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Domenica 19.05.2013 ore 07.06
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Mauro Degola

Una presa per il web


di Mauro Degola

Adesso che è suonata la campanella elettrica e la ricreazione è finita, bisogna riprendere le lezioni. Se ci fosse la lezione di educazione civica (ma l’hanno abolita molto tempo fa per non perdere tempo con le cazzate) la professoressa Beltramini proverebbe a storicizzare la cronaca recente perché, dice, dobbiamo imparare dagli errori commessi. Lei ha questa idea degli italiani e della politica: che non connettono la pancia con la testa, o si perdono nei fumi dei ragionamenti o si perdono nei succhi gastrici.

C’è il problema di come fare esprimere i cittadini, avrebbe detto la Beltramini. Se qualcuno però confonde gli strumenti con la sostanza della democrazia è un casino. Non è una questione da prendere sottogamba: molti sostengono che Twitter consenta di passare dalla democrazia partecipata alla democrazia partecipativa, cioè da un participio passivo a un aggettivo qualificativo, che è un bel salto! Però c’è il caso emblematico del Pelizza Alfredo, racconterebbe la dotta professoressa. Il Pelizza quando ha chiesto l’adesione alla setta democratica dei 5stelle si è trovato un attimino in difficoltà, per ragioni ideologiche. Infatti non avendo internet e neppure il cellulare, lui la rete la usava in fiuma per catturare i pesci gatto. Al Pelizza hanno spiegato che la democrazia senza il web è un feticcio, una presa per il web ha tradotto lui. Ma se uno è allergico al social network? Può capitare, come uno è allergico alle fragole o al polline, un altro ha lo streaming che lo fa cagare. Mica è colpa sua. Allora è fuori dal processo democratico?

Il Pelizza, avendo aderito a tutte le istanze del movimento, voleva votare alle parlamentarie che sarebbero le primarie ma con un altro nome. Gli è stato dato un codice e che si informatizzasse 2.0. Il Pelizza di fronte al 2.0 è rimasto di merda e, seguendo il suo concetto di partecipazione, ha votato con una lettera inviata al Capo supremo: gli è ritornata indietro con mittente sconosciuto. Ovvio, gli disse il kapò dei 5stelle che all’età di otto anni aveva già qualche migliaio di follower, gli devi mandare una e-mail. Pelizza ha dovuto piegarsi al potere dell’informatica, è entrato per la prima volta in vita sua in un locale a luci rosse chiamato internet-point ma quando ha cercato di apporre come da legge il francobollo sul video non c’è stato verso di spedire la mail. Il Pelizza una volta riacquistata la calma ha deciso che questa democrazia poteva fare senza di lui. Aveva l’impressione che lo strumento 2.0 non fosse utilizzato per far partecipare più gente ma per controllare e indirizzare chi partecipava.

C’è una seconda questione, avrebbe detto la professoressa Beltramini. Il parere dei cittadini è alla base della democrazia, che se fosse senza aggettivi sarebbe già un bel risultato. Ma deve essere un giudizio consapevole. Com’è noto una delle principali tecniche di orientamento dei sondaggi consiste nel porre domande più o meno complete. Un esperimento compiuto dal prof. Fox nella sede del circolo sociale della Garbatella ha dato i risultati riportato qui sotto. Le domande sono state poste a 100 tra iscritti e simpatizzanti del Pd, nell’ordine riportato e intervallate da un’estrazione di tombola per resettare i loro pensieri.

1) Vuoi fare un governo con B.? Il 99% rispose “no”, è un inciucio. L’unico “sì” provenne dal compagno Busacca che per fregare i sondaggi diceva sempre il contrario di ciò che pensava.

2) Vuoi fare un governo con B. perché è l’unico modo per fare un governo? L’86% rispose “no”, i nostri elettori non capirebbero. I pochi “sì” provennero da una lontana cugina di Marini, dal nipote di D’Alema e da altri parenti di politici in carriera.

3) Vuoi fare un governo con B. perché è l’unico modo per non andare alle elezioni anticipate con probabili gravi danni per il paese? Il 64% rispose “no”, grazie abbiamo già dato. I “sì” provennero da alcuni compagni problematici, da liberi pensatori e dai due imprenditori presenti.

4) Vuoi fare un governo con B. perché è l’unico modo per evitare di perdere sicuramente un sacco di voti alle inevitabili elezioni anticipate? Il 34% rispose “no”, dobbiamo essere coerenti, vinceremo la volta dopo. Questa volta i “sì” provennero in gran parte dagli over settanta che non avevano mai vinto e che non erano così sicuri di esserci la prossima volta.

5) Vuoi fare un governo con B. perché se ci fossero subito le elezioni B. le vincerebbe a mani basse e allora il governo se lo farebbe da solo? L’1% rispose “no”, mica sono scemo, ed era sempre il compagno Busacca. I “sì” si pronunciarono per acclamazione.

Dunque la democrazia ha un suo svolgimento ordinato, concluderebbe la professoressa Beltramini, se si pongono le domande corrette. Occorre però che anche le procedure siano quelle corrette. Sempre nell’esperimento della Garbatella il compagno Busacca, ad esempio, avrebbe potuto impugnare la decisione, che appariva pressoché unanime, proprio in virtù di una procedura lacunosa: quant’è una acclamazione? Si misura in decibel o in frequenza del battito delle mani? Valgono anche gli hurrah e le ole? Ma soprattutto: se qualcuno rimane seduto, vale lo stesso? Infine: come si fa ad essere sicuri che qualcuno, e potrebbe essere la maggioranza, non abbia fatto finta di applaudire in playback? Non dimentichiamo che c’è chi è rimasto fregato dalla procedura per acclamazione!

Qui la Beltramini avrebbe alzato un dito ammonitore e tutta la classe vergognosa si sarebbe azzittita.

Ma la lezione di educazione civica non si farà. E la campanella suonerà a lungo e invano, perché ai bambini piace decisamente di più la ricreazione.


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17/05/13 h. 17.55
ciao dice:

a qualcuno piace la ricreazione, ma dall'altra parte ci sono i "compagni di merende", lei Degola da che parte stà?
perchè ormai si è capito che gli insegnanti sono finiti. guardi Bologna .........

15/05/13 h. 9.25
differenza di fondo... dice:

...la differenza è che il PD non ha posto nessuna di quelle domande ai suoi iscritti. Neanche una. Il partito delle primarie dei parlamentari in una settimana non ha saputo, dopo il voto, consultare la sua base (né con il web né sul territorio) ed evidenziare tutte le conseguenze possibili di ogni scelta. E poi criticano il grillismo di leaderismo. La scelta (anzi le scelte) sono state fatte da una oligarchia, a colpi di tradimento (i 101). Il PD si è dimostrato un gigante dai piedi di merda (l'argilla è materiale troppo decoroso).

15/05/13 h. 0.04
sarà .......... dice:

a me sembra più una presa per i coop
si ricorda "smacchiamo il giaguaro" e adesso sono vivi solo grazie alla respirazione bocca a bocca del giaguaro. vergogna, ladri di voti, altro che il bene del paese.

02/05/13 h. 13.24
Ruggeri dice:

Chi si sbaglia paga e certamente il PD ha sbagliato troppo e non si può dire che, del senno di poi sono lastricate le strade, perchè ce ne eravamo accorti che Bersani non ha fatto campagna elettorale, che le piazze o pazzie del comico strabordavano di consensi, che al solito B metteva i jolly nella campagna elettorale (leggi IMU). Sulle cose successive meglio stendere un velo pietoso. Ma è colpa del web o merito del Web? Discussione oziosa fintantochè i voti si contano ad urne chiuse, uno per uno.

02/05/13 h. 12.19
mauro degola dice:

Come è noto, le estrazioni della tombola del prof Fox hanno prodotto un'evoluzione del "sentire" dei partecipanti sulla base dei risultati che si sono succeduti casualmente: ambo, terna, quaterna e tombola. Per carità di patria diciamo che avevamo le cartelle sbagliate.

02/05/13 h. 11.29
Enigmista dice:

se però la tombola consisteva nell'estrazione di nomi di prestigio per la più alta carica istituzionale del paese, che l'estrazione non era un'estrazione casuale ma il risultato del brainstorming delle migliori menti del paritto (perchè certo il senso delle parlamentarie è quello di mandare i migliori a fare queste strategie), ecco che il simpatico intermezzo non è più ininfluente ai fini del sondaggio, ma inevitabilmente orienterà la maggior "definizione" della domanda successiva.
Se la domanda 5 fosse stata posta al punto 1 sarebbe stata sbagliata nella sostanza perchè a quello stadio B non avrebe vinto a mani basse e i democratici 2.0 si erano giocati già un bel tot di voti (praticamente tutti quelli presi al PD negli ultimi 10 giorni di campagna elettorale).
soluzione a pagina 46 o è un concorso a premi?
spedisco la soluzione in casella postale o posso mandare l'email?

02/05/13 h. 10.52
Dino Angelini dice:

"Al Pelizza hanno spiegato che la democrazia senza il web è un feticcio, una presa per il web ha tradotto lui."
--> E all'INPS l'hanno spiegato che la previdenza sociale senza il web e senza il PIN è una presa per il CUD?

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