrere la strada che dalla frontiera porta ad Ondjiva (già Villa Pereira d’Echa del tempo portoghese), meta del mio viaggio, capitale della Provincia del Cunene.
La via è completamente devastata e la polvere, come la nebbia in Val Padana, rende la visibilità scarsa, infatti per percorrere 40 km abbiamo impiegato circa due ore 2 ore. Ed eccoci ad Ondjiva.
La cittadina situata sull’altopiano angolano meridionale è completamente diversa dalle sonnolenti città della Namibia, si vedono ancora i fasti (ormai decaduti) del periodo coloniale portoghese terminato nel 1975, la cattedrale, le case basse con verande tipiche dell’architettura europea. La dolcezza dell’idioma portoghese che si sente passeggiando per le strade è ben diverso dalla durezza della lingua Afrikaans dei Boeri dell’Africa del Sud. Anche gli odori sono diversi, più latini, mediterranei, di carne e pesce cucinati alla griglia, gli stessi che mi hanno portato alla mente quando vivevo nel quartiere lusitano di Sydney.
I giorni della mia visita coincidono con la campagna elettorale per elezioni del 31 agosto. La campagna è appena iniziata con le manifestazioni e la propaganda tipiche di un paese di stampo marxista-leninista. Le gigantografie del Presidente sono ovunque, anche sulle chiese, non a caso una suora mi ha regalato la maglia del partito. Di questa vigilia elettorale non dimenticherò mai una carovana di moto, modelli di fattura cinesa, guidate da centauri con maglia del partito e bandiera con i simboli del “potere operaio” e della “Rivoluzione”, non molto diversi da quelli che vidi alcuni anni fa in Laos e in Viet Nam. Una campagna dal sapore “retrò” e molto pittoresca, che per il momento non è scaduta in violenza. Il vescovo ha indetto per il primo giorno della campagna una giornata di preghiera a cui tutti i cittadini hanno partecipato, con tanto di chiusura di uffici pubblici e scuole, per scongiurare sommosse e disordini, per una paese che è stanco della guerra.

Il presidente in carica dal 1979, è Josè Eduardo Dos Santos del Mpla (Movimento Popular de Libertacao de Angola) il partito che ha la maggioranza schiacciante, e si ripresenta sicuro di un’altra vittoria schiacciante garantita dai suoi elettori, che vedono in lui il simbolo della pace e dello sviluppo della nuova Angola. I due maggiori partiti di opposizione Unita e Fnla sono ai minimi storici. Storicamente fu proprio l’Mpla che l’11 novembre 1975, giorno in cui i portoghesi lasciarono la capitale Luanda, dichiarò l’Indipendenza dell’Angola. Sull’argomento consiglio la lettura del capolavoro “Ancora un giorno” di Ryszard Kapuscinscki, lucido reportage dell’ultimo giorno portoghese dell’Angola.
Sono pochi anni che la guerra civile è finita, durata quasi 30 anni, dall’Indipendenza fino al 2002 quando venne firmata la pace. Molte costruzioni sono ancora distrutte e lungo la strada che porta verso il nord, rifatta da pochissimo con il suo catrame ancora lucido che sembra aver coperto le ferite lasciate dai mezzi militari e le macchie di sangue del popolo angolano, ci sono ancora minacciosi carri armati abbandonati a bordo della carreggiata, simboli inequivocabili del terrore.

Le prime elezioni politiche si sono svolte nel 1992 con la vittoria schiacciante del Mpla e di Dos Santos contro i ribelli dell’Unita capeggiata dal feroce Jonas Savimbi, che seminò terrore e morte fino al 2002 anno della sua uccisione. Da quell’anno la situazione in Angola si è lentamente normalizzata. I ribelli di Savimbi per decenni hanno attuato la loro attività sovversiva (finanziati dagli Stati Uniti) non riconoscendo i risultati elettoriali. Durante l’ultimo decennio dello scorso secolo le due province meridionali angolane, Cunene e Cuando-Cubango (quella che confina con il territorio di Rundu) erano terre di nessuno, il governo di Luanda non era in grado di controllare l’area finita elle mani di ribelli, mercenari ed eserciti senza regole. Anche a Rundu, sul versante namibiano sono ancora presenti i segni di quella guerra (che ha interessato anche, in parte, l’Indipendenza della Namibia, ma questa è un’altra storia).
L’Angola è entrata nel mio cuore, mi ha colpito la gentilezza della sua gente e l’accoglienza che riservano allo straniero che si avventura per quelle contrade stupende che spero un giorno siano accessibili a tutti. Arrivato a Santa Clara alla frontiera sul passaporto è stato apposto il timbro di “Saida” uscita e sono rientrato in Namibia.
cara lara secondo i miei calcoli se parli di luoghi comuni (che un'espessione che non uso mai proprio perchè non li cago) il luogo comune è il concetto di dio
mai dimostrato mai rivelato ma solo raccontato comunicato e: "beato chi ci crede" ... "ma noi non ci crediamo"
cara lara ti do un link per aiutarti a comprendere la real funzione del monoteismo:
http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=S.+Lazzaro%2C+stanze+abusive%3A+indagato+ex+parroco&idSezione=40258
cara lara non sono luoghi comuni sono solo fatti storici alla conoscenza di tutti il luogo comune è un'altra cosa se non ci credi vai a vedere la definizione su vikipedia...e comunque lara credo possa avere le tue ragioni perchè il tutto deriva da un'altra discussione con stefano in un altro post che è stato tolto e ho continuato qui ma il luogo comune non è la stessa cosa di un fatto storico...cioè le crociate non sono un luogo comune ma un evento storico in cui nome (se proprio vuoi) è diventato "luogo comune" per definire una guerra di sterminio a sfondo religioso oppure oggi una battaglia sociale contro qualcosa tipo la crociata del governo contro l'evasione fiscale dove il termine crociata più che luogo comune assume la forma di una presa per il culo
viva las vegas baby!
@chris
Povero chris, sei un'accozzaglia di luoghi comuni e molta molta ignoranza. Ma al di là delle tue legittime scelte religiose ( e anche ideologiche) cerca di essere un pó piu raffinato nel pensiero... Non scpuó giudicare la storia con gli occhiali dicoggi ma bisogna collocarla nel periodo in cui é stata concepita. Non puoi leggere un salmo o la divina commedia giudicando le cose senza conoscere... Studia un pó di piú
@Chris
Si' anche in Namibia l'anno scorso era nevicato sui 1000 metri (tieni conto che tutto il territorio e' circa a quell'altitudine) sul giornale c'era la foto di zebre sulle cui facce si leggeva lo stupore...:)
ho letto una notizia che ritengo abastanza normale per il sud africa ma per noi potrebbe essere forte e un po' assurda
cioè che i guardiano del kruger da novembre a oggi avrebbero ammazzato un tot di bracconieri mozambicani (ma penso che ce ne siano degli altri a cui è permesso il bracconaggio)
http://news.xinhuanet.com/english/world/2012-08/10/c_131774444.htm
tra l'altro ho letto anche che è nevicato molto
concordo su questo non ho mai detto che sia un Santo (scusa il gioco di parole)...
Un tempo al bar, tu non eri ancora nato, la discussione era cosi`fatta: la URSS, semplifico,e`il paradiso in terra. Molti erano sinceramente e onestamente convinti che la risposta, ovvia, fosse si. Dopo decenni abbiamo scoperto che non era vero, anzi. Tu definisci feroce il leader della opposizione angolana ora morto. Sono sicuro che chi telo ha cosi`descritto sia in buona fede. Io sullo argomento non ho una opinione.Ho invece una certezza, eduardo dos santos non era da meno.
@Giovanni
spiegati meglio a cosa ti riferisci di preciso?
te pensa giovanni che quando ho commentato non l'avevo neanche letto il pezzo di antichi...ma come diceva rimbaud "il poeta sa anche quel che non conosce"
yo!!!
Caro Stefano vivo ancheio in Africa,in un paese lusofono dalla parte destra del continente. La storia di queso paese e`identica a quella angolana, stesse date stesso colono, il portogallo. Prima di esprimere giudizi e usare aggettivi ti regalo un consiglio:parla con qualcuno della parte avversa. Sai che la storia deli avvenimenti la raccontano i vincitori? Chiedi a padre Evelino se non conosce atteggiamenti altrettanto feroci da parte del potere.
va bè ho capito te ne faccio 1 io dai:
le crociate in terra santa cristiani contro musulmani per misurare la devozione a un dio che si direbbe unico e uguale per tutti gli esseri umani...sterminio degli abitanti di panico vicino a bologna intorno al 1000-1100...sterminio degli abitanti dell'america precolombiana e falò di tutta la loro arte e la cultura 1000 volte superiore alla nosrta del "1400 quasi 1500"...sterminio e uccisioni tra popolazioni africane da ambe le parti cristiani prima e musulmani poi che attraverso ispettori e armate minacciavano di uccidere chiunque nel villaggio non rispettasse i costumi e le preghiere da svolgersi più volte al giorno...per l'islam dei primordi gli ispettori obbligavano i contadini a pregare 11 volte pena la morte (da cui la famosa frase di sembene: "nessuna religione vale la vita di un uomo")...e poi potrei mettermi a ricercare ma non mi sembra il caso...poi ti vorrei ricordare visto che sei di reggio la redica del natale di prampolini in cui dice più o meno che: anche il parroco don prospero è un povero cristo che ripete a pappagallo tutto quel che gli han raccontato in seminario...
io invece caro stefano se è vero che mi chiamo christian ho fatto un bel percorso per liberarmi dalla visione cristiana del "creato" ma non c'ho messo poi tanto già al catechismo le balle del prete e le canzoni alle medie (si combatte a jeriko con le armi del signor e poiché io sono il vero dio ti sottometterò) mi ero già fatto un idea abbastanza chiara a 12 anni sulla funzione di dio e la chiesa...poi ho letto la pluma dell'arcagnolo gabriello di boccaccio (bertoldo bertoldino e cacasenno)...e bòna il cerchio si era chiuso automaticamente...poi entrando in contatto con persone che non han mai conosciuto dio ho compreso il nostro male
yo!!!
per Chris: hai ragione sulla questione dei limiti, ma sei stato tu il primo a sminuire quella degli altri con queste ormai banali frasi contro il cristianesimo e l'islam...mi interessa l'argomento visto che in parte ci lavoro...potremmo discuterne cosa ne dici? ma in un altra sede...ciao a presto
allora st'elenco?
o vuoi che te ne faccia uno io sui danni causati dal monoteismo?
io non ho gran rancore nemmeno nei tuoi ocnfronti del resto non l'hai creato te il monoteismo ma mi piacerebbe che la gente esaminasse i limiti della propria cultura prima di cercare di sminuire quella degli altri...no?
..come nel noto film...che guardammo insieme prima che partissi per la Namibia...
Riusciranno i nostri eroi a ritrovare il loro amico misteriosamente scomparso in Africa? Stefano sei il nostro Titino!









