Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Mercoledì 25.04.2018 ore 14.26
Sei qui: Home | Recupero di Santa Croce. 'Reggiane, serve ripristino legalità'. Comune: lotta al degrado
4 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo

Recupero di Santa Croce. 'Reggiane, serve ripristino legalità'. Comune: lotta al degrado


"Noi non voltiamo la testa dall'altra parte: Reggio Emilia città di tutte le Persone significa anche farsi carico della condizione di chi abita alle ex Reggiane. Siamo impegnati direttamente e convintamente in un lavoro collettivo che cerchi ogni soluzione possibile per ripristinare la legalità e dare una risposta al bisogno di umanità".

 
Lo dichiara il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, a proposito del degrado in cui vivono diverse persone nell'area dell'ex Reggiane, quella non interessata dai lavori di riqualificazione promossi dal Comune di Reggio Emilia e attuati da Stu Reggiane spa, bensì nella zona di altra proprietà privata da tempo abbandonata in condizioni di grave incuria.
 
L'Amministrazione comunale è coinvolta nella quanto mai complessa ricerca di una via d'uscita dalla situazione in cui versa l'area ex Reggiane abbandonata, facendosi carico ancora una volta, insieme ad altri soggetti, di azioni di valenza pubblica, dopo avere attivato un programma di rigenerazione di ampio respiro – il Pru Santa Croce-Reggiane – che ha il merito di aver strappato al degrado e alla deriva oltre metà della vecchia area industriale, concretizzando al contempo un investimento strategico sul futuro della città, il Parco Innovazione. Si tratta di un investimento pubblico-privato di portata storica, che ha già consentito, fra l'altro, la bonifica da amianto e residui bellici dell'intera area Reggiane e la realizzazione di importanti opere pubbliche.
Convivono tuttavia due realtà: quella del cantiere e quella dei capannoni non oggetto di riqualificazione scelti come riparo da persone senza fissa dimora. Le situazioni problematiche si concentrano infatti tra i capannoni e gli altri edifici dell'area dismessa che non sono oggetto dell'intervento di riqualificazione.
 
L'Amministrazione comunale si coordina, anche su questo tema, con Prefettura e Forze dell'ordine e, considerato l'aggravamento delle quadro complessivo in quel settore delle ex Reggiane, aveva già nella seconda metà del 2017 chiesto e ottenuto lo svolgimento di un Comitato per l'ordine e la sicurezza; un secondo incontro è previsto nei prossimi giorni.
 
"La situazione è indubbiamente molto critica e complessa sotto diversi profili e richiede un'azione coordinata di tutti i soggetti, parimenti mobilitati sul tema che è di inclusione sociale, di sostenibilità e igiene, di sicurezza – dice l'assessore a Patrimonio e Sviluppo economico Daniele Marchi - Un piano di azione, che può essere messo in campo nel breve o brevissimo periodo, prevede interventi di rimozione dei rifiuti, di demolizione e chiusura di immobili fatiscenti, di tipo socio-sanitario per realizzare 'percorsi di uscita' dell'area delle persone che vi si trovano".
 
E' insorto, in maniera preponderante, un problema di accumulo rilevante di rifiuti all'interno di alcuni dei capannoni abbandonati e ciò rende necessario un intervento di pulizia. Si presenta necessaria altresì la demolizione o chiusura dei manufatti più precari e pericolosi che oggi vengono utilizzati come riparo. Per questo, assieme a Stu Reggiane spa, l'Amministrazione sta valutando praticabilità e modalità per intervenire in tempi rapidi.
 


Ultimo aggiornamento: 26/03/18

30/03/18 h. 12.09
Dino Angelini dice:

Postumo

Domani?, mi dici sempre, Postumo,

?Domani comincerò a vivere?.

Ma quando viene domani?

Quanto è lontano domani?
Dov'è questo domani?
Dove lo cercherai?
Magari tra gli Armeni o tra i Parti? 

Ah, che questo domani ?ormai
ha gli anni di Nestore e di Priamo!

E dimmi, quanto costa 
questo domani?
Lo si può comprare? 

?Vivrai domani?? Oh Postumo!
è già tardi vivere oggi! 

Postumo, saggio è chi ha vissuto ieri. 

(Marziale, Epigrammi)

27/03/18 h. 9.05
Prima creano anni e anni di degrado dice:

Poi dicono di combatterlo. Sono penosi.

27/03/18 h. 8.38
Erno Ferri dice:

Per certi aspetti sembrerebbe un'area stregata, sotto altri è un esempio da manuale di come si possa distruggere un patrimonio immenso che apparteneva prima di tutto alla città.Dopo una triste parabola di una fabbrica che era stata il simbolo della città, l'area è stata lasciata in un abbandono disarmante , un grande patrimonio in una posizione invidiabile lasciato all'incuria del tempo . E' emersa l'incapacità di programmare il futuro , gli infiniti veti trasversali , un sogno ben venduto ma gestito in modo disarmante . L'inadeguatezza del piano anche sotto l'aspetto economico è dimostrata dai tempi dell'attuazione e dalle difficoltà delle società proposte . Un bene che aveva un immenso valore anche economico alla fine per un lavoro tardivo e parziale assorbirà altre risors

26/03/18 h. 23.45
Dino Angelini dice:

in tempi rapidi? ma se la storia si trascina da decenni!! mi risulta che in quella sede ci fossero disegni, studi, documenti rilevantissimi legati alla storia industriale, alla creatività e alla competanza di chi lavorò alle Reggiane: documenti che avevano un valore storico che per un lunghissimo tempo sono stati innanzitutto COLPEVOLMENTE lasciati all'incuria e alle offese del tempo. Poi è chiaro - come hanno dimostrato notissimi studi di psicologia sociale - che dell'abbandono approfittano i vandali.
Ed ora all'improvviso si dice che si agirà in tempi rapidi! E intanto sono stati spesi dei soldi per iniziative parziali e di dubbia utilità. Più che di tempi rapidi a me pare che si agisca in tempi postumi. Almeno ora si pensi e si agisca conseguentemente ad un intervento organico. La rapidità si sarebbe voluta ieri!

Esprimi il tuo commento