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Stragi naziste, liberi 8 criminali di guerra


Si assottiglia sempre di più, per ragioni anagrafiche, il numero degli ex criminali di guerra nazisti condannati all'ergastolo in Italia che non scontano la pena e vivono liberi in Germania: negli anni scorsi erano alcune decine di persone, ora sono solo otto, tutte ormai ultranovantenni.



L'elenco è stato fornito dal procuratore generale militare della Repubblica presso la Corte militare di Appello, Antonio Sabino, nel corso della recente inaugurazione dell'anno giudiziario militare.
Gli otto ex criminali di guerra sono stati condannati per alcune delle più gravi stragi compiute in Italia - da Marzabotto a Sant'Anna di Stazzema, a Cefalonia - ma, a seconda dei casi, l'estradizione non è stata concessa, nè è stata ritenuta ammissibile l'esecuzione della pena in Germania.


Ultimo aggiornamento: 07/03/17

08/03/17 h. 12.26
@Adolf @antit. dice:

Temo che gli "assassini" impuniti e a piede libero siano oggi ben pochi, essendo passati ben 70 anni.

Diverso è chiedersi quante delle uccisioni del fine guerra e dopo guerra siano avvenute solo approfittando degli eventi e non per cause logicamente conseguenti alla guerra. Per carità, ogni vita umana è da difendere e tutelare e credo che anche i criminali di guerra abbiano diritto a un regolare processo. Ciò detto, non sorprende se qualche parente di torturati, deportati o giustiziati abbia approfittato della ritirata tedesca per vendicarsi contro qualche fascista. La cosa storicamente e politicamente interessante è, per esempio, capire perchè i partigiani comunisti ritennero di dover eliminare i comandanti militari delle formazioni partigiane reggiane e genovesi (Azor e Bisagno). Evidentemente, qualcuno non voleva limitarsi a "liberare" l'Italia ma pensava già al "dopo" (come confermano i carteggi tra il comandante garibaldino "Davide" e il PCI di Modena, fra gli altri). Ed è interessante capirlo soprattutto perchè, non dimentichiamolo, una ventina di anni più tardi qualcuno si metterà di nuovo ad ammazzare avversarsi politici adducendo come movente il mito della "Resistenza tradita". Ecco, storicamente è chiara ed accettata da tutti la responsabilità del porco di Predappio e del PNF sulla rovina dell'Italia in guerra. Non altrettanto si può dire circa la doppiezza del Partito Comunista, dei suoi disegni di egemonia e delle sue responsabilità sul dilagare della violenza nell'Italia repubblicana.

07/03/17 h. 22.56
Antitaliano dice:

@Adolf: e quanti rinco come te han presente che il grande statista di Predappio fu la causa di tutto ciò? Lui che era socialista, poi fece una inversione ad U e, da bravo idagliano codardo, rinnegò se stesso e il suo passato?
Popolo di cialtroni, sbruffoni, protestati e milionari con le pezze al culo!
Ogni giorno di più mi vergogno di essere idagliano.

07/03/17 h. 19.56
gussetti gianluca dice:

fargli rivedere a loro che hanno fatto 70 anni fa

07/03/17 h. 11.21
Adolf dice:

E quanti partigiani assassini sono ancora ancora liberi e impuniti, magari con qualche spilletta dell'ANPI, del Partito o del sindacato sul petto?

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