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Martedì 19.06.2018 ore 10.17
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Reggio. Prodi: parlare di Europa oggi? E' diverso


"Col senno di poi è facile dire che bisognava pensare prima all'unione politica degli Stati d'Europa, che a quella economica. Però in quegli anni c'era una diversa atmosfera politica, che oggi si è persa. Se c'è questo andamento è inutile andare in Europa e parlare di fraternità perché è come insegnare la fraternità a un figlio unico".

 
Così Romano Prodi, ex premier ed ex presidente della Commissione europea, ha parlato a Reggio Emilia nell'ambito dei Social Cohesion days. Anche Macron, secondo Prodi, non sfugge a questo atteggiamento. "Macron che si presentava come uno dei leader più europeisti - ha detto - in realtà sta attuando una politica gaullista". Nessun commento, invece, nonostante l'incalzare dei cronisti, sulla formazione del nuovo governo.
 
I "Social Cohesion Days" . Occupazione, reddito di cittadinanza, integrazione europea, sport e inclusione sociale, salute, beni comuni e sviluppo sostenibile: sono numerosi e concreti i temi al centro dei "Social Cohesion Days", il festival internazionale della coesione sociale, dal 24 al 26 maggio a Reggio Emilia. Tre giornate di confronto e 30 appuntamenti gratuiti sulla "divisione imperfetta" della ricchezza e sulla coesione sociale in Europa e in Italia, con grandi nomi dell'economia e della politica: dal premio Nobel Amartya Sen insieme a Romano Prodi fino alla giornalista americana Simran Sethi, inserita dal The Independent tra i 10 eco-eroi del pianeta
 
Le 42 persone più ricche del mondo possiedono un patrimonio pari a quello dei 3,7 miliardi di persone più povere. Nel corso del 2017, ogni due giorni una persona è diventata miliardaria, mentre il 50 per cento più povero della popolazione mondiale non ha visto aumentare neppure di un centesimo la ricchezza a sua disposizione. Il divario tra ricchi e poveri nel mondo continua ad aumentare e ha raggiunto ormai squilibri insostenibili sia da un punto di vista etico che economico. Sebbene sia vero, infatti, che il numero di persone costrette a vivere in condizioni di povertà estrema è stato dimezzato tra il 1990 e il 2010, "le disuguaglianze sono aumentate nello stesso periodo: 200 milioni di persone in più avrebbero potuto essere salvate dall'indigenza" (dati rapporto Oxfam per il World Economic Forum 2018).
 
Questo crescente divario sociale sta spingendo parti consistenti della popolazione europea a identificarsi con forme di populismo e totalitarismo, indebolendo così la tenuta sociale dei sistemi democratici. Da domani a sabato 26 maggio Reggio Emilia dedica tre intere giornate al dibattito istituzionale e civile su questa "divisione imperfetta" con i Social Cohesion Days, il festival internazionale della coesione sociale (www.socialcohesiondays.com), alla sua terza edizione: 30 appuntamenti - tutti gratuiti - tra conferenze, workshop, tavole rotonde, spettacoli e mostre. Protagonisti i grandi nomi dell'economia e della politica internazionale: il premio Nobel Amartya Sen, Romano Prodi, la giornalista americana Simran Sethi, inserita dal The Independent tra i 10 eco-eroi del pianeta. L'obiettivo è quello di ricostruire dal basso, attraverso pensieri, pratiche e azioni, la possibilità di una reale partecipazione collettiva, globale e locale, alla "cosa pubblica". Perché ridurre i gap, incentivare il dialogo, capire le differenze e valorizzarle sono condizioni necessarie immaginare un futuro per i sistemi democratici. 
 
L'iniziativa è promossa da organizzazioni pubbliche e non profit: Fondazione Easy Care, Comune di Reggio Emilia, Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, e realizzata in collaborazione con Coopselios. 


Ultimo aggiornamento: 24/05/18

25/05/18 h. 0.45
Tom dice:

Social Cohesion... cosa? Ma parlate in italiano. COGLIONI!!!

24/05/18 h. 18.10
Anna dice:

"Con Renzi ha fallito un'intera classe dirigente: i tanti protagonisti del servo encomio di allora e del codardo oltraggio di oggi, la cosiddetta minoranza incapace di offrire uno straccio di alternativa; gli scissionisti che hanno visto la mucca, ma sono rimasti schiacciati. Parliamoci chiaro, quello che è in crisi è l'idea di Pd per come l'abbiamo conosciuto finora in tutte le sue varianti e ditte, perché non ha più un pensiero per questa epoca, non la capisce più, non la sa più leggere. E la soluzione non è un ritorno allo spirito originario, ma qualcosa di più ambizioso. Si chiami rifondazione, ri-generazione."

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