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Venerdì 18.08.2017 ore 14.38
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San Polo. Spese folli, ma nome d'altri


Ha ricevuto una cartella esattoriale con ingiunzioni per 4.215 euro, concernenti il mancato pagamento di beni, e servizi che tuttavia non aveva mai acquistato. Ha subito pensato a un errore ma, acquisiti i documenti, ha potuto rilevare che le ingiunzioni erano riferite all’acquisto di due bimbi e allacciamento di utenze telefoniche fatte a suo nome.

 
Un vero e proprio rompicapo per il malcapitato 50enne di San Polo d’Enza che ha chiesto aiuto ai carabinieri del suo paese che hanno svelato l’arcano. Gli acquisti erano stati fatti da due coniugi che, entrati in possesso di copia dei documenti del denunciante, si erano dati a spese folli accendendo finanziarie a nome dell’ignaro 50enne sfociate poi nelle ingiunzioni di pagamento. 
 
Con l’accusa di sostituzione di persona e truffa in concorso i carabinieri di San Polo d’Enza hanno denunciato alla procura reggiana un 37enne calabrese e la moglie, coetanea, entrambi residenti a Reggio Emilia, non nuovi a tali espedienti. Ad attivare i carabinieri di San Polo d’Enza il 50enne che ricevuta la cartella esattoriale per acquisti non riconosciuti ha sporto denuncia. I militari sampolesi sono partiti dall’acquisto dei robot della bimbi sentendo la team leader e quindi la rappresentante che aveva materialmente effettuato le vendite. Tutto regolare: contratti, firme, documenti fatta eccezioni per chi aveva materialmente effettuato L’acquisto. 
 
La rappresentante infatti in apposita seduta di individuazione fotografica non riconosceva come cliente il denunciante a cui comunque aveva intestato i contratti grazie ai documenti che i truffatori gli avevano esibito. Da qui i carabinieri attraverso accertamenti tecnici, contatti telefonici avuti dalla rappresentante all’epoca dell’acquisto, indirizzavano le loro attenzioni investigative nei confronti della coppia di indagati nei cui confronti acquisivano incontrovertibili elementi di responsabilità.


Ultimo aggiornamento: 06/03/17

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