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Lunedì 21.08.2017 ore 08.32
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Rapina a Campagnola, arrestati due calabresi


Uno si è spacciato cliente entrando all’interno dell’sub-Agenzia Allianz di Campagnola Emilia con il pretesto di chiedere informazioni per una polizza auto, il complice entrava poco dopo con il coperto e minacciando con una pistola puntata all’impiegata le ha intimato di consegnare i soldi.

 
Una rapina alla sub-Agenzia Allianz di Campagnola Emilia per la quale i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Guastalla, grazie anche alle indagini scientifiche, hanno identificato e assicurato alla giustizia i due malviventi. Il gip del tribunale di Reggio Emilia, accogliendo le richieste della Procura reggiana, concorde con gli esiti investigativi dei carabinieri di Guastalla, ha così emesso due provvedimenti restrittivi di natura cautelare in regime di arresti domiciliari che mercoledì sono stati eseguiti dai carabinieri. 
Con l’accusa di concorso in rapina aggravata sono finiti ai domiciliari il 20enne Salvatore Iacono, originario di Cinquefrondi (Reggio Calabria), residente a Fabbrico (Reggio Emilia) e il 33enne Antonino Neri, originario di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria), residente a Reggiolo (Reggio Emilia). 
 
La rapina risale al 14 febbraio scorso. Erano le 16,30 quando l’impiegata, che si trovava all’interno dell’agenzia intenta a parlare con quello che credeva essere un cliente e che invece le indagini hanno rivelato essere un complice, improvvisamente si trovava davanti un uomo col volto coperto e con in mano una pistola che le intimava di consegnare i soldi puntando l’arma sul collo del complice che l’impiegata credeva cliente. La donna rispondeva che non aveva soldi, avendo appena aperto gli uffici, per cui il rapinatore, dopo avere frugato i cassetti e una cassetta di sicurezza, si impossessava di 35 euro. 
 
Evidentemente insoddisfatto del bottino cercava di prendere la borsa all’impiegata che veniva spintonata a seguito del tentativo di impedirglielo. Il malvivente usciva poi dileguandosi seguito dal complice. Le indagini dattiloscopiche svolte sulle impronte digitali prelevate dalla cassetta di sicurezza aperta dal rapinatore hanno permesso di accertare che corrispondevano all’anulare del 33enne di Melito Porto Salvo. Successivi riscontri hanno accertato come il cliente presente al momento della rapina era complice.


Ultimo aggiornamento: 10/08/17

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