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Mercoledì 20.09.2017 ore 16.50
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2 Commenti
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NF

Un ape per il Mire


di NF

A parte l'assonanza di non particolare fantasia, il Core e il Mire non hanno molto in comune.
Il primo nacque in risposta a un fenomeno di grave portata sociale e purtroppo in costante crescita, ossia le malattie oncologiche - le quali, nonostante gli sforzi della medicina nella ricerca, nella diagnosi precoce e nella terapia, sono ben lontane dall'essere sconfitte.

 
Il secondo, al contrario, non presenta caratteri emergenziali di alcun tipo. Si fanno meno figli da parecchio tempo, i soli a reggere il calo demografico sono le famiglie immigrate, il problema per gli italiani di nascita è esattamente opposto: non sappiamo dove mettere gli anziani, perché la vita si allunga, ma è raro che se ne allunghi la qualità.
 
Inoltre, concentrare al Santa Maria Nuova la quasi totalità delle nascite di una provincia lunga un centinaio di chilometri significa dismettere in aree intere la possibilità di partorire. Siamo nella direzione contraria alla valorizzazione delle zone interne del Paese: una donna incinta che viva in Appennino dovrà mettere in conto un probabile trasferimento provvisorio in città per evitare guai. 

Sarebbe questo il progresso?
 
Reggio Emilia possiede la ricchezza di uno straordinario volontariato, ma non tutto il volontariato, in quanto tale, porta con sé i benefici auspicati.
Mercoledì sera in un localino di piazza Fontanesi si è fatto persino "l'ape per il Mire", laddove "ape" sta per aperitivo: molto di moda, tralasciando la scarsa compatibilità tra i contenuti degli "ape" e una sana alimentazione, e finalizzato alla causa della raccolta fondi per la nuova struttura (che pagheremo comunque tramite la Regione, ovvero le nostre tasse).

 
Ciascuno se ne farà la propria opinione, ma tra i presenti si sono notati via Facebook il sindaco Luca Vecchi e la consigliera regionale Roberta Mori (sostenitrice storica del Mire). Aria visibilmente soddisfatta, copertura istituzionale garantita. Domanda probabilmente destinata a rimanere senza risposta: ma, a parte gli "ape", alla soppressione dei reparti di ostetricia a Castelnovo Monti, a Montecchio, a Scandiano e via dicendo, gli amministratori sono certi di fare la cosa giusta? E alla popolazione che presto sarà anziana della generazione "baby boomer", qualcuno sta pensando?
 
 
 


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08/09/17 h. 15.41
Dino Angelini dice:

Concordo con Nicola. La chiusura di Castelnovo Monti è particolarmente odiosa! A Reggio ci si riempie la bocca della parola 'infanzia' solo in certe occasioni, e spesso solo per glorificare i cari estinti!

07/09/17 h. 12.03
Gianluca Cantoni dice:

Ma è proprio necessario un altro ospedale per l'infanzia a re quando ce ne già uno grande a pr? Sono solo giochi politici

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