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Stupri a Rimini, preso anche il capobranco


È stato preso nella notte a Rimini il quarto giovane del 'branco' autore degli stupri a Rimini.



Si chiama Guerlin Butungu, 20 anni, congolese, rifugiato residente a Vallefoglia, nel Pesarese. Si nascondeva alla stazione di Rimini. E' stato preso dagli agenti dello Sco e della Squadra mobile di Rimini e Pesaro su un treno in movimento mentre cercava di scappare. E' considerato il 'capobranco'. Ieri la prima svolta nell'inchiesta sugli stupri: due fratelli marocchini minorenni avevano confessato di aver fatto parte del branco che ha violentato una turista polacca, picchiato l'amico e stuprato una prostituta trans, mentre era stato fermato anche un terzo minore. A quanto si è appreso i due giovani avrebbero deciso di presentarsi dopo la diffusione delle immagini e a causa della pressione esercitata in questi giorni dalla polizia di Rimini. 
 
Pm: "Turpi e brutali atti di violenza" "Turpi, brutali e ripetuti atti di violenza". E' questo, in sintesi, un passaggio del decreto di fermo firmato dal procuratore per i minorenni di Bologna, Silvia Marzocchi, per i tre giovani stranieri accusati del duplice stupro di Rimini. Il procuratore  rimasto fino ad oltre le due di notte a Rimini per procedere agli interrogatori dei due fratelli marocchini e del 16enne nigeriano. 

Il presidente della Regione si complimenta con le forze dell'ordine. “Grazie davvero agli inquirenti e alle forze dell’ordine, alla Procura e al Questore di Rimini, per il brillante lavoro investigativo che in pochi giorni ha permesso di assicurare alla giustizia i quattro presunti responsabili delle brutali aggressioni avvenute la settimana scorsa a Rimini”. Cosi il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dopo gli arresti degli autori delle efferate violenze. “Ora che i presunti colpevoli sono stati individuati e fermati, mi auguro che la giustizia faccia rapidamente il suo corso e, come annunciato subito dopo i gravissimi episodi, confermo che la Regione Emilia-Romagna si costituirà parte civile nell'ambito del processo".   
 
Sulla vicenda interviene anche l’assessore regionale alle Pari opportunità, Emma Petitti: “In questo momento il mio pensiero va alle vittime, con le donne spesso oggetto di orribili e inaccettabili abusi. Dobbiamo tutti contribuire a una svolta culturale che abbia al centro il rispetto della persona e il convivere civile".


Ultimo aggiornamento: 04/09/17

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