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Ucciso dalle Br, Grasso ricorda il prof Marco Biagi


Il professor Marco Biagi, giuslavorista, venne assassinato dalle nuove Br sotto casa sua, a Bologna. Era il 19 marzo del 2002.


 
Oggi Marco Biagi è stato ricordato in Senato dal presidente Pietro Grasso: "Non si può negare che Biagi sia stato un vero riformista, per la misura e lo stile, anche nella polemica, per la sua visione aperta ed internazionale, per l'attenzione alle esigenze dei lavoratori e delle imprese e per aver cercato un equilibrio fra le esigenze della competitività e la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori". 
 
Ha continuato Grasso: "Il suo impegno ed il suo esempio sono saldamente impressi nella memoria dei suoi cari, e di tutti coloro che si impegnano per restituire alle giovani generazioni un sentimento di speranza in un futuro migliore". "A lui - ha aggiunto Grasso - dobbiamo riconoscere il merito di essere stato uno dei primi, già 20 anni fa, a rendersi conto della necessità di riforme del sistema delle regole alla base del rapporto di lavoro: un nodo cruciale per lo sviluppo dell'intero sistema economico. Da "riformista progettuale", come lo ha definito il suo allievo e amico Michele Tiraboschi, Marco Biagi studiava e osservava gli altri sistemi per migliorare il nostro e rendere più competitivo il Paese". Il presidente di palazzo Madama ha concluso auspicando che "la vicenda personale di Biagi resti per tutti gli italiani una preziosa e viva testimonianza di comune riconoscimento nei valori democratici della nostra carta costituzionale, e un monito di assoluta condanna di ogni forma di violenza e terrorismo". Ed anche alla Camera Biagi è stato ricordato, questa volta da Renato Brunetta, che lo ha definito "un amico, una persona perbene, un riformista ucciso dall'odio". Parole accolte da un lungo applauso bipartisan nell'emiciclo di Montecitorio dove tutti i deputati si sono alzati in piedi. 


Ultimo aggiornamento: 15/03/17

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