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Parma, 'Riina capace di intendere e volere'


Totò Riina ha la "piena capacità di intendere e di volere" e quella di "stare in giudizio". Lo hanno deciso i giudici milanesi respingendo la richiesta della difesa di sospensione del processo, nel quale è imputato per minacce al direttore del carcere di Opera, e anche l'istanza di una perizia per valutare la capacità processuale.

 
Il Tribunale nell'ordinanza ha evidenziato che nella relazione dei medici di Parma viene scritto che il boss è "vigile" e "collaborante".
 
Per motivare la decisione, i giudici, presieduti da Raffaele Martorelli, hanno fatto riferimento a un passaggio della relazione firmata dal medico Michele Riva in cui c'e' scritto che Riina "allo stato attuale e' vigile e collaborante, discretamente orientato nel tempo e nello spazio (...)". I giudici hanno precisato nell'ordinanza che questa loro valutazione attiene solo alla capacita' di stare in giudizio di Riina e non alla compatibilita' delle sue condizioni di salute con la detenzione. In sostanza, per il Tribunale le condizioni fisiche molto precarie dell'imputato, che e' esposto al pericolo di morire da un momento all'altro a causa di una severa cardiopatia, non compromettano la sua capacita' di partecipare a un processo perche' il boss mafioso continua a essere lucido.
 
La "cardiopatia" di cui soffre Totò Riina lo "espone costantemente" al "rischio di una morte improvvisa". E' quanto si legge nella relazione dell'ospedale di Parma depositata nel processo. Lo scorso 27 giugno, infatti, i giudici della sesta sezione (presidente Martorelli), accogliendo un'istanza dei legali Luca Cianferoni e Mirko Perlino, avevano stabilito che il carcere di Parma (Riina è in ospedale in regime detentivo) avrebbe dovuto trasmettere al Tribunale di Milano "con la massima sollecitudine", oltre alle cartelle cliniche, anche una "breve relazione sanitaria" sulle condizioni "di salute" di Riina "soprattutto con riferimento" alla sua "capacità di stare in giudizio". Relazione, poi trasmessa e firmata dal primario dell'ospedale Michele Riva, nella quale si parla appunto del "rischio di una morte improvvisa", oltre che di un "paziente fragile" e dallo "eloquio scadente". 


Ultimo aggiornamento: 11/07/17

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