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Venerdì 17.11.2017 ore 20.28
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Ponti sul Po: manifestiamo a Roma e Bologna


Monta la protesta per i ponti sul Po, in particolare per quelli nella Bassa di Parma, Mantova e Cremona. Il Comitato Amici del Grande fiume di Polesine Zibello, una associazione attiva soprattutto nella promozione e nella valorizzazione del fiume Po e delle sue eccellenze turistiche, culturali, ambientali ed enogastronomiche, ha scritto in una nota: "La situazione dei ponti sul Po è lo specchio di un’Italia che per tanti motivi va a rotoli".


 
L'associazione, in particolare, ha puntato il dito sul ponte Giuseppe Verdi, che collega Ragazzola di Roccabianca e Polesine Zibello a San Daniele Po e il ponte tra Casalmaggiore e Colorno.
 
Scrive il comitato: "E’ inaudito e paradossale che nel terzo millennio, nell’era della grande tecnologia, dei trasporti veloci e del libero commercio si debba fare i conti, per altro in un’area cruciale dell’economia nazionale, con un ponte chiuso e un altro a ‘mezzo servizio’ per i problemi strutturali che li riguardano. Senza volere entrare nel merito di eventuali colpe e mancanze del passato, è urgentissimo adottare tutte le soluzioni possibili per risolvere una situazione che sta creando pesanti disagi a migliaia fra aziende, lavoratori, professionisti e pendolari. Fermo restando che tanti bei propositi, anche del recente passato, riguardanti il turismo fluviale e la promozione dei trasporti via acqua sono rimasti nel libro dei sogni, e a far polvere insieme a tanti altri progetti accatastati negli archivi dei vari Enti pubblici e tenuto conto che ad oggi, almeno per quanto riguarda il Parmense e il Cremonese, il turismo fluviale è stato un fallimento colossale, riteniamo fondamentale giungere ad una soluzione, che sia il più rapida possibile, per i collegamenti tra Emilia e Lombardia, assolutamente essenziali per un territorio che è di assoluta rilevanza per l’economia nazionale".
 
E ancora: "Il problema dei ponti  non è dei soli comuni rivieraschi interessati. E’ invece una questione che riguarda tutti i territori anche del cosiddetto entroterra dove sorgono aziende e dove vivono migliaia di lavoratori, per i quali i collegamenti tra le due sponde sono fondamentali. E’ un problema di Parma e di Cremona, di Fidenza e di Mantova, di Viadana, del Cepim di Fontevivo così come di tante aziende della Bassa Lombarda e della Pedemontana Parmense. Chiediamo quindi che i sindaci, tutti, firmino insieme questo documento, sollecitando il Governo nazionale a stanziare risorse straordinarie e urgenti, ma anche la Regione Emilia Romagna a fare la sua parte visto che il milione di euro promesso mesi e mesi, anche a mezzo stampa, fa dal governatore Bonaccini per il ponte “Verdi”, ad oggi non è mai arrivato. Vogliamo sperare – si aggiunge – che quelle di Bonaccini non fossero parole al vento e che rispetti quanto annunciato”.
Ma il Comitato Amici del Grande Fiume non si ferma qui e chiede alla “gente del Po” una mobilitazione popolare. “E’ ora – scrive – di organizzare una manifestazione a Bologna di fronte ai palazzi della Regione. Iniziativa che potrebbe poi allargarsi ad una ulteriore manifestazione da svolgere, invece, a Roma”. “Il fiume non divide ma unisce  e quindi mettiamoci insieme, tutti, per risolvere finalmente questi problemi dei nostri amati territori".


Ultimo aggiornamento: 26/10/17

30/10/17 h. 19.47
Fausto Poli Taneto dice:

Ecco, ai lettori di questo post indico quanto segue: se avete letto le lettera qui sopra capirete bene che qui c'e' qualcosa che non funziona. Lo si sapeva gia', ma pure un comitato lo denuncia.

Qui inteso come un luogo comune. Dove il cittadino si confronta, si scanna con altri avventori al bar o in piazza. Poi rientra in casa piu' inc.....o che mai. Quel luogo riguarda tutti i cittadini Italiani, noi vorremmo che quel luogo fosse sempre amministrato, innaffiato, potato, insomma che quel luogo fosse gestito come l'amministratore fa con casa sua.

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