Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Venerdì 21.07.2017 ore 20.38
Sei qui: Home | Restate in blog
0 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo
Giuseppe Caliceti

Restate in blog


di Giuseppe Caliceti

Ognuno può avere l'idea che vuole su Restate 2017 e sulla sua programmazione, ma di certo se ne parlerà molto. Soprattutto in rete. Ho letto con interesse su Facebook: “Per il secondo anno vi racconterò, assieme a Mary Franzoni e Miprendoemiportovia - il blog di viaggi di Elisa e Luca, l'estate della mia amata città. Entreremo nelle case dei reggiani, sosteremo nei parchi e nelle piazze, assisteremo a spettacoli ed eventi e vi narrareremo cosa succede d'estate a Reggio Emilia. Seguiteci con #restate2017, vi terremo compagnia fino a ottobre”.



Chi parla è MammaImperfetta. Approfondisce sul suo sito, al titolo di “Squadra che vince, non si cambia!". Ecco qui:

"Sui nostri blog, racconteremo gli eventi e sui social potrete seguirli in diretta grazie all’hashtag #Restate2017: Facebook, Twitter e Instagram saranno finestre aperte sulle vie e sui parchi dei reggiani per un percorso che andrà dall’illustrazione alla lettura, dalla scienza alla danza, passando per il teatro, i burattini e la storia che anima e fa vivere ciascun quartiere. Lo scorso anno, è stata un’esperienza inaspettata. Entrare nei quartieri è entrare nelle case della gente. Tra gli affetti e i gesti quotidiani, annusare le abitudini, osservare le relazioni, ascoltare le persone e imparare la condivisione. Restate 2017 nei quartieri nasce da un bando pubblico, una “chiamata” a raccolta dell’associazionismo e del volontariato culturale e civico della città per offrire proposte di qualità nelle ville e nelle frazioni. Reggio Emilia è una città animata dal volontariato: un cartellone estivo così ricco è possibile solo se la passione per la propria città è viva, a tal punto da decidere che dedicare gratuitamente il proprio tempo ne vale la pena perché ci restituisce il senso profondo dell’appartenenza a una comunità. Sa di antico, ma non lo è: la condivisione è l’unica modernità sostenibile”.

Scusate la lunghissima citazione, ma credo che ne valesse la pena.

Beh, è una cosa bella, no? A parte? Beh, “annusare le abitudini “. O anche “imparare la condivisione”. Ma anche il finale non è male: “Sa di antico, ma non lo è: la condivisione è l'unica modernità sostenibile”. Cioè? Cosa? L'unica modernità? Sostenibile? Cosa è? Ah, la condivisione.

Mah.

Ecco.

Parliamo dunque di “narrazione”. Siamo nel giornalismo? Nel messaggio promozionale? Nella pubblicità? Nella verità o no? Nell'informazione? Che modernità è? Che condivisione è?

La narrazione è una “narrazione” a tratti fin troppo effervescente? Esuberante? Positiva? Cool? Glamour? Chissenefrega!

Mi sono detto: scrivo da sempre, mi propongo anche io per raccontare l'estate reggiana. Dove bisogna rivolgersi? A chi? È una cosa per giovani? Fino a che età? Solo maschi? Solo femmine? Tutti?

Per questo ho scritto questo pezzo che sto scrivendo: per saperne di più.

Sì, sono curioso: come funziona questa cosa qui? C'è un bando per blogger esitive del nostro comune? C'è un compenso minimo garantito? È tutto volontariato sociale? Comunicazione? Una selezione c'è? Dove bisogna presentarsi? Cosa si intende per comunicazione? Dove inviare il curriculum? Quali sono i criteri selettivi? Il numero dei visitatori al blog? Deve essere un blog privato? Un neoblog? Un baoblog? O meglio misto? Meglio pubblico-privato? O solo pubblico e basta?

E visto che nei blog in questione compaiono anche pubblicità: che rapporto c'è tra le pubblicità che compaiono sul blog, spesso ditte private, con Restate & compagnia bella? C'è? Non c'è? Si gioca al vedo e non vedo? Si può fare pubblicità anche ai propri gioielli? Ci sono parole che non si possono dire? Si possono usare le parole che usa Vasco Rossi nelle sue canzoni o quelle no, non sono abbastanza comunicative? Non ci sono regole? Si è liberi di scrivere ciò che si vuole?

Ma soprattutto, è questo che mi interessa di più (che ci interessa di più, anche come cittadini): quale tipo di “narrazione”, visto che si parla di “narrazione”, si auspica, se se ne auspica una?

Per esempio: si può parlare di uno spettacolo o spettacolino di Restate a cui si assiste un po' malino? O criticamente? O in modo lievemente perplesso? O triste? O addirittura disperato? O diplomatico? O funambolico? O surrealista? O i toni devono essere possibilmente neutri? O più tendenti al glamour? O frizzantini? O trionfalistici? O da aperitivo culturale? O da inaugurazione di mostra glo-local?

Lo so, sembrano questioni da niente. Ma credo che questo sia uno degli aspetti più nuovi e divertenti dei nostri ultimi Restate.

E poi voglio partecipare anche io. Voglio saperne di più. Se uno è in vacanza fuori Reggio, per esempio, può partecipare? Scrivere per esempio delle rappresentazioni di Restate 2018 viste dalla Puglia o da Massenzatico, vi sembra buona come idea? Chi le valuta le idee? C'è qualcuno che ci mette la faccia? Un nome o un cognome? Qualcuno che non sia un nickname?

Grazie anticipatamente a chi vorrà gentilmente fornire preziose informazioni a me e agli altri reggiani e non. Per quest'anno forse sono in imperdonabile ritardo, ma per il prossimo anno giuro che proverò anche io a entrare in questa fantastica squadra che vince. Ditemi solo come si fa e giuro che ci proverò.


  • Condividi:
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • Aggiungi a Technorati
  • OKNotizie
Esprimi il tuo commento