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Giovedì 21.09.2017 ore 07.05
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Reggio. Minniti: migranti, non coltivare paura


Lo ha detto il ministro degli Interni Marco Minniti dal palco di Festareggio parlando di uno dei più sensibili e sentiti dai cittadini, quello dell'immigrazione: "L'obiettivo che mi sono prefissato è quello di arrivare a cancellare il termine emergenza nelle politiche migratorie".

 
Parlando poi dei nuovi arrivati e dell'inserimento sul territorio e dei frequenti fenomeni legati alla criminalità che destano preccupazione e timori nell'opinione pubblica, il ministro Minniti ha aggiunto: "Se si guarda semplicemente alla statistiche è facile vedere si può vedere che un certo tipo di reati sono in calo. Ma alla gente che ha paura non basta leggere le stastiche, a queste persone la politica deve dare risposte concrete. Questo è un tema aperto sul quale ci confronteremo ancora, almeno per i prossimi dieci anni".

Affrontare con polso fermo i temi della sicurezza può essere considerato di sinistra o si rischia di essere considerati sbirri? Se n'è parlato sabato sera in una gremita tenda dibattiti di FestaReggio con Marco Minniti, ministro dell'Interno,  intervistato dal giornalista Davide Nitrosi. "Vorrei partire dalla mia storia personale: in platea c'è il mio caro amico Carri, segretario del Pci reggiano con cui andai in Unione Sovietica. Questa è una risposta sentimentale e non politica.  La sicurezza è un bene comune ma per garantire la sicurezza di una piazza non è sufficiente l'ordine pubblico. Ci vogliono Buona illuminazione e inclusione sociale. Questa idea di sicurezza è pane per i denti della sinistra. La sicurezza riguarda la difesa dei più deboli. Io viaggio la mattina con tre macchine di scorta ma devo stare dalla parte di coloro che vivono in periferia prendono gli autobus".
Secondo Minniti, occorre stare dalla parte dei cittadini. "L'insicurezza è un sentimento. È sufficiente presentarsi con le statistiche?  Di fronte ad una persona che ha paura, il PD come si pone? Occorre stare accanto alle persone che hanno paura con l'obiettivo di liberarsi dalle paure, i populisti le alimentano con l'obiettivo di tenerli incatenati alle proprie paure".
 
Per il ministro dell'Interno, non può essere cancellato il DNA italiano dell'accoglienza. "Abbiamo cercato di governare il fenomeno dell'immigrazione. Se si vogliono governare il flussi,  occorre partire dalla Libia, parlando con i rappresentanti sul territorio del controllo del confine meridionale della Libia, incontrando i capi delle tribù del Sahara, che hanno firmato la pace tra loro al Viminale. Il traffico di esseri umani in Libia è al momento l'unica cosa che funziona in quel paese.  Dobbiamo investire in progetti diversi per costruire un futuro positivo non solo per la Libia, ma anche per l'Italia e l'Europa Quando sono andato in Libia, ho voluto incontrare i sindaci dell'area,  ognuno dei quali ha portato un piano di sviluppo per le proprie città. Se non affrontiamo di petto il tema dell'Africa,  rischiamo di perdere su tutta la linea".
Minniti ha poi proseguito sul tema della lotta al terrorismo. "L'Italia è un paese preparato, che si può proteggere dal terrorismo senza pagare nessuno. Le forze di polizia italiane sono tra le più preparate al mondo, come dicono alcuni alti magistrati. Il nostro paese ha vinto la sfida contro il terrorismo interno, grazie anche all'unità di intenti tra le grandi forze politiche. Poi abbiamo sconfitto il terrorismo mafioso. E questo grazie ai nostri uomini e donne delle forze dell'ordine. Anche il rapporto strategico con i sindaci serve per il controllo del territorio e per la sicurezza".
 
Un ultimo accenno alle vicende di pedofilia e stupro degli ultimi giorni: "Non bisogna generalizzare questo tipo di reati e collegarli a questioni etniche. Sui principi di civiltà e diritto e sulla eguaglianza tra uomo e donna non si transige e la violenza contro le donne è un reato particolarmente odioso". 
 


Ultimo aggiornamento: 11/09/17

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