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Venerdì 19.01.2018 ore 18.24
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Davide Zanichelli

Sviluppare capacità sociali


di Davide Zanichelli

In uno dei miei frequenti confronti con il maestro Giuseppe Caliceti si è accennato, da parte mia, alla incapacità della scuola pubblica di educare e sviluppare capacità sociali negli alunni.
Quanto avevo da dire su questo tema l’ho già esposto in due interventi, sull’inutilità e il danno dei voti per la vita dei bambini e sul vizio dell’intellettualismo.
Questa volta, per rispondere a Giuseppe che sottolineava quanto la scuola privata sia altrettanto incapace di formare capacità sociali, riporto parte di un’intervista che feci qualche tempo fa al maestro Thomas Homberger presso la Scuola Steiner-Waldorf di Reggio.
Thomas Homberger è un maestro di maestri Waldorf. Ex alunno Waldorf fin dall’infanzia, ha insegnato in diverse scuole, in Svizzera e in altre località estere.




Quali sono i caratteri distintivi della pedagogia Waldorf?
Negli ultimi tempi ho lavorato molto su questa domanda: “Qual è l’essenziale di questa pedagogia?”. L’essenziale è che segue con grandissima attenzione lo sviluppo del bambino e cerca di non far nulla che possa recare danno a questo sviluppo.

Vi racconto un esempio che rappresenta bene questa idea.

Una ragazza di prima classe manifestava una grave dislessia e discalculia. Dopo alcuni anni di scuola un medico che si occupava di giovani con questi problemi si accorse che questa bambina aveva fatto una strada eccezionale. Era meravigliato del fatto che mantenesse una coscienza di sé molto positiva, a differenza di altri ragazzi affetti dalle medesime patologie, nei quali però la coscienza di sé è solitamente ferita e mortificata. Che cosa differiva nel loro percorso educativo? La ragazza seguiva la scuola steineriana.

Ecco dunque l’essenziale: sviluppare facoltà secondo lo sviluppo animico. Nonostante problemi di ortografia e di matematica lei tuttavia era entusiasta del lavoro di classe. Questa è la cosa fondamentale: rimanere entusiasti del lavoro anche se ci sono ostacoli. Ora la ragazza è in decima classe e ha sciolto il nodo durante la nona, in un modo che io non ho mai visto prima e fa lavori meravigliosi, anche in matematica; in francese è una dei migliori. Una cosa che non si poteva immaginare fino a tre anni fa.

Perché? Perché ha sviluppato forze che sono legate allo sviluppo animico e con queste forze ha potuto superare questi ostacoli.

Questo è un caso eccezionale, ma capita con tutti se noi seguiamo lo sviluppo dei bambini e non abbiamo un’idea preconcetta di cosa devono sapere e conoscere. Sappiamo che devono sviluppare autostima. Non un’autostima orgogliosa, ma un’autostima che sa una cosa precisa: io ho un compito nel mondo.

I bambini non ne hanno una consapevolezza diretta come io lo sto dicendo ora, da adulto, ma sentono che è così.



Quali sono i pericoli a cui oggi i bambini sono maggiormente esposti e quali risposte trovano nella pedagogia Waldorf?
Il pericolo più grande del mondo moderno è quello di perdersi nel consumo, nel divertimento, in tutte queste cose che sono fatte per non lasciar arrivare l’essere umano a una sana coscienza di sé.

La pedagogia Waldorf consente a ogni bambino di vivere a suo modo le possibilità che sono dentro di lui. Vivere le possibilità, anche possibilità che forse non sono intellettuali, come nel caso della ragazza con dislessia e discalculia. Il senso sociale che la ragazza aveva era enorme. In prima classe portava sempre due merende perché c’era un ragazzo che veniva senza; d’inverno portava anche una maglia per lui. Questo senso sociale è una cosa importantissima. Per questa ragione quando ho cercato di dar consigli alla scuola di Reggio ho sostenuto l’importanza sociale della pluriclasse. Una classe troppo piccola non è un organismo sociale. L’educazione sociale nel nostro tempo è fondamentale.

Altro pericolo: perdere le forze di salute.
 Nel nostro tempo esistono minacce diverse: ambientali, sociali, il nervosismo, la vita frenetica… 
Nella pedagogia Waldorf possiamo coltivare forze di salute attraverso una struttura ritmica della giornata scolastica. L’insegnamento ad epoche è una fonte di salute. Potersi legare veramente con una materia per quattro settimane consecutive è una chiave verso le forze di salute. Se i genitori sono in grado di strutturare la loro vita familiare in un modo ritmico aiutano le forze di salute. Quando una persona ha potuto trascorrere una gioventù così ben strutturata il risultato è visibile nelle biografie dei vecchi scolari che a 40 anni hanno forze particolari (nonostante si possano come tutti ammalare…). Hanno forze perché le forze non sono state distrutte nell’infanzia.

L’orario frammentato nella scuola (sia svizzera che italiana) è un attacco verso la salute. Le forze di concentrazione sono quelle che vengono meno oggi. L’insegnamento ritmico, come ad esempio avviene anche per le lingue straniere, aiutano a portare questi bambini nervosi del nostro tempo verso una più sana concentrazione.



Uno dei problemi più grandi per i genitori è quello di riuscire a conciliare i ritmi del lavoro con i ritmi dei bambini. Molto spesso si arriva a casa tardi la sera, quando i bambini vanno a letto. Ci si alza presto la mattina, colazione veloce, poi ognuno per la sua strada. Qualche consiglio per gestire questa condizione?
Questo è un problema sociale del nostro tempo. Nelle scuole Waldorf in Svizzera abbiamo sviluppato strutture per i genitori che devono lavorare, luoghi dove i bambini possono passare tempo libero nel doposcuola, usando sempre il segreto del ritmo. Questo è quanto la scuola può fare per i genitori.
La soluzione inizia dalla coscienza dell’importanza del problema.

Il contadino aveva una vita ritmata in modo naturale. Noi non dobbiamo renderla ritmica in modo artificiale, ma in un modo artistico.

Dobbiamo sforzarci di capire quali sono i momenti nella nostra giornata che si offrono ad una strutturazione ritmica. L’ideale è il momento che precede l’addormentarsi. Con mio figlio, anche a 14-15 anni, avevo stabilito un momento serale in cui leggevamo insieme romanzi come ad esempio David Copperfield, anche se naturalmente lui sapeva leggere da solo.

Altra cosa: fare colazione insieme. So che l’Italia non è il paese della colazione. Qui c’è l’espresso veloce… È invece importante entrare nella giornata con una nutrizione sana per i bambini. In Svizzera, certe volte, iniziamo la giornata a scuola con la prima colazione, perché a casa non c’è tempo.



Parliamo di adolescenza. Nella scuola di Reggio ci fermiamo alla classe VIII. Può dare qualche consiglio per dare continuità all’esperienza Waldorf?
La materia che è più ritmica di per sé è l’euritmia. Chiaramente questa materia quando ci avviciniamo alla pubertà fa di solito fatica ad essere efficace. Questo perché la pubertà è una fase di sviluppo durante la quale tutto ciò che era una ritmicità naturale fino a quel momento, viene messo sotto un’osservazione critica e in tanti casi anche utilitaristica. 
“Perché alzarsi la domenica? Che vantaggio ne ho?” 
“Perché dovrei fare colazione con voi genitori? Pensate di essere così interessanti?”

I genitori non dovrebbero prendere queste “eruzioni” in modo personale. È normale che sia così a quell’età.

La scuola potrebbe organizzare un gruppo di teatro per ex-scolari. Cercare di gestire questo progetto con una persona entusiasta, in grado di coordinare il gruppo. L’obiettivo è quello di dare continuità all’impulso artistico che hanno ricevuto durante gli otto anni precedenti.

Il passaggio alla scuola pubblica è sempre una doccia fredda. Se non fosse così significa che abbiamo sbagliato qualcosa prima, che non abbiamo fornito abbastanza calore. Questi gruppi di teatro o comunque di attività artistica potrebbero continuare a portare calore anche dopo.

Anche se l’esperienza Waldorf si interrompe in VIII classe, più i ragazzi sono riusciti a sviluppare le loro forze animico-spirituali più saranno capaci di affrontare prove in ambienti meno calorosi e non subiranno danni.

Come reagisce l’Italia a questa offerta pedagogica rispetto ad altri paesi?
L’interesse in Italia è cresciuto enormemente, anche a causa dello stato piuttosto triste della scuola statale. Per questo motivo i genitori si mettono alla ricerca di alternative.

L’intellettualismo unilaterale della scuola statale è accertato. L’intellettualismo prende la gioia di essere bambini. Alcuni si ribellano e vengono nelle nostre scuole.

L’interesse per la formazione dei docenti è molto più forte qui che in Svizzera. Probabilmente perché la formazione degli insegnanti italiani è prevalentemente intellettualistica. In Germania c’è molto aiuto statale, in Svizzera come in Italia, invece no.


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13/01/18 h. 13.59
Gino dice:

Il problema è che spesso i bambini hanno paura di crescere per colpa dell'apprensività dei genitori, che continuano le loro paure mandandoli in queste scuole...e quando escono da scuola cosa trovano?
Filtriamo con le nostre teste le nozioni che ci dà il metodo Waldorf, uniamole ad altre, cresciamo il nostro bambino nel mondo dove realmente vive....altrimenti portiamolo in campagna...

17/10/12 h. 9.20
Kattocom dice:

"Sarebbe come irridere Tolomeo perché oggi sappiamo che la terra gira attorno al sole. Oppure dire che Nietzsche era nazista"
- perchà non è vero che è il sole che gira attorno alla Terrà?
- Nietzsche era nazista...non era NAZISTA?
sicuro sicuro?

17/10/12 h. 9.02
Andrea Canova dice:

guarda caso non restava altro che l'arma della denigrazione personale a fronte di osservazioni (le mie, certo buttate lì per non perdere tempo a discutere di qualcosa di inutile) che l'intera comunità intellettuale (non solo scientifica) ha mosso e muove a Steiner, a cominciare dall'UNESCO. che poi la scienza contemporanea sia meccanicistica è questa sì una sciocchezza.
che poi, criticando steiner, si venga a paragonare che chi avanza la critica è uguale a chi pensa che Tolomeo sia un babbeo oppure Nietzsche un nazista, be', lascia davvero intendere quanta pochezza intellettuale vi sia dietro tale pensiero.

16/10/12 h. 16.13
dz dice:

Veramente quelle citate sono bazzeccole in confronto a quanto esposto da Steiner in altri scritti.
In questa rubrica m'interessa accendere una prospettiva morfologica (e non meccanicista) su alcuni aspetti del reale, come ad esempio fa la pedagogia Waldorf e il pensiero sociale a cui appartiene. Mi sembra già un programma vasto.
Mi guardo bene dall'entrare in dimensioni antroposofiche, fuori dalla mia portata e, da quel che leggo, anche da quella di Canova.
Rimane il fatto che uno degli atteggiamenti più irritanti e intellettualmente disonesti è quello di guardare tutto con la lente della scienza moderna. Ne ho già parlato altrove e non mi ripeto.
Sarebbe come irridere Tolomeo perché oggi sappiamo che la terra gira attorno al sole. Oppure dire che Nietzsche era nazista.
Torna bene il commento di Canova per comprendere come questa supponenza produca anche gravi distorsioni ermeneutiche.
Infatti chi avesse voglia di esercitarsi in una lettura seria della vita e dell'opera di Steiner scoprirebbe un pensiero tutt'altro che reazionario e oscurantista, anche nel modo in cui lui considera la scienza e la ragione umana.
Ma si sa, la serietà costa tempo e sacrificio.

16/10/12 h. 9.31
Andrea Canova dice:

?L'anno scorso il mio sforzo era scoprire se le parole di Schelling sono reali, vale a dire che una meravigliosa facoltà nascosta risiede in ciascuno di noi e ci permette di ritirarci dall'agitazione del presente immediato nella nostra interiorità, e di osservare l?eterno intorno a noi nelle sue manifestazioni immutabili. Ho creduto, ed ancora credo, di avere con certezza scoperto quella facoltà interiore in me.Già da molto tempo ritenevo che fosse così? (Rudolf Steiner in una lettera a un amico).
e capirai, cerca l'eterno immutabile intorno a noi e, ma guarda, lo trova in se stesso e da se stesso, solo ed unicamente da se stesso, discende la rifondazione dell'intero universo umano, dalla cosmologia, alla politica, all'economia, all'architettura, sino ai bastoncini findus.
crede nella reincarnazione.
neo romantico
anti kantiano, anti illuminista.
anti darwiniano (meglio, a-darwiniano perché troppo caos regna nella sua testa)
una confusione filosofica totale nella quale mescola tutto e il contrario di tutto, dalla coincidenza di microcosmo e macrocosmo propria di Pico della Mirandola, al Gesù Cristo come entità metafisica solare, agli scritti scientifici di Goethe (che di scientifico non hanno nulla, bisogna poi dire).
rifiuto delle scienze empiriche, a cominciare da Dewey e Montessori.
il bambino di sette anni ha completato lo sviluppo delle sue forze eteriche (?) dalla punta dei piedi ai nuovi denti (la dice lui sta roba)
conferenze-sproloquio su ogni argomento possibile dello scibile umano con unico e solo centro se stesso e le sue idee balzane.
se non è matto uno così, io non so...
ganzo, lui, proprio non lo era.

15/10/12 h. 16.22
dz dice:

Ma lo sai che eri veramente un ganzo? Lambrusco e salame nell'ora di chimica... capperi che monellacci!!

15/10/12 h. 11.58
Andrea Canova dice:

sviluppo animico?
achimico?
ache?
intellettualismo della scuola italiana?
chi è?
steiner era un matto totalitario.
la vita felice dei contadini?
i contadini felici?
i contadini che ballano ritmici all'unisono con i ritmi della natura e dei latifondisti, che so...
euritmica?
il divertimento è pericoloso?
la pericolosità dei voti?
un gruppo di teatro con ex-scolari, la domenica mattina, alle 5, con quella che mi stava sul cazzo e che in classe faceva la spia quando tiravo i gessi nella schiena del prof?
noi, in classe, nell'ora di chimica, per un anno intero, tutte le settimane organizzavamo il compleanno sempre della stessa persona, con lambrusco, erbazzone, salame e torta finale, al ritmo di un divertimento da pisciarsi sotto dalle risate.

15/10/12 h. 11.14
dz dice:

Caro Kattocom, la tua proposta, sostanzialmente in linea con la Triarticolazione sociale di Steiner, richiede una solidarietà molto alta tra le persone. Non so se la nostra società, nelle sue diverse componenti, è matura per una responsabilità del genere. Noi dobbiamo però avere il coraggio di provarci. "Nulla avrà valore se ci manca il coraggio".

15/10/12 h. 9.30
Kattocom dice:

Non vorrei disturbare :) in questo bel confronto, ma c'è una domanda che ci dobbiamo porre e che a mio avviso è centrale: ma perchè la scuola è divisa tra pubbliche (dove il governo decide il da farsi) e le private (gestite da enti e sempre più da genitori)? non è forse giunto il tempo di trovare il modo che lo stato metta le risorse e poi i genitori e gli insegnanti organizzano la scuola?

14/10/12 h. 21.29
dz dice:

Se le idee sono buone trovano da sole tempi e modi per affermarsi, perché lo spirito soffia dove vuole...

14/10/12 h. 21.00
cg4 dice:

Nel tuo piccolo tu lo stai facendo, lo vedo. E sono certo che l'associazione per la Pedagogia Steineriana di Reggio sarebbe ben felice di poter dialogare con tutti: da Reggio Children al Ministero all'OCSE all'ONU. Ma, caro davide, non è solo una questione di tempo libero per farlo, capisci? C'è anche la dimensione politica: anche se queste idee sono buone, nessuno ti verrà a chiamare per discuterle e diffonderle. Allora il problema è: come utilizzo il tempo? Quanto ne utilizzo di quel poco che mi rimane per la mia esperienza bella personale comunitaria? E quanto per diffonderla, discuterne, diffonderla eccetera? Il punto è tutto qui. Una questione di equilibrio. Personale. Alla fine, per POTER SOPRAVVIVERE, queste realtà private devono mettere quasi tutto il loro tempo a disposizione per sè, per poter sopravvivere... Per questo, credo, c'è questo pericolo di autorefenzialità... Tanto che quando i figli escono dall'esperienza scolastica, e crescono, più o meno giustamente scema anche l'interesse dei genitori per la questione scolastica in genere....

14/10/12 h. 20.27
dz dice:

Sulla chiusura degli steineriani non voglio sottrarmi. E' vero che nelle comunità steineriane esiste questa dimensione autoreferenziale, come, penso, in tutte le comunità in forma più o meno accentuata. Steiner però, a differenza di altri santoni o guru a cui impropriamente spesso viene per ignoranza accostato, tenne quasi 6.000 conferenze pubbliche. Alcune dedicate ai maestri e agli antroposofi, la maggior parte per tutti coloro che avevano interesse ai suoi argomenti (piuttosto ampi in vero...) e - udite udite - molte per gli operai. Ci sono bellissime conferenze su temi sociali tenute nelle fabbriche tedesche di fronte agli operai.
Cosa significa questo? Per me una sola cosa: il suo (almeno quello sociale) non è un pensiero da tenere chiuso in una cerchia di iniziati, ma da diffondere il più possibile, con tutti i mezzi a disposizione.
Nel mio piccolo lo sto facendo, così come l'associazione per la Pedagogia Steineriana di Reggio, che sarebbe ben felice di poter dialogare con tutti: da Reggio Children al Ministero all'OCSE all'ONU.
Naturalmente tempo permettendo, visto che, maestri a parte, siamo tutti volontari...

14/10/12 h. 20.10
cg3 dice:

concordo con le parole di martina in pieno. compreso il finale, su cui davide sorvola. in realtà la tendenza delle scuole private, forse inevitabile, come di tutte le comunità, è quella di chiudersi nel proprio particolare e coltivare solo il proprio orticello. non è il caso tuo, davide, e testimonianza ne è anche questa rubrica. ma spesso finisce così. mentre invece, come genitori e docenti, ma anche solo come cittadini, credo sia importante preoccuparsi anche degli altri bambini, che frequentano anche le scuole più sgarruppate. anche come esempio che diamo ai nostri figli. per esempio, reggio children ai tempi di malaguzzi, parlava, malaguzzi, di tutto il sistema formativo, scriveva, difendeva ogni bambino. il suo era un messaggio anche politico, per questo così importante. ora reggio children è più importante di quando c'era lui, ma tende a parlare solo del proprio particolare, si sporca meno le mani, non parla della scuola pubblica, di tutti i bambini, come faceva al tempo di malaguzzi. i tempi sono cambiati, è vero, ma potrebbe ancora farlo. penso che questo sia un punto importante, per me cruciale. anche come esempio da dare ai nostri figli, ripeto. o semplicemente per fare i conti fino in fondo con la nostra coscienza.

14/10/12 h. 20.05
dz dice:

@cg: ok per la chiacchierata e il regalo ;-)

14/10/12 h. 20.05
cg2 dice:

Mi pare molto bello e importante il post di Martina, in cui mi riconosco. Compreso il suo 'invito finale che davide non raccoglie: "Questi steineriani e le varie Associazioni steineriane, di cui peraltro faccio parte, dovrebbero aprirsi un po' di più e non perdere le loro energie all'interno ma creare iniziative, gratuite, di vario genere, per seminare, per far conoscere e portare bellezza in questo mondo". Detto tutto il bene possibile delle staineriane come di altre importanti realtà (penso anche a Reggio Children), mi pare che il problema sia, per ogni privata, proprio questo riportato da Martina: essere un po' autoreferenziali, preoccuparsi in primis dei propri figli (come è giusto) guardando con un po' di distanza gli altri. Per esempio, quando c'era Malaguzzi a capo di Reggio Children, lui parlava anche dei problemi delle scuole statali, dell'infanzia e non, parlava di tutti i bambini, ha scritto articoli e fatto discorsi per tutti. Adesso invece, nonostante Reggio Children goda di molta più fama di quando era agli inizi, mi pare che i suoi dirigenti intervengano molto meno sulla politica scolastica nazionale, facciano insomma meno politica. Ecco, questo del fare politica, una politicascolastica per tutti, e per tutti i bambini, compresi i più sfortunati e quelli che frequentano le scuole più sgarruppate, penso debba coinvolgere anche i genitori delle steineriane, degli asili più belli del mondo, della scuola statale, tutti, insomma. la tendenza invece, non certo tua Davide, come testimonia anche questa semplice rubrica pubblica, è quella di richiudersi nel proprio orticello e nei propri interessi personali.

14/10/12 h. 19.40
dz dice:

Cara Martina penso che la vera rivoluzione sia riuscire a rendere le prossime generazioni più responsabili, più solidali e più libere.
L'Italia di oggi mi fa più schifo che no, soprattutto perché la maggioranza delle persone (non sto parlando dei politici che non sono altro che il riflesso della società che li vota) ha un senso di responsabilità inesistente, un senso di solidarietà il più delle volte pelosa e interessata e non sanno cosa sia la vera libertà, se non la libertà dei servi (verso la politica, il mercato e la cultura).
Questo obiettivo la pedagogia steineriana ce l'ha ben presente. E' di fronte ai maestri costantemente, perché l'immagine che hanno dell'uomo è quella di una creatura libera.
Quando sento ragionamenti come "Nei prossimi dieci anni serviranno molti ingegneri e meno letterati" da parte di chi pianifica i programmi della formazione, a me viene freddo. E' una visione spettrale del nostro futuro.
Se a questo obiettivo arriveremo non sarà certo per merito dei nostri "programmatori di curricula", ma grazie a maestri liberi e genitori liberi, come te. Anche di scuola pubblica.

13/10/12 h. 23.13
martina dice:

Ciao Davide, mi fa sempre piacere leggere i tuoi articoli sulla pedagogia steineriana e sai che amo Steiner per molto di quello che ha detto ma vorrei fare un piccolo appunto anche alla luce della mia esperienza. Mia figlia più grande sta facendo la seconda elementare statale e devo dire che, nonostante l'impostazione "disciplinare" io sono molto entusiasta del suo percorso. Vorrei una scuola pubblica per tutti come quella che sta facendo mia figlia, con insegnanti preparate e con il coraggio di prendersi le proprie responsabilità, che sottolineano ai genitori oltre agli aspetti di apprendimento dei loro figli anche quelli relazionali. Le maestre lavorano ponendo anche l'attenzione sugli aspetti di socialità, per quel che possono ovviamente visto che hanno un programma ministeriale da rispettare molto ricco e rigido. Credo invece che il problema fondamentale sia dei genitori che non accettano di avere figli che hanno problemi di contenimento, non riescono a mantenere la concentrazione, creano "gruppetti" chiusi ecc. Ho visto le facce delle mamme uscire dai colloqui, fare le battute sulla "superiorità" della maestra ... forse sono state colpite? Io sempre di più credo che un corso su Steiner dovrebbe essere fatto a tutti quelli che decidono di avere figli per far capire, come dice il maestro intervistato, come si sviluppa un bambino e quindi cosa è opportuno evitare per non fare danni a questo bambino soprattutto dalla nascita e nei primi anni di vita. Tutto quello che ho letto di Steiner sui bambini l'ho visto paro paro sulle mie figlie e come genitore ho il compito di applicarmi per farle crescere più sane possibili nonostante la società vada nella direzione opposta e tutti (o almeno quasi) i genitori della scuola di mia figlia vadano in quella direzione. Il compito di genitori di una scuola steineriana è moolto più facile perchè, oltre al supporto degli insegnanti, vi rafforzate nelle scelte nell'essere in gruppo. Io credo che sia rivoluzionario lavorare con i genitori che mandano i propri figli alla scuola statale, perchè è la famiglia che fa la differenza, la scuola aiuta ma se come genitore deleghi e basta non è sufficiente per la crescita di tuo figlio. Credimi è molto faticoso non comprare l'album della figurine a mia figlia, non farle vedere la televisione, selezionare i giochi, rispettare i suoi ritmi, farla andare a letto presto, cercare di portarla il più possibile in mezzo alla natura, ecc. ma quando poi vedi che le figurine e l'album se li costruisce da sola, che si entusiasma per tutto, che non sa cosa sia la noia e gioca con qualsiasi cosa allora capisci che stai facendo delle scelte giuste nonostante siano diverse da tutti gli altri. E' faticoso inoltre continuare a fare le cose pensate e non lasciarti prendere dal gregge. Questi steineriani e le varie Associazioni steineriane, di cui peraltro faccio parte, dovrebbero aprirsi un po' di più e non perdere le loro energie all'interno ma creare iniziative, gratuite, di vario genere, per seminare, per far conoscere e portare bellezza in questo mondo.

13/10/12 h. 20.11
cg2 dice:

davide, anche sulla tua ultima battuta... mi è capitato di parlarne anche con nicola... guarda, a me,che attraverso la steineriana ci siano genitori che scoprono la spiritualità fa solo piacere... ma ognuno ha la sua storia... c'è chi l'ha frequentata anche non solo da genitore... l'ha rinnegata... l'ha riabbracciata... c'è una storia... ci sono movimenti e persone anche ora, anche vicino a noi....

13/10/12 h. 20.07
cg dice:

davide,ne parleremo meglio a voce, ti regalo una copia del mio ultimo libro Una scuola da rifare... Ci sono descritti i momenti con i bambini, i massaggi, i giochi, tante conversazioni, eccetera... E' esattamente quello che ti dici che nella scuola pubblica non c'è, capisci? E io insegno in una scuola pubblica. Anche a me non frega niente dei dati Ocse, che è ente economico, ti voglio solo dire che tante cose che si sono nella steineriana fanno parte quotidiana della pratica di tanti docenti, in modo più o meno consapevoli, gente che conosco, solo questo. anche se, ammetto, fa sempre più fatica a fare queste cose perchè le condizioni di lavoro peggiorano, la scuola è più disciplinare, la scuola cambia in peggio.
La pedagogia steineriana si prende le sue belle responsabilità se la prende, certo, perché la condivide in un percorso completo e integrato con la famiglia. Ma ci sono tante altre pedagogie che se la prendono. Il problema non è quello. Nè che la scuola pubblica oggi non se la prende, proprio per delegare a chi li iscrive in scuole che sappiano prendersi questa responsabilità. Il problema vero, per me, ma credo anche per te, copme cittadino, è che LO STATO, LA REPUBBLICA NON SE LA PRENDE PIU' questa responsabilità. E per me è gravissimo, per te no. Punto.
In Inghilterra e in Usa ci sono scuole a 40.000 euro all'anno che sono molto meglio della steineriana, che si prendono tutte le responsabilità che vuoi. Resta il problema della MAGGIORANZA, per me. Dei bambini, dei ragazzi, non solo dei propri figli. Credo che sia importante porsi anche questo problema. o no?

13/10/12 h. 18.53
dz dice:

Giuseppe ti ringrazio per il tuo apprezzamento, che so sincero e interessato a questa esperienza. Tuttavia continui a spostare la questione di merito su aspetti di metodo o di contesto. A me, onestamente, non me ne frega niente (nel senso che non c'entra col mio ragionamento) se la scuola italiana sia oggi ultima nelle classifiche OCSE mentre nel 2008 era la prima.
Potrebbe anche essere la prima oggi che la mia posizione non si sposterebbe di un millimetro.
La cosa che mi preme (e qui non si tratta di essere neofiti o professionisti della pedagogia, ma primariamente genitori e cittadini) è il disastro della scuola come capacità di formare persone.
Quando si parla di nichilismo giovanile, di inaffettività, di incapacità di gestire relazioni ed emozioni, di incapacità di definire il senso morale di certe azioni... di cosa stiamo parlando? Dei danni delle televisioni di Berlusconi? Di quanto malvagio sia il consumismo?
Ho insegnato all'Università per 10 anni e ho visto la "materia" già formata. Mia moglie segue da 15 anni progetti con ragazzi disabili nelle scuole di ogni ordine e grado. di questi comportamenti divenuti ormai abiti sono molto preoccupato.
Non si tratta di misurare quanto i ragazzi rendono in termini di performance intellettuali, perché è quello che va a finire nelle statistiche OCSE. Chi se ne frega dell'OCSE. Si tratta di decidere se la scuola abbia o no una funzione e una responsabilità diretta nella formazione di brave persone e bravi cittadini.
La pedagogia steineriana questa responsabilità se la prende, perché la condivide in un percorso completo e integrato con la famiglia.
La scuola pubblica se la prende?
I docenti (ovvio non tutti) se la prendono? Se la sentono e sono preparati per una educazione completa di questo tipo?
Ultima cosa: non ha senso parlare di scuola pubblica o scuola privata. A me non interessa il modello amministrativo. Parlerei piuttosto di una scuola con una visione completa dell'uomo e di una scuola con una visione fortemente frammentaria, figlia dell'idea disastrosa della pedagogia come scienza umana nel senso epistemologico ottocentesco.
La visione dell'uomo della pedagogia "ortodossa" è quella di una persona "a pezzi", per ognuno dei quali c'è una specifica disciplina autonoma con regole autonome.
Insomma se lo stato volesse assumere la pedagogia Waldorf come metodo delle scuole statali sarei contento e nulla lo vieterebbe. Salvo il fatto che, nella visione di Steiner, "scuola pubblica" è un ossimoro. Ma per altre ragioni, spirituali...

13/10/12 h. 17.56
cg dice:

caro davide, come sai apprezzo la scuola di cui parli. tuttavia, per essere sincero, devo dirti che trovo OTTIMO il tuo entusiasmo, ma, alla lunga, intravedo all'interno un po' dell'ENTUSIASMO (per carità sempre ottimo) del NEOFITA. Voglio dire, pedagogia e didattica esistono, come tu sai, da oltre duemila anni. Con tante esperienze interessanti. non è che è arrivato un tale e ha scoperto l'america. Nonostante sia in grave crisi, ti ricordo inoltre che la scuola primaria italiana prima del 2008 era la 1a in Europa e la 5a al mondo, e che la scuola a tempo pieno, esperienza italiana originale degli anni '70, è basata proprio sull'educazione allo sviluppo delle capacità sociali e comunicativo/espressive negli alunni. Per una scuola pubblica, una assoluta eccellenza mondiale. Nel tempo, poi, l'impronta laboratoriale, coi tagli, è andata scemando e si è andati, come in tutte le scuole pubbliche dell'occidente, verso una scuola pubblica di stampo più disciplinare. Rispetto alle scuole private,
mai ho detto che sia incapace di formare capacità sociali, al contrario, quanto che dipende da caso a caso. E che, in generale, in Italia, mediamente chi esce da una privata (certo non staineriana) è alunno meno preparato di chi esce dalla pubblica (dato Ocse, per quanto possano valere). Il discorso che poi faccio sulle private come sai è un altro: io penso che la scuola sia un'istituzione, non un servizio, e per questo debba essere offerta dallo Stato. Anche sulla laicità della scuola steineriana ho poi sempre i miei soliti dubbi: san Martino eccetera, saranno studiati in un certo modo non confessionale, per carità, e non in un altro, ma personalmente, sai.... L'idea della scuola-comunità con grande partecipazione dei genitori è ottima... Peccato che sia comunitaria come nelle scuole familiari... Sono ottime nelle relazioni tra i componenti della stessa scuola, al limite poi, va a finire, spesso, di rischiare un po' di chiusura nei confronti di tutto ciò che non fa parte strettamente della propria comunità....

13/10/12 h. 16.05
gianni dice:

mi sembra tutto una serie di sciocchezze : formalizzare il buon senso (promuovere l'autostima) sembra diventare una grande scoperta quando invece lo sa anche il maestro piu scalcagnato....ma si sa che quando si scopre l'acqua calda c'è sempre qualcuno che acclama al genio !

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