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Venerdì 15 settembre al teatro Valli di Reggio Gregory Porter inaugura il Festival Aperto


Sarà inaugurato venerdì 15 settembre il Festival Aperto 2017 della Fondazione I Teatri di Reggio: questa edizione si aprirà alle 20.30 al Teatro Valli con il concerto di Gregory Porter, una tra le più belle voci in circolazione del panorama internazionale, vincitore del Grammy Award "Best Jazz Vocal Album" 2014 e 2017, voce baritonale che unisce la purezza del jazz e il calore del blues.



Cresciuto in California, in una casa piena di predicatori e gospel (la madre era ministro di culto) e trasferitosi poi a New York, Porter è stato mosso fin dall’infanzia da una passione per Nat King Cole e, dopo essere stato giocatore professionista di football e comprimario in una band, è diventato interprete eccelso di quello stile senza tempo proprio dei giganti del blues e del soul che lo hanno influenzato.

I suoi primi due album “Water” (2010) e “Be good” (2012) gli hanno portato la nomination ai Grammy e il riconoscimento internazionale come uno dei grandi interpreti sulla scena. Il terzo album, “Liquid Spirit” (2013), ha segnato il passaggio all'etichetta Blue Note, la vittoria del primo Grammy come Best jazz vocal album nel 2014 e la consacrazione a star del jazz.

Dal vivo Porter dà il meglio di sé, rielaborando gli standard e i suoi brani originali con l’aiuto di musicisti di altissimo livello: Chip Crawford al piano, Jahmal Nichols al basso, Emanuel Harrold alla batteria e Tivon Pennicott al sax per un concerto imperdibile, primo atto di un'edizione del Festival Aperto realizzata per sorprendere, anzi per meravigliare.

E proprio “Dispositivi meravigliosi” è infatti il titolo-tema di questa nona edizione che, oltre a Porter, ha in programma alcuni tra i maggiori musicisti di oggi, puntando a mettere in risalto la pluralità del jazz contemporaneo: da un gruppo leggendario come l’Art Ensemble of Chicago, che riconduce il free jazz alle radici africane, a un eccelso chitarrista come Marc Ribot, che reinventa il Philly Sound (soul di Philadelphia) incrociandolo con il post-funk del Prime Time di Ornette Coleman; fino al duo Stefano Battaglia-Michele Rabbia, che “leggono” con maestria improvvisativa una tela dipinta.


Ultimo aggiornamento: 15/09/17

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