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Lunedì 21.08.2017 ore 08.35
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Giuseppe Caliceti

Sull'appello di Vecchi


di Giuseppe Caliceti

Dopo che Gentiloni ha rimandato la discussione sullo ius soli e Renzi ha parlato di numero chiuso di migranti, nel Pd sembra partita una campagna contro i diritti alla persona. Un sindaco ha parlato aumentare le tasse a chi ospita migranti.

 
Un senatore ha parlato delle ong che li salvano come di gruppi che "pensano ideologicamente solo a salvare vite umane: noi non possiamo permettercelo". Quasi che salvare vite umane fosse sbagliato e perverso. In questo clima mi rincuorano le parole di Delrio: "Salvare le vite prima di tutto".  E di Vecchi, che ci invita a riflettere su i più deboli e fragili, rivendicando di investire sul welfare, sulla "città delle persone"; di voler "continuare a restare umani", perché "una società con più diseguaglianze è sempre una società con meno sicurezza".
 
Da un lato Vecchi si riposiziona all'interno di un Pd schizofrenico. Dall'altro coglie l'identità profonda della nostra città, legata al riconoscimento, alla difesa, alla manutenzione paziente e costante dei diritti alla persona. Senza se e senza ma. E' questo il cuore, la linfa, l'idea di comunità, la barra dritta che mette Vecchi di fronte allo smottamento del Pd. Un'idea chiara, per me e per tanti condivisibile. Meno chiara, a volte, può apparire la strategia con cui invita i reggiani "a comprendere e affrontare fenomeni complessi, respingendo la deriva dell'odio e del rancore e riscoprendo la strada della fiducia nella convivenza civile". Perché per passare dalle parole ai fatti, occorre coraggio. Prendiamo lo ius soli. Da settimane si confondono ad arte due questioni distinte: l'accoglienza, e la cittadinanza: bambini e ragazzi figli di genitori stranieri che sono nati in Italia, già qui in Italia, sono compagni di banco dei nostri figli, ma che lo Stato finge di non vedere. Proprio da qui partì la campagna nazionale L'Italia sono anch'io. 
 
Ecco, dal sindaco della città dei diritti alla persona, mi attendo determinazione e coraggio per una giusta battaglia di civiltà che riguarda oltre un milione di bambini e ragazzi italiani ancora invisibili, senza attendere l'esito di quella proposta parlamentare. Come? Impugnando quella campagna. Rinvigorendola. Quella stessa campagna che il sindaco Delrio non esitò ad appoggiare ponendosi come primo testimonial.  
Erano Altri tempi, si dirà. E' vero: probabilmente peggiori di questi.
 
 
 


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