Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Mercoledì 23.08.2017 ore 08.07
Sei qui: Home | Punti nascita, la Regione chiede la deroga
2 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo

Punti nascita, la Regione chiede la deroga


La Giunta regionale chiederà al ministero della Salute la deroga per non sospendere l’attività di assistenza al parto in sei punti nascita della rete dell’Emilia-Romagna nei quali si registrano meno di 500 parti l’anno: tre in Appennino - Castelnovo ne’ Monti (Re), Borgo Val di Taro (Pr), Pavullo nel Frignano (Mo) -, Scandiano (Re) in pianura e due nell’area del cratere colpita dal sisma del 2012, Mirandola (Mo) e Cento (Fe).

 
La decisione è stata presa nel corso della seduta di martedì ed è stata illustrata oggi dall’assessore alle Politiche della salute, Sergio Venturi, in commissione consiliare Politiche per la salute e politiche sociali, contestualmente alla presentazione della Relazione fatta dalla Commissione regionale tecnico consultiva sul percorso nascita, nella quale l’indicazione che viene data è quella di chiedere la deroga per i due punti nascita del cratere e di sospendere il servizio nelle altre quattro strutture, dove a giudizio della Commissione tecnica  non vi sarebbero le condizioni di sicurezza necessarie visto il numero di parti largamente inferiore ai 500 l’anno (limite fissato in sede nazionale).
 
Ridefinizione dei bisogni assistenziali, sicurezza delle cure e qualità dell’assistenza sono i criteri di analisi della rete Percorso nascita regionale utilizzati dalla Commissione tecnico consultiva. Rete che conta attualmente 26 punti nascita attivi, di cui 17 Spoke e 9 Hub, distribuiti sul territorio dell’Emilia-Romagna. L’attenzione della Commissione si è concentrata sull’attività degli Spoke, i centri periferici rispetto ai grandi ospedali nelle città; al termine del lavoro svolto, all’interno della Relazione, la Commissione propone di chiedere al Comitato Percorso Nascita nazionale la concessione della deroga alla chiusura per i soli punti nascita di Mirandola e di Cento, nel cratere, purché siano rispettati i criteri necessari. Alla fine del 2017, termine del periodo di osservazione, la situazione sarà riesaminata alla luce dei risultati conseguiti. La Commissione ha infatti considerato l’impatto che il terremoto del maggio 2012 ha avuto - in particolare - sui territori di Mirandola e di Cento dove, per problemi strutturali e di sicurezza, le funzioni dei punti nascita sono state sospese o limitate per alcuni mesi; territori dove tuttora persistono effetti dell’evento sismico. In entrambi i punti nascita il volume di attività, negli anni precedenti al sisma, era superiore ai 500 parti l’anno. 
 


Ultimo aggiornamento: 19/07/17

26/07/17 h. 17.09
giovanni dice:

DIFENDIAMO LA SANITA? PUBBLICA.
NO AI TAGLI DEI SERVIZI E DELLE PRESTAZIONI.
In tutto il paese sono in atto politiche tese a colpire i beni comuni. Tra questi anche la sanità è sottoposta ad assalti a colpi di tagli che, se da un lato producono disuguaglianze nella tutela del diritto alla salute e nell?accesso a prestazioni e cure, dall?altro favoriscono l?avanzata dei gruppi privati sempre più smaniosi di fare profitto sulla nostra salute.
I continui tagli alla sanità stanno spingendo verso la riorganizzazione degli ospedali e la disarticolazione dei servizi territoriali periferici (spoke), che spesso vengono depotenziati, svuotati di personale e professionalità o addirittura chiusi per concentrarne l?attività in strutture centrali (hub).
A farne le spese è la collettività che, di fatto, si vede privata della presenza di un servizio sul territorio.
In questo contesto ricade anche la chiusura dei punti nascita con volumi di attività inferiori a 500 parti annui (tra cui quelli di Castelnovo Monti e Scandiano), figlia di una normativa venduta come tutela della sicurezza e della salute delle partorienti e dei nascituri, ma che, in realtà, è conseguenza dei tagli alla sanità che hanno generato una forte e, ormai, irreversibile carenza di personale e di risorse professionali e tecnologiche.
A tutto ciò si aggiungono anche gli interessi delle assicurazioni che, esigendo l?esborso di avidi premi, tengono in ostaggio i medici della ginecologia, scoraggiano i giovani ginecologi, spesso precari, a operare nei punti nascita più piccoli e creano forti difficoltà nel reperire specialisti della branca.
Come SGB ribadiamo la totale contrarietà ai tagli alla sanità e a ogni ipotesi di chiusura provvisoria o definitiva dei punti nascita di Castelnovo Monti e Scandiano.
Riteniamo che occorra necessariamente un?inversione di tendenza affinché siano investite risorse nella sanità pubblica per far fronte alla grave carenza di personale, per mantenere in attività tutte le strutture, per potenziare prestazioni e servizi sul territorio e per garantire standard qualitativi e di sicurezza sia ai cittadini sia alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità.
Anche per questo per l?intera giornata del 27 ottobre 2017 è stato proclamato uno sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati.
La salute non deve essere una merce fonte di profitto e la sanità non deve essere regalata ai privati né può essere ostaggio del corporativismo assicurativo.
La sanità deve essere pubblica e offrire un servizio di assistenza di alta qualità per tutte e tutti.

Federazione provinciale di Reggio Emilia
Via Sante Vincenzi 10/a Tel/Fax 0522/439239 cel.3396126066 e-mail: reggioemilia@sindacatosgb.it

19/07/17 h. 15.15
giovanni dice:

PUNTI NASCITA:
MANIFESTAZIONE A CASTELNOVO MONTI

Nella giornata di venerdì 14 luglio 2017 si è svolto un incontro tra le OO.SS. - RSU e l'Azienda USL di Reggio Emilia in ordine alla riorganizzazione e alla chiusura per ferie dei punti nascita di Montecchio, Scandiano e Castelnovo Monti.
L' AUSL di Reggio Emilia ha, in sostanza, illustrato, seppur con colpevole ritardo, tutti gli spostamenti del personale del comparto dovuti alle chiusure estive, ma in merito alla questione dei punti nascita ha ribadito quanto già affermato nella conferenza stampa del 4 luglio 2017, ovvero che la loro chiusura estiva è conseguenza di una significativa carenza di personale e di una particolare difficoltà nel reperire professionisti nel campo della ginecologia e della neonatologia aggravata da una serie di criticità ed venti imprevedibili.
La direzione aziendale, nel sottolineare gli stretti criteri di sicurezza dettati dalla normativa, ha anche rimarcato come i cinque punti nascita nell'ambito provinciale siano troppi, soprattutto in considerazione del calo del numero di parti, della flessione demografica degli ultimi anni e in rapporto alla popolazione.
Eppure, alla domanda precisa sul destino dei punti nascita, in particolare di Castelnovo Monti e Scandiano, l'AUSL di Reggio Emilia ha preferito non rispondere, scegliendo di lavarsene ?pilatescamente? le mani e scaricando ogni responsabilità sulla politica.
Intanto in Regione la politica ha approvato, tramite l'assemblea regionale, un odg in cui si conferma che il punto nascite di Castelnovo Monti è sicuro, proprio per il principio secondo cui le donne che avrebbero dovuto partorire a Montecchio e Scandiano potranno recarsi anche a Castelnovo Monti quando i rispettivi punti nascita saranno chiusi per ferie.
Ma la verità è che AUSL e Regione, ma anche la politica, sotto la spinta della commissione sul percorso nascite (che si è già espressa in merito), hanno palesemente intenzione di chiudere i punti nascita periferici (a partire da quelli di Castelnovo Monti e Scandiano) con il fine di concentrare tutta la gestione dei parti nell'hub di Reggio Emilia e il futuro MIRE, su cui si stanno convogliando una notevole quantità di risorse.
Si tratta di un obiettivo neanche troppo velato sia della politica sia della classe dirigente della sanità dell'Emilia Romagna.
Come sindacato SGB ribadiamo la nostra contrarietà o ogni ipotesi di chiusura provvisoria o definitiva che sia. Siamo per la difesa della sanità pubblica, del diritto alla salute e dell'accesso in maniera egualitaria alle prestazioni e servizi per tutte e tutti.
Per questo saremo in piazza il prossimo 26 luglio al fianco di chi lotta in difesa del punto nascita di Castelnovo Monti.
MERCOLEDI' 26 LUGLIO 2017 ? ORE 20,30
TUTTI INSIEME DIFENDIAMO L'OSPEDALE SANT'ANNA
MANIFESTAZIONE PUBBLICA DEI CITTADINI
INCONTRO PARCHEGGIO PIEVE ? CAMPO SPORTIVO MAZZOLA

Federazione provinciale di Reggio Emilia
Via Sante Vincenzi 10/a Tel/Fax 0522/439239 cel.3396126066 e-mail: reggioemilia@sindacatosgb.it

Esprimi il tuo commento