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Rigenerazione urbana, 3 piazze nuove a Reggio


Nel giro di un anno il centro storico di Reggio sarà dotato di tre "nuove" piazze, tre spazi che saranno completamente riqualificati per essere restituiti alla città ed essere pienamente fruibili.



Si tratta delle piazze Gioberti, Roversi e San Prospero che a partire dalla prossima estate saranno oggetto di importanti interventi di rigenerazione urbana per incrementarne la fruibilità e godibilità, ma anche le condizioni di sicurezza in tema di accessibilità e illuminazione. Con un investimento di 2,4 milioni di euro (finanziato per le piazze Gioberti e Roversi dal Mibac - Ministero per i Beni e le attività culturali), il Comune ha deciso di "mettere mano" ad alcuni spazi del cuore della città per valorizzarli e per valorizzare i monumenti e i luoghi di pregio che vi si affacciano. Per le piazze "dell'obelisco" e "del Cristo" - come spesso le chiamano i reggiani - si tratta addirittura di una 'promozione', visto che questi spazi passeranno dall'essere poco più che larghi urbani destinati al transito all'essere vere e proprie piazze, quindi luoghi dove sostare e incontrarsi, luoghi a disposizione della comunità, completamente ripensati dal punto di vista della distribuzione degli spazi.

 
Per piazza San Prospero, il cui progetto di fattibilità tecnica ed economica è stato approvato in questi giorni dalla giunta comunale, l'intervento si configura invece come più "leggero" poiché ne rimarranno sostanzialmente inalterate le caratteristiche spaziali, ma ne verrà modificata la dotazione di servizi impiantistici (illuminazione e sottoservizi) e sarà rifatta la pavimentazione del selciato sulla base dei disegni ottocenteschi.
 
"Piazza San Prospero, Gioberti e Roversi sono tre luoghi importantissimi della città, che il Comune di Reggio decide oggi di far rinascere con un rilevante investimento sul centro storico, sulla sua bellezza, l'attrattività e la capacità di generare un miglioramento significativo tanto della fruizione da parte dei reggiani, della qualità del commercio, quanto della residenza – afferma il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi - Piazza Gioberti e Roversi appartengono al sistema del Ducato Estense che mette in connessione la nostra città con Ferrara, Modena e la Garfagnana, in un progetto di carattere nazionale di grande valenza turistica. Piazza San Prospero risponde all'esigenza di un miglioramento funzionale di cui c'era bisogno. L'esperienza di questi anni, da Piazza Prampolini a Piazza della Vittoria, sino a Piazzale Europa che inaugureremo a breve, ci dice che laddove migliora la qualità urbana migliorano, contemporaneamente, il tenore dell'offerta ai cittadini in generale, la loro frequentazione e l'occasione di scambio e di incontro".
 
La riqualificazione delle piazze Gioberti e Roversi rientra nel programma di valorizzazione dell'antica passeggiata estense – da piazza Gioberti alla Reggia di Rivalta, lungo la direttrice corso Garibaldi, via Ariosto, viale Umberto I – finanziato dal Mibac per 5 milioni di euro (oltre ad altri 9,5 milioni per il recupero della Reggia e del parco di Rivalta e del Mauriziano). L'intervento sulle due piazze costituisce infatti un primo step di un più ampio recupero urbano finalizzato a riconnettere la città storica alla Reggia di Rivalta, valorizzare gli edifici pubblici (basilica della Ghiara, Palazzo ducale di città oggi sede della Prefettura, Palazzo delle Bonifiche, palazzo Magnani, chiesa del Cristo) e privati (i palazzi Manenti-Trivelli, Rangone, Agliati, edifici del bastione di porta Castello) e i manufatti (obelischi, fontane) di pregio storico-architettonico che vi si affacciano.

 
Operativamente, il progetto di riqualificazione delle piazze interviene sulle pavimentazioni, l'illuminazione, il verde e l'arredo urbano con l'estensione delle aree pedonali e il recupero – attraverso la collocazione di due fontane - del tema dell'acqua che è fortemente legato a corso Garibaldi, in quanto ex alveo del torrente Crostolo.

 
In entrambi i casi, pur non venendo limitato l'accesso al traffico veicolare di attraversamento, la mobilità verrà riordinata per ridurre le criticità causate dall'attuale commistione dei flussi e garantire una migliore fruibilità da parte dei cittadini, che potranno così riappropriarsi in sicurezza di queste parti di città. Particolare attenzione verrà dedicata alla fruibilità collettiva e ai diversamente abili con l'eliminazione delle barriere architettoniche, l'introduzione di percorsi guida per ipovedenti e non vedenti e l'estensione delle aree pedonali.
 
Da un punto di vista funzionale, la piazza manterrà l'assetto viabilistico attuale, riservando il lato est al transito veicolare e preservando i collegamenti fra via Guasco e via Santa Liberata. Il resto dello spazio sarà pedonale e delimitato con paletti dissuasori, per consentire così una fruibilità lenta e sicura dello spazio e consentire la collocazione di distese. La superficie della piazza, fino all'altezza di via Santa Liberata, sarà lastricata con binderi di pietra di Luserna, per conferire alla superficie una trama uniforme. Si procreerà alla rimozione di tutti i posti auto presenti attualmente sul sedime della piazza: i taxi saranno delocalizzati sul tratto ovest di corso Garibaldi mediante il ridisegno del marciapiede, mentre le due postazioni per auto elettriche saranno delocalizzate in altro tratto del corso. Solo due parcheggi temporanei di carico e scarico saranno consentiti, in postazione defilata, sul sedime della piazza.
 
Vera novità è tuttavia la riconfigurazione dell'ambito dell'obelisco, che sarà totalmente ridisegnato attraverso l'inserimento di una fontana di forma ellittica, simile all'impianto storico dei primi anni del '900. La forma ellittica, inoltre, permetterà di "assorbire" tutte le disomogeneità geometriche e prospettiche dell'area. La fontana sarà realizzata con un bordo "a sbalzo" sulla pavimentazione, costituito dalla giustapposizione di conci in graniglia di marmo e cemento e l'introduzione di una seduta architettonica al centro della piazza.
 
Naturale prolungamento del corso Garibaldi, di cui mantiene più o meno le dimensioni in larghezza, piazza Roversi non si configura oggi come una piazza, ma come uno slargo veicolare. La nuova configurazione dell'area permetterà di sottrarre questo spazio al protagonismo del traffico veicolare per renderlo uno spazio di vita per le persone, attraverso la riduzione delle carreggiate e il loro spostamento sul lato sud della piazza, così da liberare l'area prospiciente palazzo Rangone. Qui infatti, verranno collocati uno specchio d'acqua, a memoria dell'alveo del Crostolo che vi transitava, e un'area alberata caratterizzata da lecci potati a tetto per formare un pergolato dedicato all'incontro e alla sosta.
 
La pavimentazione in pietra di Luserna che caratterizzerà la piazza permetterà di valorizzare l'unitarietà dello spazio e conferire identità al luogo riunendo attorno a sé le scene architettoniche che la delimitano attraverso la presenza di edifici di pregio. I tracciati pedonali e veicolari saranno delimitati da porzioni di piazza leggermente sollevate. Ma sull'intera superficie della piazza sarà privilegiata la mobilità pedonale e/o ciclabile e il traffico veicolare (pubblico e privato) transiterà a passo d'uomo. Le fermate dei mezzi pubblici, concordate con la locale Agenzia per la Mobilità, sono spostate dal centro della piazza al suo limite ovest, in prossimità dell'inizio di Corso Garibaldi, sfalsate tra di loro e protette dalla sede stradale.
 
Il nuovo sistema di illuminazione è finalizzato a creare una scena notturna con un'illuminazione di fondo su cui impostare le accentuazioni dedicate a valorizzare la facciata della Chiesa del Cristo, la zona del pergolato di lecci e la superficie dello specchio d'acqua con corpi illuminanti a bassissimo consumo energetico.
 
Le azioni principali del progetto di piazza San Prospero, sottoposto all'alta sorveglianza della Sovrintendenza, consistono nel rifacimento della pavimentazione - con materiali che valorizzino la cromia delle facciate di San Prospero e dei palazzi prospicienti, oltre che delle absidi della Cattedrale e con la rimozione di barriere architettoniche e la dotazione di percorsi per non vedenti - nella revisione dell'illuminazione pubblica e dell'impiantistica elettrica a uso del mercato (quelle attuali risalgono al 2007), nell'adeguamento del sistema di raccolta dell'acqua piovana con nuove caditoie.
 
I lavori saranno finanziati dal Comune con 750.000 euro, già previsti a Bilancio.
 
Il progetto di riqualificazione di piazza San Prospero rientra nel Piano strategico di valorizzazione del Centro storico di Reggio Emilia, aggiornato nel 2016, nell'ambito del quale un ruolo di primaria importanza ha la promozione del patrimonio urbano come bene culturale e come risorsa per dare impulso non solo a modelli economici tradizionali (commercio, terziario, direzionale) ma anche e soprattutto a nuove forme della cosiddetta "economia dell'esperienza" (intrattenimento, benessere, turismo).
 
L'obiettivo di aumentare la qualità urbana in termini di accessibilità, fruibilità, sicurezza e di variegare la tipologia dell'offerta dei servizi ha come risultato atteso la generazione di nuove opportunità relazionali, commerciali e imprenditoriali, oltre all'aumento della visibilità dell'offerta culturale e creativa.
 
In particolare il progetto di riqualificazione di piazza San Prospero si pone tre obiettivi sostanziali:
 
- reinterpretare in chiave contemporanea la configurazione storico-morfologica della piazza, valorizzandone gli aspetti di qualità e potenziandone il ruolo di 'nodo' della rete degli spazi urbani di maggiore attrattività e vivacità in centro storico;
 
- incrementare la fruibilità da parte dell'utenza diversamente abile;
 
- riqualificare lo spazio dal punto di vista funzionale, per migliorare le attività che vi si svolgono.
 
Il selciato attuale - risalente ai primi anni Sessanta del secolo scorso, oggi gravemente ammalorato e di fatto impraticabile alle persone disabili – verrà sostituito con una pavimentazione omogenea su tutta la piazza, che disegni lo spazio (circa 2.000 metri quadrati) seguendo il modello ottocentesco 'complanare' (cioè omogeneo e senza soprelevazioni che ne modifichino bruscamente il livello), con l'uso di un unico materiale, cioè "cubetti o binderi (formato simile ai mattoni, ndr) in pietra di Luserna o porfido, eventualmente intercalati da file di elementi disposti in modo da creare un disegno di corsie, come mostrano le immagini ottocentesche. Le corsie potranno essere sfruttate per la creazione di elementi guida per i non vedenti, per contenere le linee delle caditoie, per delimitare le aree ad uso del mercato", si legge nella relazione di progetto.
 
L'utilizzo di una pavimentazione omogenea per tutta la piazza si configura come la soluzione ottimale in quanto capace di garantire flessibilità nell'organizzazione dello spazio.
 
L'individuazione del materiale più appropriato da utilizzare per la pavimentazione della piazza verrà concordato con la Sovrintendenza, che sarà chiamata ad esprimersi sul progetto esecutivo.
 
In considerazione dei vincoli di tutela per l'interesse storico-artistico, è stata disposta anche una verifica preventiva di interesse archeologico, con uso di georadar e sondaggi, come indicato dalla stessa Sovrintendenza, sotto la cui egida si svolgeranno gli accertamenti.
La ripavimentazione non prevederà comunque scavi oltre 60-80 centimetri necessari per rimuovere l'attuale sistema di pavimentazione costituito da pietra e sottofondo e per creare il nuovo "massetto", la nuova e stabile base su cui poggerà la pavimentazione. Considerate le diverse attività previste nella piazza, si presume un utilizzo molto intenso dello spazio e pertanto si prediligeranno materiali facilmente manutenibili.
I porticati e il sagrato della chiesa di San Prospero non sono di proprietà dell'Amministrazione e non sono ricompresi all'interno del progetto di pavimentazione.
Il progetto di riqualificazione prevede una nuova distribuzione planimetrica degli stalli del mercato, finalizzata ad un riordino generale delle bancarelle e alla 'liberazione' dei fronti (facciate) degli edifici che affacciano sulla piazza San Prospero, per migliorare la fruizione del mercato, garantire la visibilità e la fruizione degli esercizi commerciali e dei locali presenti sotto i portici.
Durante i lavori, il mercato verrà trasferito temporaneamente in piazza della Vittoria, con le modalità previste dalla normativa regionale.
Il 2018 verrà dedicato alla progettazione esecutiva dell'intervento che, indicativamente, avrà inizio nei primi mesi del prossimo anno.


Ultimo aggiornamento: 16/03/18

21/03/18 h. 18.11
mi sembra un ottimo progetto dice:

Preceduto dai soliti commenti dei reggiani autodistruttivi, trovo che il piano sia ottimo e di qualità. Penso anche che chi giudica male sia di un partito avverso a chi amministra la città e criticherebbe anche il colonnato del Bernini. Se poi un domani le ristrutturazioni fossero progettate dalla destra si prostrerebbero in ammirazione. Solita borghesia locale di cacca!
pt

17/03/18 h. 15.28
mauro dice:

ribadisco: soldi sprecati, in centro non ci va più nessuno, le periferie dove la gente vive fanno schifo . Evidentemente la giunta continua a non capirlo. andranno a casa alla svelta se continuano così

17/03/18 h. 13.36
ugo pellini dice:

E' molto discutibile e lascia perplessi la scelta degli alberi, e non solo, da inserire nel nuovo progetto di Piazza Roversi (Piazza del Cristo). ?L'aggiunta di un'area alberata caratterizzata con lecci potati a tetto per formare una sorta di pergolato dedicato all'incontro e alla sosta? non convince per diversi motivi.
Il Leccio infatti (Quercus ilex) è una quercia sempreverde che cresce nel bacino mediterraneo; anche se la specie si è ampiamente adattata anche al centro nord continentale è un albero di prima grandezza che presuppone una distanza di impianto di 10-12 metri sulla fila. Ne sono previsti 7 ai due lati della piazza e non so se ci sia sufficiente spazio per tutti. Sono fortemente contrario alla ?costrizione? di queste piante, non considerate dal punto di vista botanico, ma come se dovessero diventare delle ?opere d'arte?. In questo secondo caso devono infatti essere potate ogni anno, con un dispendio di energia e di costi. Siamo sicuri, con gli ?storici? pochi soldi stanziati per la manutenzione del verde pubblico, che si provvederà a ?tenerli come si vuole? tutti gli anni. E' già successo per altre piazze (vedi platani di Piazza martiri del 7 luglio e alberi dei tulipani in Piazza XXIV maggio? che le piante abbiano poi assunto un altra funzione ed aspetto. Anche i lecci dopo i primi anni di cura non verranno lasciati a se stessi? Se è vero che i tre grandi grandi tassi in buon stato di vegetazione ora presenti verranno trapiantati, non si dice che fine faranno le cinque piante dei Lagerstroemia, dell'età presunta di cinquanta anni, che ad ogni autunno forniscono una splendida fioritura. Altrettanto piacevoli poi sono le fioriture delle numerose rose nell'aiuola destinata a sparire; che fine farà infine la lunga siepe di Bosso, sopravvissuta alla piralide, davanti a Palazzo Rangone?
Presenterò tutte queste osservazioni alla riunione della Consulta verde prevista il giorno 22 marzo su ?Prosecuzione illustrazione del "Progetto Ducato Estense"- parte Corso Garibaldi - tratto Piazza Roversi? a dieci giorni dalla presentazione del progetto stesso alla cittadinanza.

17/03/18 h. 8.51
a-ha dice:

visto i grandi risultati ottenuti nelle altre piazze siamo fiduciosi...

17/03/18 h. 1.08
Psolo dice:

Massí, lasciamo perdere la storia, la cultura, l'idea che il bello, l'armonia, il senso di appartenenza ai luoghi possano essere valori da curare e proteggere. Vogliamo strade con un bell'asfalto liscio e nero dove far correre le nostre macchine e portare la famiglia a trascorrere il weekend nei centri commerciali, nei nonluoghi.

16/03/18 h. 22.11
Baffone dice:

Per la prima parte, fino a "risolti", non si può che essere d'accordo. Per la seconda, da "clandestini" in poi, c'è da rilevare che finchè l'alternativa a vecchi saranno quelli come te, il PD dovremo rassegnarci a tenercelo sul gobbo ancora un bel po.

16/03/18 h. 20.31
Antitaliano dice:

Spender questi soldi per asfaltare le strade era un'operazione troppo populista, giusto?

16/03/18 h. 18.54
Adolf dice:

Il protagonismo del traffico veicolare in piazza del Cristo e la connessione estense con Ferrara sono certamente due problemi fondamentali della città che andavano risolti.
I clandestini ringraziano per i nuovi spazi dove spacciare e bivaccare in libertà e il PD credo che anche a Reggio sia ormai sotto al 10%.
E Luca Vecchi molto presto dovrà rassegnarsi ad andare a lavorare.

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