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Domenica 21.01.2018 ore 13.21
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Nicola Fangareggi

Perversioni elettorali


di Nicola Fangareggi

Sciolte le Camere e fissata la data del voto (4 marzo), ora si tratterà di dedicare un congruo impegno nella comprensione dei meccanismi della nuova legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum bis.
 
Presumo che pochi, almeno sinora, si siano cimentati nello sforzo che occorre intraprendere per ottenere una ragionevole consapevolezza di chi si andrà ad eleggere nel nuovo Parlamento.
Addentrarsi nel sistema misto maggioritario/proporzionale su cui si fonda la legge e studiare le procedure fissate nella parte uninominale e plurinominale, cui vanno aggiunti i criteri di attribuzione dei seggi in caso di coalizione, ammesso che se ne abbiano tempo e voglia, significa scoprire che con il proprio segno di matita sul nome di un candidato si inneschi un meccanismo le cui conseguenze possono paradossalmente allargarsi ad altri candidati sconosciuti, o potenzialmente sgraditi.
 
Nessuno, verosimilmente, può rimpiangere il cosiddetto Porcellum, né le liste bloccate decise a tavolino dai partiti. Ma la perversione tipicamente italiana della complicazione dei sistemi elementari farà sì che, ancora una volta, il nuovo Parlamento sarà chiamato a rimettere mano alla procedura fondamentale della democrazia rappresentativa con un'altra legge elettorale. Perché il Rosatellum bis non risponde alle necessità basilari che devono intercorrere tra elettori ed eletti e ne allarga ulteriormente la distanza.
 
Democrazie non meno autorevoli della nostra utilizzano da decenni lo stesso sistema elettorale. In Italia la questione è irrisolta da anni e produce progressiva disaffezione. Cambiare le regole a ogni passaggio elettorale non è privo di conseguenze. Anzi, rafforza il senso di frustrazione anche nel cittadino meglio intenzionato, poiché lo obbliga a districarsi all'interno di logiche spesso assurde e incomprensibili. E ciò, purtroppo, non favorisce la pratica della democrazia.


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04/01/18 h. 19.25
Gianni dice:

articolo intempestivo: troppo tardi o troppo presto, era meglio andare a prendersi un caffè in piazza, e comunque chi l'ha voluta si presenta alle elezioni...

03/01/18 h. 18.36
Paolo dice:

Appunto "ammesso che se ne abbiano tempo e voglia" magari il tempo lo si trova, contrariamente alla voglia, quella è venuta a mancare da un pezzo; lo testimoniano le percentuali di chi si è recato alle urne nelle ultime tornate elettorali.
Ma chissenefrega se si raggiungerà a malapena, ma nutro seri dubbi, il 50% di votanti tra gli aventi diritto al voto, chissenefrega se si è fatto di tutto per rendere il meno significativo possibile il voto degli eroi sadomasochisti che andranno alle urne, chissenefrega se l'offerta politica è indecente a 360°, finchè la barca và la si lasci andare.
Eppure qualcuno dovrebbe essere storicamente memore del fatto che la Democrazia si conquista con sacrificio di generazioni, ma la si perde in un attimo.

30/12/17 h. 22.41
Dino Angelini dice:

"Ma la perversione tipicamente italiana della complicazione dei sistemi elementari farà sì che, ancora una volta, il nuovo Parlamento sarà chiamato a rimettere mano alla procedura fondamentale della democrazia rappresentativa con un'altra legge elettorale. Perché il Rosatellum bis non risponde alle necessità basilari che devono intercorrere tra elettori ed eletti e ne allarga ulteriormente la distanza."
Me Rosato lo ripresentano?

29/12/17 h. 21.53
Tom dice:

Ma ancora si vota?

29/12/17 h. 19.41
adolf dice:

Io voto per Weah.

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