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Mercoledì 22.05.2013 ore 00.02
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I sindaci a Roma, Delrio: ''Si apre un profondo conflitto istituzionale''


Martedì 24 luglio

Ore 17 - Un incontro andato “malissimo”. E adesso alle porte c’è il rischio “di un pesante conflitto istituzionale e politico, anche nei confronti delle nostre forze politiche di riferimento in Parlamento”. Il sindaco di Reggio e presidente dell’Anci Graziano Delrio, a capo della delegazione di sindaci, dopo la manifestazione promossa dall’Anci a Roma sulla spending review, dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, non è affatto contento.



“Siamo entrati nella stanza del ministro - spiega Delrio al termine dell’incontro - per discutere sui risparmi di spesa e la lotta agli sprechi prevista nella spending review, ma ne siamo usciti sconcertati, perché Giarda ha confermato i nostri timori, affermando che non si tratta di tagli agli sprechi, ma di un taglio ai trasferimenti”. Si tratta di un'impostazione “ben diversa da quella che ci era stata garantita dal governo, che per noi è totalmente inaccettabile, perché non accetteremo mai ulteriori tagli lineari a spese dei Comuni”. Da qui il rischio di “un profondo conflitto istituzionale e politico - dice Delrio - se in Parlamento non verranno accolti gli emendamenti dell’Anci”. Un conflitto che “si estenderà anche nei confronti delle nostre forze politiche di riferimento”.

I Comuni, ricorda Delrio, “sono stati disponibili al massimo nel momento in cui è stata presentata loro una proposta di riduzione degli sprechi, tanto da offrire massima collaborazione proponendo misure per correggere in modo adeguato proprio quegli sprechi”. Se invece si tratta di ulteriori tagli ai trasferimenti, “non è pensabile - sostiene Delrio - tagliare 2 miliardi e mezzo ai Comuni in un anno e mezzo, perché così il Patto di stabilità diventa tecnicamente irrispettabile”. “Spero - conclude il presidente dell'Anci - che il presidente del  Consiglio si renda conto di questa situazione molto grave”.

Poco prima - con una delegazione composta dal sindaco di Roma e presidente del Consiglio nazionale Anci Gianni Alemanno, dal vicepresidente dell’associazione e sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, dal coordinatore nazionale dei piccoli Comuni Mauro Guerra, dal sindaco di Livorno e coordinatore delle Anci regionali Alessandro Cosimi, e dai sindaci di Torino Piero Fassino, di Varese Attilio Fontana, di Venezia Giorgio Orsoni e di Cagliari Massimo Zedda – Delrio aveva incontrato il presidente del Senato Renato Schifani, mentre era in corso la manifestazione dei sindaci davanti a palazzo Madama.

L’incontro ha lasciato aperti margini di manovra: “Abbiamo trovato disponibilità e apertura alle nostre proposte dal presidente Schifani e del presidente della Commissione finanze Antonio Azzollini. Adesso vediamo, credo che in questa fase il Senato possa giocare un ruolo importante per evitare nuovi errori – ha commentato Delrio - Il presidente Schifani ha capito che le nostre sono idee responsabili, non estemporanee, bensì istituzionali e capaci di dare un cambiamento, perché mirano a provvedimenti giusti”. Al punto che sulla norma relativa “ai residui attivi il Senato è orientato a toglierla. Dopo la protesta di oggi, credo che il Senato analizzerà con molta più attenzione le nostre proposte”. In ogni caso, se la lotta per modificare il decreto avrà ottenuto risultati, ha sottolineato Delrio, “lo si potrà vedere solo alla fine delle votazioni del Senato. Comunque se la spending review rimarrà così com’è, in autunno siamo pronti ad aprire un nuovo fronte sulle modifiche ai vincoli del Patto di stabilità: a quel punto, la sua eliminazione sarebbe l’unica condizione per proseguire il nostro lavoro di amministratori”.

Nel suo intervento, durante la manifestazione promossa dall’Anci davanti al Senato, a cui hanno partecipato migliaia di sindaci italiani, Delrio ha detto: “La spending review è sbagliata nel merito e nel metodo, come certificato poche ore fa dalla Corte costituzionale, perché non comporta un risparmio strutturale della spesa. Siamo consapevoli che il Paese è in difficoltà e non siamo qui per difendere privilegi che non abbiamo, ma l’incendio non si spegne spostandolo sui territori periferici”. "Il momento è serio - ha ammonito Delrio - ed è arrivato il tempo in cui il governo ascolti la nostra proposta e abbandoni i tagli lineari, che il governo deve liquidare per adottare un metodo diverso. Per il risanamento abbiamo dato più di tutti, cioè 22 miliardi di euro negli ultimi anni, come nessuno tra gli altri settori dello Stato”. La spending review rappresenta “una scorciatoia inaccettabile, un processo sommario a un imputato che non ha avuto alcun capo di accusa. Noi siamo un pezzo della Repubblica, non siamo gerarchicamente sottomessi a questi provvedimenti; si faccia la Conferenza per la programmazione economica e lì si decida quali tagli attuare”.

“Al governo - ha continuato Delrio - chiediamo un lavoro puntuale fatto di numeri certi ed effettiva responsabilità, che non può non passare da una maggiore autonomia”. Delrio ha poi ricordato che la “battaglia sull’Imu è stata vinta e il gettito dal 2013 tornerà ai Comuni” però, ha aggiunto, “diciamo fin da ora al governo Monti che da questo non si torna indietro, perché questa è una tassa municipale, pilastro dell’autonomia e del federalismo”. Sulle tabelle pubblicate dal Sole 24Ore sulle città italiane relative alla spesa delle città, Delrio ricorda come “essere giudicati su numeri di un anno non porta dati attendibili così come non sono accettabili le ultime norme sui residui attivi, che rischiano di scassare definitivamente i nostri Bilanci”. Poi da Delrio l’annuncio di un nuovo “fronte in autunno. Il governo sappia che dopo l’estate la nostra battaglia sarà contro il Patto di stabilità, che rischia seriamente di saltare a causa degli ulteriori 2 miliardi di tagli che subirà il nostro comparto. Chiederemo che gli investimenti escano dai vincoli del Patto, perché altrimenti i territori e l'economia si fermeranno definitivamente”.

Ore 10 - Duemila sindaci di tutta Italia si sono dati appuntamento per protestare contro i tagli della spending review davanti al Senato alle 11. "Riceviamo continue telefonate di adesione - dice il presidente Anci Delrio - La sofferenza è forte e alta l’aspettativa per l’appuntamento, tutti comprendono la delicatezza e l’importanza del passaggio. Dal 2007 al 2013 tra tagli e risparmi sono già stati chiesti ai Comuni 22 miliardi di contributi". I primi cittadini sono pronti a discuterne col presidente del Senato Renato Schifani e con il ministro per i rapporti col Parlamento Piero Giarda. A sostenere i Comuni anche i sindacati della Funzione pubblica. L'esame del decreto in aula è previsto per giovedì.

Lunedì 23 luglio

I sindaci, rappresentati dal comitato direttivo dell'Anci, manifesteranno il 24 luglio prossimo contro i tagli imposti dalla spending review davanti al Senato. L'associazione nazionale dei Comuni chiederà un incontro al presidente Renato Schifani per illustrargli le posizioni delle amministrazioni, auspicando che durante la discussione del provvedimento a Palazzo Madama vengano apportati dei miglioramenti che impediscano tagli forti agli enti locali con la conseguenza del rischio di aumentare le imposte locali.



Il presidente dell'Anci e sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio ha sottolineato che ''la sforbiciata data alle amministrazioni comunali, pari per il 2012 a 500 milioni di euro, è un'operazione fatta sulla carne viva dei Comuni, peraltro a 4 mesi dalla chiusura dei bilanci''. "Se il provvedimento non sarà modificato, le strade per i Comuni sono due: o subire nuovi tagli pesanti, oppure aumentare la pressione fiscale. Noi riteniamo - ha insistito Delrio - che l'impostazione vada radicalmente modificata. La proposta è di accelerare sui costi standard, ovvero sugli sprechi reali". Delrio ha ribadito che lo "sforzo chiesto ai Comuni è di tagli pari al 23% della spesa corrente, un quarto della nostra spesa", a cui vanno aggiunti "gli 8 miliardi di risparmi già fatti: nel complesso, dal 2007 al 2013 abbiamo dato allo Stato 22 miliardi di contributi".

''Abbiamo deciso di fare una manifestazione martedì 24 luglio - ha spiegato Delrio - perchè ai parlamentari venga rappresentata tutta la sua gravità di impostazione dei tagli lineari. Se il governo accoglierà le nostre proposte, saremo felici di registrare un cambiamento di orizzonte ma ad oggi c'è solo un obiettivo di taglio di 500 milioni di euro che si aggiunge alle precedenti manovre''. "Sarà convocato in modo straordinario il comitato direttivo dell'Anci - ha concluso Delrio - e spiegheremo che, in assenza di un cambio di passo deciso, saranno a rischio i servizi. Chiederemo anche di poter avviare un dibattito con i gruppi parlamentari".

“Ribadiremo il nostro essere favorevoli ad eliminare gli sprechi nella pubblica amministrazione, ricontrattando ad esempio gli impegni con le banche e le assicurazioni e proseguendo sulla strada già tracciata dei costi standard”, ha proseguito Delrio. La contrarietà al decreto, però, “è inevitabile nel momento in cui constatiamo ancora una volta che il testo configura tagli lineari, e non interventi puntuali sugli sprechi”. Ecco perché, ha ribadito Delrio, “chiediamo al governo di accettare la nostra proposta a favore di una vera lotta agli sprechi: ripartiamo dai costi standard, abbattiamo il costo dei contratti con banche e assicurazioni, individuiamo le precise voci di spesa che costituiscono uno spreco”.

Delrio ha commentato, infine, le disposizioni del decreto riguardanti le società a partecipazione pubblica: “Ancora una volta siamo davanti a una confusione normativa, che sottende un disegno costante, in cui le società pubbliche vengono considerate come centri di inefficienza, e i Comuni come centri di spesa piuttosto che come potenziali volani per la crescita”.

Anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha criticato i "facili entusiasmi del gruppo Pdl" alla spending review: "Ho detto con chiarezza al Pdl che l'entusiasmo generico è fuori luogo".

* * *

Il sindaco di Modena Giorgio Pighi partecipa martedì 24 luglio a Roma, nella piazza davanti al Senato, alla manifestazione promossa dall’Anci contro la cosiddetta “spending review”. L’iniziativa ha come obiettivo proprio il decreto legge del governo Monti numero 95 del 2012 sulla revisione della spesa pubblica che “prevede ulteriori tagli ai Comuni – ricorda Pighi – senza però realizzare provvedimenti efficaci nella lotta agli sprechi. Se non ci saranno modifiche, per Modena potrebbe significare ulteriori sacrifici per oltre due milioni di euro quest’anno e altri nove nel 2013”.


Ultimo aggiornamento: 26/07/12

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26/07/12 h. 9.07
The Major is a tramp dice:

@The Major ... in attesa dell'Uomo Forte

Chieda ai Signori Sindaci stipendiati dove hanno pranzato a Roma.
E a spese di chi.

Poverini i sindaci... non hanno diritti... che pena che mi fanno... poi magari si scopre che hanno la vasca da bagno piena di cozze pelose e di spigole ed il frigo pieno di champagne... ma poveri... facciamo una colletta...

25/07/12 h. 16.32
@The Major ... in attesa dell'Uomo Forte dice:

@The Major is... Evidentemente siamo ancora una volta in attesa dell'Uomo Forte che ci risolva tutti i problemi in un colpo vero? e ci tolga dalle scatole gli inutili orpelli della democrazia. Quella cosa tipo che uno viene eletto con il voto....
I sindaci, ovvero i primi cittadini, dopo essersi sbattuti un tot, e trattato e mediato, non hanno diritto come tutti gli altri di andare in piazza una volta all'anno per difedendere le loro città? ah no dimenticavo sono la casta, visto che prendono un normale stipendio da impiegati... Troppi forcaioli in giro non fanno un paese giusto...

24/07/12 h. 16.29
The Major is a tramp dice:

Facciamo 2 conti.
Un viaggio a Roma per un comune cittadino.
Mediamente, visto che Roma é centrale all'Italia, stimiamo un viaggio di 350 km, andata e ritorno facciamo un 700. Voglio essere buono e abbuono 50 km. Totale 650 km.
Scelta fra automobile e treno, obbligata quella del treno visti i costi proibitivi dei carburanti. Voglio essere molto buono e stimo un biglietto delle ferrovie a 65 euro per questo tipo di viaggio (in realtà é più caro...).

Duemila comuni cittadini moltiplicato sessantacinque euro fanno 130.000 euro.
Un comune cittadino deve poi aggiungerci il costo della sussistenza, facciamo che il comune cittadino é mediamente un morto di fame e si può permettere a stento panino e birra. A essere buoni, non volendogli negare una qualche bottiglietta d'acqua qua e là pena la disidratazione, ammettiamo una ridicola spesa di 15 euro.

Duemila comuni cittadini moltiplicati per 15 euro danno altri 30.000 euro.

Siamo a 160.000 euro.

Probabilmente 2000 extracomunitari con la stessa incombenza avrebbero speso molto di più, ammettiamolo.

Ora, la domanda é: secondo voi essendoci al posto del singolo comune cittadino nientepopodimeno che un Sindaco... quanto hanno speso dei soldi dei contribuenti per fare questa pagliacciata?

Ad essere buoni moltiplicate per 10.
Ad essere buoni...

24/07/12 h. 0.32
Anna Maria Campanale dice:

I risparmi sulla spesa pubblica sono possibili iniziando da subito con i tagli alle spese correnti nei ministeri ed enti locali, cambiare i sistemi di illuminazione e riscaldamento, togliere le consulenze esterne e diminuire i dirigenti, affidando quelli meno bravi ad altre incarichi.
Ricontrattare i canoni di locazione degli immobili affittati da enti pubblici e locali.
L'ANCI ha delle proposte valide spero che sia possibile al PD influenzare le scelte del Governo.

23/07/12 h. 18.28
Giovanni dice:

LA SPENDING REVIEW COLPISCE I DIPENDENTI PUBBLICI PER CANCELLARE I SERVIZI. 25 luglio, Presidio alla Funzione Pubblica (Roma)

Sopprimono le Province, chiudono gli uffici dell?agenzia delle entrate ed i tribunali, chiudono gli ospedali e tagliano i posti letto, tagliano gli stanziamenti alla Ricerca Pubblica e sopprimono gli Enti Pubblici di Ricerca.

Tagliano le piante organiche e licenziano i dipendenti pubblici definendoli ?esuberi?.
SE QUESTO NON È UN PIANO PRECISO DI DEVASTAZIONE DEL SETTORE PUBBLICO, COS?È?

Il Governo sta realizzando uno dei punti indicati nella lettera di Draghi e Trichet dell?agosto scorso, nella quale il ridimensionamento dell?intervento pubblico è condizione fondamentale del progetto della BCE.

Intanto è già pronta una seconda spending review e si prevedono nuovi tagli. Così, dopo il taglio dei buoni pasto, toccherà alle tredicesime dei dipendenti pubblici.
L?OBIETTIVO FINALE È L?IMPOSIZIONE DI UN MODELLO SOCIALE
CON MENO SERVIZI PUBBLICI, MENO DIRITTI E MENO SALARI PER I LAVORATORI E PER LE LAVORATRICI.

Chi come CGILCISLUILeUGL tenta di modificare i provvedimenti che questo Governo sta adottando da quando ha preso la guida del Paese, prende in giro i lavoratori. Il Governo Monti ha dimostrato in questi mesi che non è disposto a discutere con le parti sociali le scelte che compie, neanche attraverso la ?concertazione? che tanti danni ha prodotto per i lavoratori e per le lavoratrici.

Il maldestro tentativo realizzato con l?accordo del 3 maggio alla Funzione Pubblica di accreditarsi come soggetto affidabile per una nuova concertazione è miseramente fallito, certificando al contempo la condivisione del progetto del Governo da parte dei sindacati firmatari. Tutti tranne USB.
È UN PROGETTO CHE NON SI PUÒ EMENDARE, NON SI POSSONO LIMITARE I DANNI
SI PUÒ SOLO LOTTARE PER RESPINGERLO E MANDARE A CASA IL GOVERNO MONTI

Vogliono eliminarci, come dipendenti pubblici, perché non siamo compatibili con il modello sociale che ci vogliono imporre: per questo mai come oggi nella difesa del settore pubblico c?è anche la soluzione delle problematiche individuali di salario, di carriera, di condizioni di lavoro.

RESPINGERE IL PROGETTO DI DEVASTAZIONE DEL SETTORE PUBBLICO
PER DIFENDERE I NOSTRI DIRITTI, I NOSTRI SALARI, LA NOSTRA DIGNITÀ
PRESIDIO AL MINISTERO DELLA FUNZIONE PUBBLICA
MERCOLEDÌ 25 LUGLIO dalle ore 10,00 (Roma)
in occasione dell?incontro tra le Organizzazioni Sindacali e il Ministro Patroni Griffi

USB Unione Sindacale di Base Pubblico inpiego

18/07/12 h. 15.54
i sindaci in piazza dice:

sono una vergogna

12/07/12 h. 21.53
Dio Scandiàn dice:

...individuiamo le precise voci di spesa che costituiscono uno spreco... Porca miseria: ma dovete ancora farlo? E che cosa diavolo aspettate? Caro sindaco, occorre ammettere che il sig. Panarari un po' di ragione ce l'ha: anche i comuni che l'ANCI difende sempre e comunque a bene vedere tante volte sono indifendibili, al sud come al nord e al centro. E comunque qualche sacrificio bisognerà pure che lo facciano anche loro, l'indebitamento che gli amici DC di Del Rio (e Cast.) hanno fatto in 50 anni di governo pesano troppo. Tagli lineari no ma da qualche parte i sopldi bisogna prenderli e se all'ANCI non sta bene dica dove prenderli, come e quanti. Faccia delle proposte precise, altrimenti ci pensa il governo, non ci sono scappatoie.

12/07/12 h. 18.46
zeno panarari dice:

le strade per amministratori responsabili non sono mai solo due.

Jaime Lerner nella sua visita a Reggio disse:
" Ogni volta che tagli uno zero nel tuo budget, hai la creatività per trovare soluzioni intelligenti. Se tagli due zero ancora meglio. Avere a disposizione troppi soldi non va bene perchè poi si sprecano senza risolvere i problemi ".

La situazione è oggettivamente critica, il governo Monti sta indubbiamente perseguendo solo le strade facili e non tocca minimamente le ampie sacche di privilegio, e questo lo rende difficilmente difendibile anche quando opera per buoni propositi, ma che la macchina pubblica debba essere ridimensionata, anche nei comuni, è un dato di fatto sotto gli occhi di tutti i cittadini.

Invece di minacciare l'aumento delle tasse, cosa folle ed assurda solo a pensarla, i sindaci dovrebbero in primis proporre ed attuare riduzione di spesa che lascino invariati i saldi a vantaggio dei tagli allo stato sociale.

Perchè non è la stessa ANCI, invece di difendere lo status quo, a proporre l'accorpamento dei piccoli comuni?
Oppure a proporre una drastica riduzione dei dirigenti (come per altro fatto da Pizzarotti a Parma con un risparmio di qualche milione di euro)?
Oppure proporre una riduzione da subito degli assessori e degli assessorati?
Oppure un blocco immediato delle consulenze esterne?

Non sarebbe forse meglio per i cittadini avere qualche letto d'ospedale in più e qualche sindaco, dirigente, assessore o consulente in meno?

Quando si taglia da Roma, per i Sindaci a rischio sono sempre i servizi sociali, mai le poltroncine.

Chissà perchè?

Forse è solo un problema di creatività, come direbbe Lerner.

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