Il presidente regionale dell'Associazione nazionale dei magistrati Luigi Di Bari attacca il quotidiano Il Giornale, reo, in merito all'inchiesta Terremerse, di aver titolato un articolo in questo modo: "Errani se la ride, tanto a giudicarlo è una toga rossa".
Secondo Di Bari, si tratta di "un attacco prevenuto all'indipendenza e alla dignità professionale del presidente aggiunto dell'Ufficio Gip del Tribunale di Bologna Bruno Giangiacomo", il magistrato che il 7 novembre prossimo dovrà decidere se rinviare a processo il governatore dell'Emilia Romagna.
"Il dottor Giangiacomo - si legge nell'articolo del Giornale - è uno dei leader di Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe italiane. Una 'toga rossa', insomma. Giangiacomo coordina il gruppo interno di Md dedicato all'ordinamento giudiziario. È una delle articolazioni più importanti della corrente, quella che si occupa del governo interno della magistratura". "La qualifica del magistrato, di norma garanzia di alta competenza, soccombe immediatamente a fronte dell'addebito mosso di essere una 'toga rossa'" replica Di Bari.
Il presidente dell'Anm emiliano-romagnola ricorda anche che l'assegnazione del processo relativo alla vicenda Terremerse è "avvenuta con meccanismo automatico" e "si trascura nel citare il curriculum della persona interessata in un gruppo associativo della magistratura che il giudice è uno dei maggiori studiosi italiani di ordinamento giudiziario, come da libri editi". "La magistratura è abituata, ad ogni processo per reati contro la Pubblica amministrazione, a subire attacchi politici - conclude Di Bari - Il colore delle toghe nell'esercizio onesto del loro lavoro è uno solo. La giustizia è una cosa seria".