Siete voi cocciuti comunisti di sempre a pensare che la resistenza fosse un vostro privato patrimonio di partito, usato per alimentare ideologicamente il vostro senso di appartenenza, e non un bene di tutto il paese, da condividere ed affermare al di sopra di tutte le parti.
Lui mi risponde pacato che questo non è un vero problema. Che chiedere al Movimento di schierarsi, di collocarsi “o di qua o di là”, è “vecchia politica”. Che la maggioranza tra gli attivisti deciderà in quali valori riconoscersi e come declinarli. Lo ascolto, cerco di capire e il pensiero va a quella parete a pochi metri, sotto la Ghirlandina, a quel sacrario dei morti modenesi della Resistenza, a quelle fotografie, a quegli occhi giovani che hanno pagato con la vita la scelta di stare da una parte sola negli anni più bui della nostra storia. Sorrido amaramente e lo ringrazio.

Dal palco iniziano a susseguirsi interventi di cittadini. Ci sono i modenesi della bassa, membri del comitato No Gas di Rivara, cittadini contrari alla Cispadana. Parlano dei valori che sentono di difendere, dell'immagine di paese che sentono di rappresentare; c'è qualche imprecisione nei loro racconti e la rabbia è il sentimento prevalente. La politica e le istituzioni sono entità lontane, descritte come portatrici di interessi diametralmente opposti. Lo sono a prescindere perché c'è una differenza ontologica tra questi cittadini e gli altri cittadini, quelli che ricoprono ruoli istituzionali. Persino i membri del comitato contro il gas non rendono onore alle istituzioni locali che pure hanno combattuto al loro fianco questa battaglia. La voragine è diventata incolmabile?
Dopo mezz'ora, il microfono tace. Finiscono gli interventi programmati, ma Grillo è in ritardo. Il palco si svuota e la piazza si rassegna ad aspettare. Eppure ci sono cittadini candidati al parlamento presenti in piazza, ci sono gli eletti dalle parlamentarie del Movimento. Ci sono persone che tra poche settimane ci rappresenteranno alla Camera e al Senato: possibile che nessuno pensi di salire sul palco e di riempire quel vuoto con le proprie idee?
All'arrivo di Grillo la piazza è attraversata da una scarica di adrenalina. L'eccitazione è palpabile e Grillo è accolto con calore. In meno di un'ora riesce a condensare la lettura dei problemi che affliggono l'intero paese. Passa da un argomento all'altro con rapidità e in alcuni passaggi si fatica a seguire il filo del discorso. Non c'è tempo per la riflessione, per l'elaborazione; il cervello è costantemente connesso alla pancia, al fegato, allo stomaco, dove le informazioni ti colpiscono come stilettate.

C'è uno spirito rabbioso nelle sue parole; non c'è commozione, sentimento, pietas, non c'è voglia di promuovere identificazione. C'è la voglia di aumentare quel divario tra cittadini e istituzioni, di marcare con forza che i due “mondi” non possono comunicare. Come uno schiaffo in faccia mi colpisce la descrizione che Grillo fa della povertà e delle crescenti difficoltà degli italiani. Usa parole e immagini grottesche che riflettono come uno specchio la realtà, ma deformandola. Ma non c'è indignazione autentica per la povertà perché non è la povertà in sé da combattere. E' la politica che è da combattere.
Il nemico è e rimane la politica, non le politiche incapaci e deleterie, non questa politica che ha causato l'impoverimento generale della nostra comunità. E la politica (non questa politica) non ha mai un nome e un cognome, ma è costituita da etichette. Non vi sono responsabilità dirette di un governo, di un premier, di una coalizione piuttosto che un'altra. Questa politica è il Pdl che candida persone condannate. E' il Pd che è vincolato al potere economico. E' il governo Monti che ci danneggia. Ma sono anche gli enti locali spreconi, le Province inutili, le Regioni che perpetrano privilegi. E poi i sindacati che vanno rottamati. E i valori. Quei valori fondanti della nostra Repubblica, travolti da questo tsunami al punto da essere subordinati all'altalena della maggioranza che decide: oggi antifascisti, domani chissà.
Un monologo che fotografa le miserie italiane. Nulla di più. Una lunga elencazione, grossolana e imprecisa, di cosa non funziona in questo paese. Giudizi sommari che possono fungere da pungolo, ma che non riescono a produrre alcuna modificazione concettuale della realtà. Materiale da divulgatore, da personaggio pubblico che vuole scuotere le coscienze, ma non da politico. Non da candidato alla presidenza del consiglio.
Tra le sue analisi, Grillo parla molto di sé. E' una centratura dalla quale il Movimento non riesce a liberarsi e fuori da Grillo i confini del Movimento diventano pericolosamente labili. Il relativismo dei valori costituzionali e la vaghezza delle idee possono essere preludio alla trasformazione del Movimento in qualcosa di incontrollabile. Non è un mistero che in certi territori abbia raccolto le simpatie della destra estrema. In questo momento, invece, servono richiami netti che creino identità collettiva. Si è antifascisti o fascisti, si è antirazzisti o razzisti. I moderatamente razzisti hanno governato quasi ininterrottamente il nostro paese e i risultati li vediamo ogni giorno. Questa è “vecchia politica”.
Ma non c'è bisogno di evocare scenari apocalittici, la confusione ideale è già evidente: Grillo dal palco attacca il Pd dicendo che lui candida “gente normale”, non giudici antimafia. Come se un magistrato che decide di dedicare la propria professionalità alla politica fosse un disvalore, un danno collettivo. E' curioso che a conclusione della serata intervenga Giulia, giovane candidata a cinque stelle: Giulia parla pochi minuti e chiosa con una citazione che porta nel cuore. Parole di spessore, ispiratrici, stella polare di chiunque decida di impegnarsi politica. Parole di Paolo Borsellino, magistrato antimafia.
Molte persone hanno ascoltato Grillo in piazza a Modena. Persone esaltate e divertite dal monologo, arrabbiate e deluse da questa politica. Sono cittadini responsabili e attenti che meritano un paese diverso e una politica che voglia e possa esserne il motore. Non possiamo permettere che la crisi della politica, la sua debolezza e incapacità, spingano le persone ad affidarsi a chi vende semplicismi illusori e la sensazione che la complessità della situazione si possa governare con poche parole d'ordine. Perché è difficile leggere adeguatamente la realtà, ma è ancora più difficile tradurre in azioni l'ambizione di cambiarla.
1) come dicono altri, grillo è sempre stato questo, nessuno si lamentava quando faceva ridere, ne si lamentava quando metteva in piazza gli scandali
2) io sono antifascista, nipote di partigiani, ma questo non toglie che l'Italia non si può dividere tra fascisti e non... sarebbe meglio dividerla tra ladri e onesti (rammento alla Morini che il fascismo e il suo partito hanno la medesima matrice originaria: il partito socialista).
3) nella campagna elettorale italiana sento pochi parlare di programmi. possono piacere o no, ma il M5S esprime i suoi, gli altri dicono che non vogliono il populismo, oppure che non vogliono il comunismo, oppure che non vogliono berlusconi... ma non avete un programma che abbiate il coraggio di mettere in mano alla gente nelle piazze???
4) ero un dipendente pubblico, mi sono licenziato perché andavo al lavoro vomitando ogni santa mattina per la bassezza della classe dirigente, per la pochezza dei risultati e per lo spreco legalizzato delle risorse, del personale e del nostro futuro (e cara morini, il posto di lavoro che faceva vomitare era proprio al comune di modena) e ho il vizio di leggere le delibere votate dai politici... sig.ra Morini, lei è famosa per raccontare una cosa ai giornali e votarne un'altra, e TUTTI i partiti tranni l M5S e la consigliera Rossi (ex IDV) hanno votato per VIETARE i controlli antimafia negli appalti.
5) meglio fermarsi.....
Enrico
Scommetto 100 euri che tutti commenti positivi sono di piddini militanti, amici o compagni di partito.
Quelli negativi di chi non conosce l'autrice o di chi, pur votando piddì o non votandolo è critico verso un modo vecchio di far politica. Risultato: con questo atteggiamento da saputelli finti-modesti non guadagnerete 1 voto che 1. Ve la suonate e ve la cantate. Se avesse vinto Renzi il piddì adava oltre il 40 e Berlusca non si presentava.
E a quest'ora non vi stareste cagando addosso dalla paura della rimonta del caimano...
e smettila di dir cazzate
Grazie Giulia.
Parafrasando:
-Se il nemico rimane la politica è perché dispensatrice di politiche incapaci e deleterie ed E' QUESTA politica che ha causato l'impoverimento generale della nostra comunità. La politica (questa politica) ha un nome e un cognome, ed E' costituita da etichette. Vi sono responsabilità dirette di un governo, di un premier, di una coalizione piuttosto che un'altra.-
Se la gente voterà il M5S sarà anche perché è stufa di leggere i soliti comunicati inutili e ammuffiti, mentre deve fare i conti della spesa con la preocccupazione di mantenere un esercito di politicanti. A casa, che è ora, inventatevi un lavoro come fanno tutti.
Solo parlare è troppo facile e per questo voi politici pretendete stipendi stellari.
La colpa è tutta vostra se vi cacceranno.
Questo articolo è l'arma a doppio taglio perfetta.
cara G.
acqua pubblica si-no
province si-no
doppi incarichi si-no
limite numero mandati si-no
salary cap si-no
finanziamento editoria si-no
non c'entra molto con destra sinistra, fascismo antifascismo, guelfi e ghibellini, papisti protestanti, fuffa, fumo negli occhi, sento rumore di unghie su vetro, etc..
sei indietro di 30 anni G.!
bene che pensi a cosa farai da grande perchè a quel tempo non potrai vivere di politica. paura vero?
e quel tale che ti sta tenedo la sedia calda, fra un po mandiamo a lavorare anche lui.
Giulia, sarai anche giovane ma hai lo spirito e la prosa di mia nonna...
I partiti sono organizzazioni del passato.
Possibile che il fenomeno M5S non insegni nulla? Sapete già tutto? Siete eterni? Non vi viene in mente che nel modo di fare politica serva una discontinuità in meglio?
Machevvelodicoaffare???
Premetto che non sono un sostenitore di Beppe Grillo ma devo dire che questo articolo sembra scritto da BARBARA D'URSO!!
nessuno criticava Beppe quando negli spettacoli parlava di Telecom o Parmalat!
non sono un sostenitore di beppe grillo però mi sembra un articolo poco realista. Beppe Grillo è sempre stato così nei modi, la sua comicità è sempre stata aggressiva....ovviamente nessuno scriveva queste cose su di lui quando parlava negli spettacoli di telecom o parmalat.
Grazie Giulia di aver dato con pacatezza e passione la voce e il pensiero di un Italia che guarda al futuro con il desiderio di migliorare. Grazie ancora.
cara Giulia, con quali occhi hai ascoltato il discorso? occhi che guardano la realtà? oppure con dentro un sentimento umano,dove guarda da un punto ben definito.
Il fatto che Grillo mastri la vera realtà della situazione,è più che sufficiente x capire che le organizzazioni politche attuali sono da rottamare.
con affetto Tarcisio
Brava Giulia, ottimo articolo.
Hai espresso limpidamente quello che anche io vedo in questo movimento mono-cerebrale. Mi spiego.
Il M5S non è altro che il risultato della fabbrica dell'indignazione che è campata sull'antiberlusconismo. Una destra qualunquista che tradita da Berlusconi ne è diventata il nemico urlante. Un'altro avversario visto come "amico" dalla sinistra perché antiberlusconiano.
Questa fabbrica dell'indignazione ha attraversato tutto l'arco politico e ha scollato dalle origini le radici fragili o indignate. Quel popolo che su alcuni slogan ben congegnati si sente "omogeneo" pur essendo diversissimo.
Grillo ne è il risultato finale. Il prodotto, ben congegnato, di una operazione di mktg che ha trasformato uno spettacolo comico in un progetto politico. Con un frontman di grande impatto.
Grillo sfrutta l'indignazione ventennale e le centralizza sulla sua persona. Non c'è un progetto d'insieme, c'è il relativismo assoluto. Scelto dal leader e dalla società di mktg che promuove il prodotto.
Davvero un articolo deludente e riduttivo. dispiace notare la superficialità con cui il giornalismo italiano sta mostrando un movimento come questo. Si fa finta di niente. Si tende a etichettare ogni cosa. tutto deve per forza avere un colore politico.
Parlare ancora oggi di antifascimo o fascismo, parlare ancora oggi di destra e sinistra denota solo la pancia piena, avere tempo per indignarsi a comando. C'è un'Italia che sta male, soffre e sta pagando amaramente la Crisi, questa Italia ha deciso di organizzarsi in prima persona e cambiare il paese. Lo facciamo per noi e per i nostri figli. E se persone come Lei non vanno oltre l'antifascismo e il fascismo e poi finirà per rivotare la slita partitocrazia che ci ha distrutto..bè..sarà responsabile quanto i politicanti della nostre morte.
Non è più tempo di seghe mentali: o con i cittadini o con gli usurpatori.
x ex elettore pd x giulia : se fosse facebook metterei MI PIACE sul tuo intervento - grazie per le ottime parole trovate che non serviranno a loro a far capire perchè non si vota più un certo partito ma che servono a noi ex per non essere soli :)
complimenti.un'analisi lucida e senza acrimonia. precisamente quello che solitamente non fanno i suoi compagni di partito.
se non si capisce la pancia del paese, quella pancia oggi provata e qualche volta ormai pure vuota, non si riuscirà mai a svoltare.
lei ha ragione. questo movimento parla solo ai bassi istinti e nulla sa costruire. ricordo che berlusconi ha sempre vinto basandosi sul medesimo meccanismo. il populismo non ha colore. per questo grillo non si sbilancia. e ricordo anche che i vecchi grandi partiti di massa erano di massa proprio perché riuscivano a parlare alla pancia ma anche a far connettere almeno un pò i cervelli. il suo partito pretende che tutti capiscano le buone intenzioni così, a tavolino. e che mettano tra parentesi la montagna di corruzione, virilismo, consociativismo che abbiamo subito in questi anni.Mi pare una richiesta abnorme. per convincerci che volete davvero ricostruire basterebbe poco. Dimostrare che svecchiate davvero, che non fate affari sottobanco, che non privilegiate i soliti noti, che non aiutate cooperative truffaldine capaci di mettere sabbia al posto del cemento come gli ultimi dei mafiosi. Riconquistate voti come il mio e vedrete che ne recupererete molti. mi pare che la percentuale di indecisi sia ancora molto alta...
Scrive Giulia: "Un monologo che fotografa le miserie italiane. Nulla di più. Una lunga elencazione, grossolana e imprecisa, di cosa non funziona in questo paese".
A me non sembra che Grillo abbia fatto soltanto un elenco di cose che non vanno, anzi durante i suoi comizi sono tanti gli spunti lanciati: reddito di cittadinanza per iniziare, la necessità di sostenere le piccole e medie imprese, l'agricoltura e il made in Italy, l'abolizione delle Province, l'eventuale accorpamento delle Regioni, le innovazioni nel trattamento dei rifiuti?
E per ogni spunto si parla anche di budget e di alternative possibili. Dal taglio dei costi della politica a favore del microcredito alle imprese (vedi l'esempio siciliano), al taglio delle pensioni più elevate, dall'abbattimento dei costi inutili della burocrazia e della PA al risparmi sugli stipendi d'oro dei manager. Sono solo alcuni esempi perché su una cosa sono d'accordo con Giulia: Grillo "passa da un argomento all'altro con rapidità e in alcuni passaggi si fatica a seguire il filo del discorso", in fondo non è un politico ma un comico. E, ricordo, non è un candidato ma soltanto un garante del Movimento.
scusate ma a modena pioveva ieri? quella nella foto non è la piazza di modena ieri sera secondo me
Non sono d'accordo con questa riflessione, ma ognuno può pensare legittimamente ciò che vuole in base a quelli che sono i suoi ideali.
Personalmente penso che m5s sia l'unica scelta possibile, non in quanto movimento in se ma in quanto legittima utopia di cambiamento.
Complimenti per analisi, e sfida.









