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Venerdì 17.11.2017 ore 20.32
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Nicola Fangareggi

Reggio esce dalla crisi


di Nicola Fangareggi

Accade spesso a chi fa il nostro mestiere di essere costretti a riferire cattive notizie.
Per fortuna, non sempre è così.


 
A volte la cronaca - in questo caso, uno scoop di 24Emilia - porta a compimento notizie assai positive. E' bello riferirle. La scelta di Palomar - leader in Italia nella produzione delle fiction tv celebre per la serie dedicata al Commissario Montalbano, e da tempo produttrice assai qualificata anche nel settore cinematografico con produzioni di alto livello qualitativo quali, ad esempio, "Il giovane favoloso" dedicato a Giacomo Leopardi - di trasferire progressivamente la propria sede produttiva all'interno del Parco Innovazione della Stu Reggiane è una di quelle notizie che rendono soddisfazione a un'intera città, alla sua storia e al suo futuro.
 
Che le Reggiane in versione archeo-industriale avessero già attratto l'attenzione di molti artisti-registi-produttori-musicisti non è senz'altro una novità. Il grande merito degli amministratori ultima versione fu quello di non cedere alle tentazione cementificatorie dei loro predecessori. Lo ripete spesso Luca Vecchi, e ha ragione: avrebbero potuto vendere pezzi di quelle aree per aprire il solito centro commerciale, fare cassa per il Comune e consegnare definitivamente Santa Croce e l'Area Nord al degrado socio-economico. 
Grazie al cielo, scelsero un'altra strada. Se lo ricordino, i miei amici economisti. taluni dei quali giudicano senza conoscere.
 
Oggi si compie un primo passo, decisivo, verso la creazione di un polo che, secondo la nostra personale visione, nel corso degli anni sarà inevitabilmente destinato ad assumere una dimensione internazionale.
Il match è tra due pubblici destinati a incontrarsi, l'intelligenza artificiale e l'industria 4.0 con la creatività, la fiction, la tradizione letteraria e umanistica, la cultura italiana.
 
Palomar alle Reggiane significherà attrazione per menti, cervelli, talenti, artisti, progetti. Il Parco Innovazione già significa il meglio di quanto la ricerca internazionale sta proponendo in una vetrina unica come location e, speriamo, come servizi.
 
Un ultimo appunto su Arena Campovolo. Tutto ciò di cui ho scritto sinora avviene nello spazio di un quartiere di periferia, collegato col mondo attraverso la stazione Mediopadana. Arena significa secondo i piani almeno 300mila nuove presenze nell'incoming a Reggio Emilia, settore storicamente per noi debole.
 
Viviamo una fase decisiva nel rilancio della città. I dati dell'economia sono molto confortanti. in tanti si stanno muovendo. Lo testimonia anche il recentissimo interesse di un gruppo di imprenditori reggiani interessati alla gestione delle Fiere. Tutti questi indicano un segnale di sintesi: stiamo uscendo dalla crisi, dopo periodi oscuri, e forse dal 2018 ne saremo fuori del tutto. 
 
Che dire? Era ora.
 


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31/10/17 h. 20.23
Fausto Poli dice:

in breve: per 1 ricco ci vogliono 10.000 operai/cooperatori/lavoratori interinali.

Detto cio', conviene considerare che molte aziende hanno delocalizzato, traendone giovamenti, molte aziende hanno sviluppato il loro business, ahce se fanno fare molti prodotti all'estero, la crisi e' politica in primis, ma senza guardare quei cosi alla tv, quei grossi pezzi di m....a dei politici italiani, le aziende stanno a galla, fatturano meno, perche' la concorrenza e' tanta. La finanza, ecco dove i managers non conoscono mai la crisi.....

19/10/17 h. 17.00
Andatelo a dire ai lavoratori della Landi dice:

che la crisi é finita, poi vediamo come tornate indietro... se tornate...

19/10/17 h. 12.35
Paolo dice:

Un conto è fare campagna elettorale, un altro è fare informazione, sono due cose diverse.
Se la crisi è nata e finita nel 2007, il 2018 sarà un viatico irripetibile e unico.
Auguroni.

19/10/17 h. 12.09
per @aiuto dice:

lascia stare c'è gente che deve fare il catastrofico a prescindere, poi parla di un'inflazione ai massimi. LOL
Ai massimi da cosa?

Legittimo invece chiedersi se Palomar sarà un volano per il rilancio,un semplice un fiore all'occhiello o una cattedrale nel deserto.

19/10/17 h. 10.53
@Aiuto dice:

Il direttore non parla dell'Italia ma di Reggio. Reggio comune e provincia hanno indebitamenti ridicoli che non pesano sulla tassazione, la disoccupazione è la più bassa d'Italia e grandi progetti cominciano a guardare con interesse ed investire sul territorio. Concordo sulla crescente diseguaglianza sociale ma sarebbe da folli sostenere che la crisi qui non è finita. e' finita e bisogna guardare oltre perchè non ritorni. (Posto che 'la crisi' è nata e finita nel 2007, dal 2008 al 2009 e dal 2011 al 2014 c'è stata un recessione, roba diversa).

19/10/17 h. 9.37
Al Fano dice:

Fine della crisi?

Cucurrucucú Paloma(r)

19/10/17 h. 9.36
Aiuto dice:

Il direttore è impazzito. Avrà vinto al super-enalotto o leggera pochi giornali.

Debito pubblico alle stelle
Gap socio-economico sempre più ampio
Inflazione ai massimi
Sempre più giovani italiani all'estero.

devo continuare?

19/10/17 h. 8.15
Esce dalla crisi dice:

ed entra nello sfacelo

i reggiani mangeranno tutti palomar e cipolle

19/10/17 h. 7.38
Riconoscenza dice:

Luca Vecchi dovrebbe ringraziare chi ha avuto la visione dell'area nord legata alle Reggiane.
Spadoni e Magnani sono le persone che per prime hanno pensato al futuro della città nell'area nord.
Giusto riconoscerlo e non avere paura del passato.

18/10/17 h. 16.19
Teatrante dice:

Uscita dalla crisi mi sembra iperbolico. Alcune visioni dell'Amministrazione sono molto buone (reggiane, ingresso palomar) ma resta un tessuto sociale diffuso estremamente fragile

16/10/17 h. 21.44
adolf dice:

Ma sì, stiamo vedendo la luce in fondo al tunnel...
E' l'Italia che riparte...
Che dire? Dire meno cretinate...

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