Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Martedì 17.07.2018 ore 19.39
Sei qui: Home | Reggio. Ricordo di Almirante lo stesso giorno dei martiri del 7 luglio
3 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo

Reggio. Ricordo di Almirante lo stesso giorno dei martiri del 7 luglio


Il 7 di luglio Gioventù Nazionale (il movimento giovanile di Fratelli d'Italia) organizza alle Notarie, alle ore 17.30, una conferenza per ricordare la figura di Giorgio Almirante, politico italiano nato a Salsomaggiore (Parma) il 22 giugno 1914 e morto a Roma, il 22 maggio 1988. Giorgio Almirante fu tra i fondatori e del Movimento sociale italiano, partito di cui fu a lungo segretario nazionale.

 
Ai contesatori dell'iniziativa sul suolo reggiano è subito saltata agli occhi la data: il 7 di luglio, proprio il giorno in cui Reggio Emilia ricorda le 5 vittime che davanti al teatro Valli morirono sotto i colpi esplosi dalla polizia del governo di Tambroni, correva allora l'anno 1960.

Il coordinatore provinciale di Gioventù Nazionale, Miguel Manzotti, ha spiegato che la scelta della data è avvenuta del tutto casualmente. E cioè perché Giuseppe Parlato, presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, nonché relatore alle Notarie, aveva tempo solo in quel giorno.
E un altro invitato e relatore della giornata, Marco Eboli, per anni dirigente del Msi e poi di Alleanza nazionale, spiega: "La data non mi è neppure stata comunicata. Sono stato invitato e partecipo perché ho conosciuto e ammirato Giorgio Almirante".

A Reggio Emilia il 7 luglio è unicamente dei Martiri. In una nota stampa congounta del Comune di Reggio Emilia, Provincia di Reggio Emilia, Cgil Reggio Emilia, Cisl Emilia Centrale, Uil Modena-Reggio, Anpi Reggio Emilia, Istituto Cervi, Arci Reggio Emilia, Auser Reggio Emilia, in merito al convegno su Giorgio Almirante organizzato da Gioventù Nazionale (movimento giovanile di "Fratelli d'Italia") il 7 luglio a Reggio Emilia. 
 
"Il 7 luglio a Reggio Emilia è unicamente di Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli. Non certo di Giorgio Almirante, a cui Fratelli d’Italia vorrebbe dedicare un convegno proprio in quella giornata. Un affronto alla città e uno sfregio ai suoi morti a cui l’intera comunità democratica deve opporsi.
 
Reggio Emilia sente ancora su di sé il dolore per i suoi martiri, uccisi in piazza il 7 luglio 1960 mentre scioperavano per la difesa della democrazia contro il governo Tambroni: un governo di destra che stava in piedi con il sostegno dell’Msi di Almirante. Quello stesso Almirante che fu redattore della rivista “La difesa della razza” e durante la Repubblica Sociale Italiana era capo di gabinetto del Ministro Mezzasoma ponendosi così al servizio degli occupanti nazisti.
 
Il 7 luglio i reggiani saranno come ogni anno in piazza per ricordare quei cinque ragazzi morti senza trovare giustizia, caduti in difesa dei diritti di libertà e di democrazia. 
Perché la resistenza al fascismo non sia solo memoria del passato, ma esercizio del presente.
 
Queste vicende sono la spia evidente di un clima politico e culturale che va registrato in Italia e in Europa, all'interno del quale una certa destra reazionaria - ed ispirata a principi che ritenevamo superati storicamente - cerca di riguadagnare spazio attraverso operazioni maldestre di autentico revisionismo. Operazioni davanti alle quali tutti i cittadini democratici devono opporsi culturalmente e politicamente".
 
 


Ultimo aggiornamento: 29/06/18

01/07/18 h. 23.25
Antitaliano dice:

...zzo! La città sarà invasa da nostalgici. Speriamo che il lemure abbia preparato un adeguato numero di transenne. Previste code al casello dell'autosole.

30/06/18 h. 19.54
casualmente dice:

Il coordinatore provinciale di Gioventù Nazionale, Miguel Manzotti, ha spiegato che la scelta della data è avvenuta del tutto casualmente.
NON HA STUDIATO? TRISTE...

30/06/18 h. 13.12
sono brutta gente dice:

La provocazione di cattivo gusto fa parte del loro dna. Sono brutta gente, con problemi psichici di insicurezza, che si rifanno all'ideale di un grande capo che li difende. Purtroppo c'è sempre in una parte della società l'esistenza di persone animate dal peggio che è dentro di loro. Questi sono i fascisti. Un fenomeno psichiatrico più che politico.

Esprimi il tuo commento