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Reggio. "No alla chiusura laboratorio Iren"


Il 3 ottobre la direzione di Iren ha ufficialmente annunciato la volontà di chiudere il laboratorio di Reggio Emilia trasferendo tutte le attività analitiche presso i tre restanti laboratori di Iren di Piacenza, Genova e Torino.

 
Le Rsu e le Ooss reggiane ritengono questo provvedimento inaccettabile per diversi motivi: 
 
1) La Provincia di Reggio Emilia è l’unica del perimetro Iren gestita interamente per tutti i servizi a rete: acqua potabile, reticoli fognari, depuratori, smaltimento dei fanghi, impianti e reti gas metano e Gpl, teleriscaldamento, raccolta e smaltimento rifiuti liquidi e solidi. Dagli anni ’70 la qualità dell’acqua erogata ai cittadini così come quella dell’acqua ripulita dalle sostanze inquinanti e restituita all’ambiente è continuamente monitorata tramite un laboratorio interno. Questo assicura tempestività di risposta ai gestori degli impianti e velocità di intervento nelle situazioni critiche. Il laboratorio rappresenta un elemento di sicurezza per la salute e l’igiene
pubblica.
 
2) Il laboratorio di Reggio Emilia è tuttora quello in cui viene effettuato il maggior numero di analisi ed è quello portatore del maggior numero di certificazioni rispetto agli altri laboratori di Iren.
 
3) La chiusura di questo laboratorio corrisponde di fatto con la soppressione di alcune competenze che sono state apprezzate in tutta Italia e che non si trovano negli altri laboratori.
 
4) In seguito alla delibera del dicembre 2015 del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, da cui prende avvio la costituzione della società reggiana per la gestione del ciclo idrico integrato, nei successivi atti di Atersir, così come negli ordini del giorno votati a larga maggioranza dai consiglieri comunali del capoluogo, la struttura di controllo analitico è ritenuta qualificante per la garanzia di qualità del Servizio idrico.
 
Le Rsu e le Ooss ritengono quindi necessaria una immediata presa di posizione da parte delle forze politiche locali ed in particolare del Sindaco cittadino, in qualità di referente della proprietà pubblica di IREN e responsabile della costituenda società mista del ciclo idrico provinciale.
 
 
 


Ultimo aggiornamento: 11/10/17

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