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Giovedì 23.05.2013 ore 00.27
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Miten Veniero Galvagni

Osho, il mio film


di Miten Veniero Galvagni

Il giorno 19 gennaio ricorre l’anniversario della morte del corpo fisico di Osho, il mio principale Maestro spirituale. Il suo corpo era nato il giorno 11 dicembre 1931 a Kuchwada, nello Stato dell’Unione Indiana del Madhya Pradesh, da genitori giainisti appartenenti a una famiglia molto numerosa e ora le sue ceneri sono raccolte nel Samadhi, un riadattamento parziale della casa dove ha trascorso gli ultimi quattro anni di vita terrena fino alle ore 17.00 del giorno 19 gennaio 1990, nel suo Ashram sito in Koregaon Park, Pune, Maharastra.

Di lui e del suo mondo ho già scritto molto altrove. Su questo giornale, vista l’ospitalità e la fiducia che mi sono accordate dal suo direttore, e visto che Osho, per molti dei lettori, non è proprio un personaggio sconosciuto, desidero ricordarlo attraverso qualche flash relativo al mio secondo viaggio (luglio 1984) nella sua “città futura”, in Oregon.

In quel periodo Osho si trovava in Oregon, a Rajneeshpuram ("Città - o essenza - di Rajneesh") e si chiamava ancora Bhagwan Shree Rajneesh (cognome anagrafico, quest’ultimo, che significa ”Signore della luna piena”, e che si pronuncia Ràj-nìsh, mentre Shree si pronuncia Shrì, come si dovrebbe anche correttamente scrivere, se non ci fossero di mezzo i soliti invadenti anglofoni, ed è un titolo onorifico che sta, nuovamente, per “signore”, che può essere conferito a qualsiasi essere ritenuto degno di particolare rispetto, tanto da essere usato oggi anche con i capi clan della malavita indiana; mentre Bhagwan, brutta translitterazione inglese del sanscrito Bhagavan, significa "beato", "santo"). Il suo cognome anagrafico è Rajneesh, come abbiamo già visto, ed il suo nome di battesimo (giainista) è Chandra ("Luna") Mohan ("che tocca il cuore").



Lui era lì, nella “sua” ma anche “nostra” città futura, mai portata a termine per aperte ostilità “esterne” e per tradimenti dolorosi “interni”, nella contea di Wasco, nell’Oregon desertico centrale, a trenta chilometri da Antelope, la città più vicina, e a quattrocento chilometri da Portland, capitale dello Stato dell’Oregon, in un ranch di proprietà dell’Associazione Internazionale a lui intitolata (Big Muddy Ranch, “Fattoria del grande fango”) estesa su duemilacinquecento ettari, cioè dieci chilometri per due e mezzo. Se ne stava in silenzio, tranne qualche parola con chi pareva a lui.

Niente insegnamenti pubblici (la cosa è durata tre anni), ogni pomeriggio giro lungo in Rolls, dettatura, a qualche sua discepola particolarmente vicina, di risposte a lettere di richiesta di nome e di indicazioni sul percorso da seguire (esplicitamente spirituale o meno, ma lui non faceva distinzioni) che gli arrivavano da tutto il mondo.

Io avevo seguito questa procedura, due anni prima, dopo essere stato iniziato da una sua discepola, Ma Deva Prapatti, responsabile della Comunità “Vivek” di Milano, da lui stesso autorizzata a condurre tale cerimonia, al neo-sannyas (dal sanscrito samnyasa, cioè “rinuncia” sottintendendo “al mondo”, per la plurimillenaria tradizione induista, ma che Osho, con l’introduzione di quel neo, volle cambiarne radicalmente il sottinteso, spostando l’attenzione dalla rinuncia “al mondo”, alla rinuncia “ai giochi del mondo”).

Assieme al mio nuovo nome spirituale, mi è arrivata, con la risposta, anche un’indicazione di percorso. Tutto scritto in lingua inglese, con la sua firma sotto, in hindi: “L’essenza dell’uomo religioso è dire di sì alla vita, qualunque sia la cosa che la vita ti presenta” … insomma, un’indicazione piuttosto impegnativa da seguire, ma così profondamente entrata dentro di me, tanto da farne, da allora, una regola di vita e addirittura da scriverci un articolo per questo stesso giornale, l’ultimo uscito, dal titolo: “La collina della vita”.

Osho era un grande schermo in cui decine di migliaia di persone proiettavano il loro film. E il suo essere uno schermo assolutamente fermo, e assolutamente bianco, permetteva la proiezione di molti generi di film. C’erano dei film chiaramente prodotti a Disneyland, c’erano sicuramente anche film che avevano come regista Ingmar Bergman. E poi la variante dei film anni Trenta, in bianco e nero, qualche corazzata Potëmkin come nel caso mio, nei primi giorni della prima volta che sono stato lì, e ancora la variante alla Spike Lee, nero di New York, regista di film molto poetici nel loro realismo quotidiano. Ma, soprattutto, c’erano dei film che parlavano di liberazione, di ritrovamento di se stessi, di desiderio di stare assieme e di costruire la propria vita con le proprie mani, avendo deciso di dare un taglio con tutto ciò che poteva appesantirla e che non permetteva di essere se stessi, negli anni che ci attendevano, infiniti, davanti a noi. Perché c’era un’idea di infinito davanti a noi. Molti di noi avevano già sperimentato l’utopia della rivoluzione, anni prima.

E tutti questi occhi e questi occhiali, occhi a mandorla, occhi rotondi, occhi chiusi, occhi aperti, occhi spalancati, occhi azzurri, occhi neri, occhi di tutti i tipi che si chiudevano, si aprivano, riflettevano il film che stavano proiettando.



La sua presenza ... lui bianchissimo sul podio, così fragile, così lontano, così irraggiungibile e al tempo stesso così presente negli occhi di qualsiasi persona ti fosse vicino, anche nello specchio degli occhiali Ray-Ban di qualche guardia del corpo supercorazzata, col fucile a pompa … Sì, proprio con il fucile a pompa e un elicottero di ex reduci dal Vietnam, con tanto di mitragliere pronto a sparare, che sorvolava la sua Rolls lungo il percorso lungo cinque miglia (più di otto chilometri), quando alle due del pomeriggio iniziava il suo giro lento, guidando lui, e ogni tanto si fermava o rallentava ancor di più, per guardare qualcuno di noi…

Quando partiva dalla sua casa, le nuvole in cielo si fermavano…me l’ha fatto notare una sua discepola indiana, un giorno, accanto a me, un’indiana con il sari rosso e la mala al collo, bianchissima di capelli, molto anziana, che mi arrivava sì e no all’altezza dello stomaco…e poi ho controllato, nei giorni successivi: aveva ragione lei…



Dalle colline attorno, i cow boy oregoniani ci sparavano addosso, per fortuna, che io sappia, senza mai colpire nessuno. Perché ci sparassero addosso, con l’intenzione di colpire lui, certamente non era solo una questione di xenofobia armata. Era anche dovuto a una vendetta per le enormi stupidaggini compiute da Ma Anand Sheela, la sua segretaria di allora, criminale fuggita in Svizzera con quasi tutti i soldi dell’Associazione intitolata ad Osho, indiana di nascita che conosceva i veleni da versare sia dentro che fuori gli acquedotti del Ranch, molto più esperta in veleni di tutta la dinastia Borgia messa assieme, catturata in Germania e imprigionata in Svizzera per sei anni…

Io non posso parlare di Osho, non posso parlare del mio amore per lui. Posso però parlare di Miten, e posso parlare dell’amore che Miten provava per se stesso. Ogni discepolo ha la sua storia da raccontare quando parla di un Maestro, perché ogni discepolo è diverso dall’altro e il Maestro è sempre lo stesso. Per questo se ne dicono tante sui Maestri.

Quanto più sapevo ascoltare il mio cuore e quanto più amavo me stesso, tanto più concedevo a me stesso di essere lì, a vivere esperienze che, fino a poco tempo prima, non avrei mai immaginato di potermi concedere di vivere. Quanto più volevo bene alla parte di me stesso che dentro di sé, da sempre, aveva la nostalgia dell’incontro con un Maestro vivente, tanto più, in quei momenti, io amavo Osho. Ed è così anche ora a distanza di tanti anni: quanto più mi consento di voler bene a me stesso, tanto più accade che amo Osho, anche se ha lasciato il corpo da più di vent’anni.

Ha lasciato il corpo, devastato dal tallio radioattivo somministratogli a tradimento dall’amministrazione Reagan, cristiano-fondamentalista, per mano del Fbi, quattro anni prima, nel carcere di Oklahoma City, ivi trattenuto per tre giorni e tre notti, all’oscuro di alcuni suoi discepoli molto vicini, tutti fermati ed imprigionati a Charlotte, North Carolina, e lui, solo lui, trasferito a Oklahoma City.



Finalmente, dopo essere stato avvelenato senza saperlo (il tallio radioattivo, che inizia a compiere la sua azione devastante solo dopo qualche mese, glielo mettevano dentro il cuscino della branda, nella cella in cui era rinchiuso) e contattati i suoi fedelissimi era riuscito a tornare in India, a Pune, dopo aver girovagato per quasi due anni con il suo aereo per mezzo mondo ma nessun governo gli permetteva di fermarsi, tranne qualche coraggiosa ospitalità, ma sempre ben presto ritirata, da parte di qualche governo che non capiva bene l’arroganza degli Stati Uniti … l’amministrazione Reagan aveva diffidato tutti i governi alleati a permettere al suo aereo di fermarsi, se non per rifornirsi di carburante, e tanto meno di far scendere lui, Osho … condannato a Portland per due soli reati (su trentacinque inizialmente contestatigli): favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e celebrazione non valida di matrimoni (ambedue giustificabili in successione, dalla difesa, per l’ottenimento della green card, documento necessario agli stranieri per diventare cittadini americani, sposandosi un/a americano/a), ma reati belli e buoni per la giurisprudenza americana, peraltro reati che, negli Stati Uniti di allora, con l’allontanamento a tempo indeterminato dal suolo americano e con il pagamento di una multa di 400 mila dollari, non conducevano al carcere. E di dollari pronti ce n’erano ben più che 400 mila, ma i giudici di Oklahoma City avevano voluto fare, per lui, un’eccezione assassina … rompeva troppo le scatole, con i suoi discorsi sul potere, sui politici, sulla religione, sul sesso.



Osho era per tutti noi un grandissimo schermo. Molti, anche tra i lettori di questo giornale, lo hanno avvicinato da molto o poco, pochissimo tempo, o lo avvicineranno in futuro. Ma ciò accadrà attraverso i video, o attraverso i suoi libri, perché non è più nel corpo. E proprio perché non è più nel corpo, lo schermo dove possiamo gettare tutte le nostre proiezioni si è ingigantito ancora di più.

Non so proprio dire chi sia Osho. So che Swami Prem Miten lo ha amato sopra ogni altra cosa, secondo solo a sua figlia, per molti anni, e credo che, tuttora, stia cercando di decifrare quel film proiettato allora e che ancora ama tanto profondamente.

Perché me ne fossi innamorato non lo so. So però che l’ho amato, che lo amo, e so che sempre ho desiderato che il suo sogno fosse presente, in modo molto preciso, anche se con modalità filtrate dalla mia morale e dalla mia esperienza anche professionale, in tutto ciò che da allora ho contribuito a mettere in piedi, a livello di associazioni, scuole, comunità residenziali.

Non so proprio dire chi sia Osho. Come si può parlare di uno schermo su cui proiettiamo incessantemente dei film, dal momento in cui siamo consapevoli che sta accadendo questo? Se stiamo proiettando un film, dello schermo non possiamo parlare. Possiamo solo parlare del film che stiamo proiettando, perché non vediamo lo schermo.

Io ho visto il mio film. Aveva gli odori, i suoni, il caldo, il freddo, il venticello, a volte il sole accecante, le strade polverose, a volte le notti stellate, con le stelle a portata di mano, l’odore dei trucioli sotto la mensa e migliaia, migliaia e migliaia di persone di tutte le età e le razze, vestite con i colori del sole. Uno sguardo da mezzo metro di distanza. Un altro stato di coscienza per mezz’ora. Mi sono rotolato su di un prato ed ero in un altrove dove mi sentivo finalmente vivo, intero, infinito … era la prima volta che mi succedeva, e se non ci fossero stati due sannyasin di Milano chissà quando sarei tornato in questo mondo. E la musica, dalle nove alle dieci e mezza del mattino. Contea di Wasco, Antelope, Oregon centrale. Krishnamurti Lake, Vimalkirti Airport, Jesus Grove, Rajneesh Mandir, tutti luoghi significativi dentro il ranch... e le tende sconfinate sulle colline e le rocce che spuntano dalle colline, da dove ti aspetti di veder scendere gli indiani che rincorrono la diligenza.

Posso parlare del sudore nel percorrere i chilometri che separavano il Rajneesh Mandir, “tempio” di Rajneesh, dal luogo dove si faceva colazione e dove c’erano tutti gli uffici. E il mio film cominciava a prendere una forma che poi sarebbe continuata nella comunità Vivek, ex Macondo, il mitico Macondo di Mauro Rostagno (in seguito Swami Anand Sanatano) e di Andrea Valcarenghi (in seguito Swami Deva Majid) a Milano, qualche mese dopo … ma questa è già un’altra storia.




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14/08/12 h. 17.57
nicodemo dice:

caro max, finalmente trovo la traccia che da un poco di tempo cercavo tra le frecce di amore. il bisogno di un telo che noi abbiamo avuto per proiettarci sopra. per me questo è stata l'opprtunità offerta da miten . con la sua sospensione di parola l'immagine che esce dal proiettore comincia a ballare: come nei cinema dell'oratorio di 50 anni fa e si grida "QUADRO!!"
ehh facile proiettare difficile offrire teli bianchi.un abbraccio.nicodemo

19/07/12 h. 13.14
Max dice:

Miten... Grazie per questo tuo film (il lato bianco) che hai voluto condividere con tutti noi.
Il guerriero Pike attende anche il lato oscuro (per poter meglio apprezzare il lato bianco, ovviamente)

07/05/12 h. 13.07
Miten Veniero Galvagni dice:

Oh, finalmente vengo a sapere che anche tu sei vivo, caro Nicodemo....Credo che Bianciardi( di cui ho letto solo "La vita agra" ) se invece di uccidersi con l'alcool, si fosse fatto una bella vacanza a Bombay(siamo partiti da Osho, vero? ) e dall' allora Acharya Rajneesh si fosse fatto consigliare per bene su quali libri tradurre dall'inglese, ora sarebbe ancora tra i vivi, con il suo corpo novantenne ben vigoroso, e con la mente lucida, anche se un po' triste proprio perche' lucida, come l' aveva sempre avuta prima dell'alcool decisivo. Purtroppo per tutti noi, anche Cesare Pavese, era triste al punto tale da porre fine alla sua vita terrena in Agosto, a Torino ( con l'afa che c'e' a Torino, in Agosto!) a causa di una eiaculazione precoce che l'affliggeva e lasciava insoddisfatta l'americana, il suo grande amore.Anche lui, come Bianciardi, parlava e scriveva in inglese come in italiano, ma nel 1950, almeno in Italia, non c'erano Maestri o Maestre capaci di comprenderlo,la sessuologia esisteva di nascosto solo oltre oceano e i bordelli di Via Po non erano all'altezza...Comunque, per quanto riguarda i tre giorni o piu' da aspettare, e' prudente visionare per bene la mappa dei risultati delle amministrative. Una strettoia la troviamo,per arrivare direttamente a Marsala e farci una sbronza celebrativa, per poi risalire al Nord, agli ordini del Generale Neri Marcore',evitando accuratamente Verona. La pace sia con te, Nicodemo.

07/05/12 h. 9.49
brivio dice:

buongiorno,
sembra che la fraternitè sia risorta,almeno oltr'alpe, cosa facciamo qui da noi aspettiamo altri tre giorni?
che la fraternitè sia con noi
nicodemo
p.s. mi piacerebbe scambiare qualche chiacchera-scritta su un autore che si chiama luciano bianciardi(rivoluzionario triste).possibile?
pp.ss.ciao miten lieta di sentirti in forze dopo il rave party.

30/04/12 h. 15.22
giorgio dice:

Bello risentirti Miten, avanti così, scusa per lo stereo troppo alto al rave, la prossima volta solo mazurke, dei romani non ti devi preoccupare, sono troppo impegnati a nascondere gli ultimi rimborsi "gentilmente offerti" dalle provincie.

30/04/12 h. 12.37
Miten Veniero Galvagni dice:

Grazie Giorgio, ma grazie soprattutto a te, Nicodemo. Mi hai rimesso in sesto proprio bene, quella notte, nella ospitale tomba che il fratello esseno Giuseppe di Arimatea ci ha prestato.Sono ancora impegnato ad Emmaus a ripulire il casino che hanno fatto nel rave party tutti i presenti. Erano davvero in tanti, e tutti dipendenti da CocaCola. Fortunatamente niente sostanze illegali....Tu e Giorgio cercate di salvarvi il culo, dato che i Romani sono molto incazzati con tutti noi....La pace sia con voi e con tutti i nostri fratelli, cioè' con tutti, compresi Bruno Vespa ed Emilio Fede.

21/04/12 h. 8.27
nicodemo dice:

come stai miten?

13/04/12 h. 16.13
giorgio dice:

E' vero @addirittura, mi sono lasciato andare, non dovevo e mi dispiace.
" Lìberati dalla catena delle passioni e vedrai la verità avanzare, da sola, verso di te..", ora vorrei ricordare chi ha scritto questo, ma non riesco e non sono nemmeno sicuro che sia citato in modo appropriato però il senso è quello e dovrei tenerlo sempre a mente, siamo deboli come soffi di vita in prestito alla realtà tangibile, proprio per questo non dovremmo mai insultare i nostri simili, i loro occhi devono essere il nostro specchio, i loro cuori il nostro stesso battito, le loro pene un'occasione d'amore..perché l'uomo è così tragicamente oscillante fra i due titani ai lati opposto dell'universo..perché?
Sarebbe una gioia sentire Miten..

13/04/12 h. 13.48
addirittura dice:

dai giorgio rilassati. gli stai dando un peso che non merita.

13/04/12 h. 13.01
giorgio dice:

Il tempo è il grande scultore , questa massima si perde nella notte dei tempi, scolpisce l'anima e trasforma gli uomini. Banale, evocativo e indubbiamente vero.
Ogni giorno si cambia un po' e quel che ci sembrava sufficiente ieri , oggi potrebbe non bastarci più..
Ho riletto l'intero thread ed ancora non mi capacito del commento di Leonora.
A che è servito?
Ho sempre evitato le volgarità ma il suo stupido insulto non dovrebbe restare senza risposta.
Al suo "fuck you" resta solo da dire: povera capra ignorante, vattene a pascolare in qualche biblioteca, ammesso che tu ne abbia mai frequentata una.
Questo messaggio lo hai scritto tu, contro te stessa quando ti sei presa la gioia di offendere il tuo prossimo.
Non riesci nemmeno a capire la grossolanità di " suoi testi" seguito da "non ha scritto", caricato di ulteriore bellezza linguistica quando scrivi " discorsi suoi" spiegandoci che significa .."ovvero quello che ha detto".........
quattro righe trasudanti scemenze,
da vera b-e-s-t-i-a, appunto.

28/02/12 h. 17.44
ALBERTO dice:

Dai Miten, scrivi un altro testo, così procediamo oltre...

17/02/12 h. 13.53
guarda mamma, l'albatros! dice:

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête e se rit de l'archer;
Exilé sul le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.

N'est-ce pas?

:D :D :D

17/02/12 h. 12.57
Aurea dice:

Onanismo intellettuale?
Ma perchè?
Onanetto...

17/02/12 h. 10.51
la fiera dice:

venghino signori venghino! onanismo intellettuale di ottima qualità!

17/02/12 h. 10.29
Corvo Viola dice:

Leggendo la storia del fiume mi viene in mente Diogene, si narra che vide un bambino a bere con le mani e lasciò l'unica cosa che possedeva, la sua ciotola. C'è anche un aneddoto raccontato da Osho su Alessandro Magno e Diogene: http://books.google.it/books?id=bYfXCeN3_AwC&pg=PA205&lpg=PA205&dq=diogene+osho+alessandro+magno&source=bl&ots=L1sM7R_LV3&sig=D2HpgCzRoa5HOg3ewqQGVqRLqrI&hl=it&sa=X&ei=QBo-T6yMOsfj4QTYv_SHCA&sqi=2&ved=0CCwQ6AEwAQ#v=onepage&q&f=false
E poi mi sovviene un episodio narrato da Osho in cui parla dei suoi maestri: un bambino con una candela in mano accesa, Osho per fare lo il saccente disse al bambio: "sai dirmi da dove viene la luce della candela?" Il bambino soffiò sulla fiamma e rispose: "E ora sai dirmi dove è andata?".
Miten Grazie

09/02/12 h. 19.12
giorgio dice:

Grazie Miten, un pò di saggezza e pacatezza finalmente, ciò che realmente auspicavo, mi dispiace molto essermi lasciato andare sui commenti ma penso che anche tu convenga che non si può insultare il prossimo ( non credo di doverti tradurre le ultime tre sillabe sguaiate e ottuse di leonora) senza poi aspettarsi una replica adeguata, che adeguata non era in realtà, non ho mai usato volgarità e non saranno queste quisquiglie a farmi cambiare idea.
La tua spiegazione é molto chiara, penso, come ti ho già detto e come tu stesso dici che sia in buona sostanza indefinibile, ma una parola c'é e si chiama Aura, ciò che promana e si diffonde nelle anime e mi par di capire dispensata con grande senso dell'autoironia, una dote magnifica che condivido e che sempre cerco di sperimentare su di me.

Non voglio insistere sulla portata della parabola dell'acqua pura venduta a bordo fiume, sarebbe certamente una gara persa in partenza , ognuno può decidere a chi attribuire d'ufficio la palma d'oro.
Sfortunatamente sono troppo avvezzo a districare aforismi e non c'é modo migliore per mantenere intatta la forza delle massime che evitare di interrogarsi sulle medesime.
Grazie delle precisazioni, forse scritte per altri, le ho fatte comunque mie.
Buone cose e occhio al vento dell'est!

09/02/12 h. 18.08
Miten Veniero Galvagni dice:

Nemmeno quando Oasho e' stato professore universitario ha scritto nulla di suo. Lo so, per interposta persona a me molto vicina, dal suo nipote prediletto(ramo materno, figlio di sua sorella). La sua carriera universitaria non ha avuto bisogno di pubblicazioni, come da noi...ha solo tradotto un testo accademico di un certo professor Saxena sulla consapevolezza,dall'inglese in hindi, con sue annotazioni a pie' pagina, in cui consigliava di lasciar perdere il professor Saxena con la pubblicazione, cosa di cui il suddetto professore gli fu sempre molto grato. Lo hanno fatto professore di filososofia semplicemente per le sue lezioni orali, che solo qualche anno dopo sono state pubblicate, a spese loro, da alcuni suoi allievi, poi divenuti suoi discepoli. Esattamente come dice Leonora. Cara Giovanna, se qualcuno gli avesse detto che lui era il piu' grande filosofo del Novecento, credo che sarebbe morto dal ridere, e non per il Tallio radioattivo di anni dopo...ma ho l'impressione che gli saresti stata molto simpatica.( altro testo consigliato: " Una vertigine chiamata vita", della Mondadori, e per merito di un pazientissimo lavoro di collage ad opera di Ma Prem Sarito. In questo testo e' riportato quanto ho detto sopra).Nuovamente per Giovanna: tieni presente che lui stesso ha preannunciato che il suo lavoro sarebbe stato continuato da altri, anche se da ognuno con il proprio stile, cosa che poi si e' verificata, anche se con esiti un po' piu' modesti di quelli che lui era riuscito ad ottenere, ma a lui, e proprio lui lo ha detto, che non era poi molto importante che tutto, ma proprio tutto, passasse alla storia, ma che ognuno che se la fosse sentita, avrebbe avuto una grande occasione, quanto meno per se stesso, sia quando lui era ancora nel corpo, sia quando, soprattutto, nel suo corpo non ci sarebbe piu' stato,a provarci, a patto che si sentisse in una particolare sintonia con lui. Per concludere, e per non perderci in disquisizioni inutili, ricordiamoci che Osho, proprio verso la fine dei suoi giorni terreni, si era particolarmente re-innamorato dello Zen, e a chi gli chiedeva cosa avesse fatto con i suoi discepoli per piu' di 30 anni, rispondeva, riprendendo una frase di un Maestro Zen, che lui aveva venduto acqua accanto a un fiume non inquinato per tutta la vita. Basterebbe questa frase per meditarci una vita intera. E per continuare ad amarlo.

09/02/12 h. 16.13
giorgio dice:

Insipida e insignificante come il tuo precedente commento, da apprezzare il tuo adieu, che ricambio con gioia,
Giovannina monstrous extraterrestrial girl.
Dopo settimane é ancora senza risposta il quesito che né tu né la supponente maestrina sputainsulti da "toccata e fuga" avete saputo descrivere.
Al di là delle fanfaluche é possibile sapere cosa ne pensate senza scadere costantemente nell'avvilente passatempo delle insolenze puerili?
Sarebbe bello leggere un post con una risposta decente, ma preferite l'ingaggio dei dispettucci infantili, ma forse ho interpretato male il tuo " mostruosamenet" e " docet" (.. un vero spasso, ti ringrazio del buonumore di cui mi hai gratificato) se é così ancora una volta ..: want you elaborate please?
STBBOOTE
or
RESET ALL.
It's up2U and .. stay most possible away next time from grudge mode .
THX

09/02/12 h. 8.56
giovanna dice:

Giorgino è proprio mostruosamente umano.
Leonora docet.
adieu

08/02/12 h. 19.10
@giorgio dice:

OMG! WTF! 4 n3rdzzorz! 1o1!!!
belli infantile leon e buffo puffo!

08/02/12 h. 18.28
giorgio dice:

deliziosa leonorina, maestra d'eleganza e di buone maniere, l'ultima parte del tuo messaggio penso che sia ( molto) più adatto a te.
Pensi di dovermi insegnare qualcosa su Socrate?
Che razza di risposta é mai la tua, non sai nemmeno decifrare i messaggi figuriamoci capirne il senso.
Già che ci sei facci sapere il tuo pensiero forse domani saremo migliori o forse più volgari chissà.
Gli insulti e le volgarità sono la firma di chi le pronuncia e denotano quasi sempre assenza di argomentazioni, a meno di tue smentite.
NFI of what u'r talking about,infantile leon
RTFM of life, See You Later ovverosia C.U.L. leon

08/02/12 h. 16.56
@giorgio dice:

che bello, hai trovato gli amici che hai sempre cercato!

08/02/12 h. 16.40
leonora dice:

Senti Giorgino...informati bene..
Osho, come del resto Socrate, non ha mai scritto nulla, volutamente.
I suoi testi raccolgono soltanto discorsi suoi, ovvero quello che ha detto.
Please fuck you

08/02/12 h. 12.20
giorgio dice:

Il più grande filosofo che... non ha mai scritto nulla, Giovanna?
Eppure dici che i "suoi" testi riportano i suoi discorsi...
Tre incongruenze in tre righe, non male.
Please elaborate! Thank you.

08/02/12 h. 11.23
Giovanna dice:

Il più grande filosofo del '900.
Nessuno o quasi lo ha mai veramente capito e soprattutto testimoniato.
E' più vicino al nuovo femminile che al maschile imperante tutt'oggi.
Va assolutamete recuperato.
Non ha mai scritto nulla.
I suoi testi pubblicati riportano i suoi discorsi.
Molti illegibili e inutili, pochi meravigliosamente essenziali...
Ma Prem Shunyo- 'I miei giorni di luce con Osho'.
il resto è libertà.

04/02/12 h. 12.30
giorgio dice:

Esatto Miten, dopo Lucy, homo neanderthalensis, Cro magnon, homo faber......homo sapiens ed homo sapiens-sapiens, l'homo ludens rappresenta l'attuale punto dell'evoluzione a cui mi onoro, senza merito alcuno, di appartenere, come ti avevo già detto col mio nick proteon ho partecipato alla grande abbuffata dei giochi online ( con grande successo posso orgogliosamente ammettere..tanto é inutile dire che l'importante é partecipare...l'importante é vincere! ), perciò perché non divertirsi anche coi dialoghi sullo scibile umano?
***
*Nota dell'autore: si raccomanda di riportare nelle eventuali citazioni, sempre il termine Homo con la "h",
...grazie.

04/02/12 h. 11.45
tarcisio dice:

ho letto la discussione che giorgio ha movimentato.
carissimi io non ho stuiato nessun tipo di filosofia, metafisica o qulcosa di simile.
ho invece incontrato persone viventi,posso affermare con forza che sono stato molto fortunato.
un giorno x la mia via ho incontrato MITEN mi ha caricato sulle sue spalle e per un lungo tragitto mi ha portato sulle spalle.
poi un giorno mi sono accorto che non camminavo, gli ho chiesto il perchè.
In silenzio mi ha fatto scendere e sostenendomi ho riiniziato a camminare con le mie gambe.
come un bambino traballante ho perorso un tratto di strada consapevole del suo sguardo.
ma la vera scoperta è
che ora decido io come camminare, correre ofermarmi chi incontrare o non fermarmi a chiacchierare.
ascolto ciò che mi interessa da qualsiasi parte arrivi e non da chi vuole convincere altri le proprie verità.
la verità è come il vento soffia sta a mè capire e farmi accarezar da esso, il resto sono solo chiacchiere. con affetto
Tarcisio

04/02/12 h. 11.27
Miten Veniero Galvagni dice:

"Dove origina tanta forza?E perche'?". Ti prego di prenderla bene...la pensiamo quasi uguale...Se mai volessi approfondire cosa ne pensa Osho al proposito e, a ruota, anch'io, mi permetto di consigliarti una raccolta di sue lectures, tradotte in italiano con il titolo:"All'origine.La fonte dell'essere", edita da ECIG, Genova,1991. Ci stiamo un po' divertendo, vero? Grazie Giorgio.

04/02/12 h. 10.31
giorgio dice:

Chi lo dice che un maestro deve essere povero? Io non l'ho detto né lo penso anzi penso il contrario a patto che il maestro si sia guadagnato " effettivamente " la sua ricchezza e dubito che sia il caso in questione. Del resto ho già fatto riferimento alla " filosofia " della Rand in più occasioni ed anche su un tuo articolo, niente di più consono a questa affermazione.
Sul fatto che io possa credere o chiedere miracoli , devo dire che ..un briciolo mi delude la considerazione che hai del tuo interlocutore qui, ti sembro così sprovveduto? Veramente non lo avrei mai detto, comunque é bello scoprire nuovi aspetti della propria personalità attraverso la descrizione altrui, ne farò tesoro.
Certamente parliamo delle stesse paure e desideri, se leggi il mio post di apertura é esattamente ciò che dico e che tu confermi, non vedo che cosa ci sia di tanto dissimile fra di noi.
Qui si sta parlando di esperienze e di percorsi di arricchimento spirituale, il tuo film, gli altri film, un bel paradigma non c'é che dire e se osservi bene dentro questa esposizione c'é proprio la forza della storia, dell'evoluzione in senso stretto, avrebbe mai potuto descrivere come film tutto ciò un maestro dell'antichità? semplice, ma non banale come appare.
E mi sono permesso di commentare, credo senza cattiveria come qualcuno ha rimarcato, la curiosità é la molla di ogni cosa, al pari della trasformazione e noi come spettatori attivi dell'universo continuamente ci interroghiamo sul mondo tangibile e metafisico con sempre crescenti dubbi ma anche con qualche certezza acquisita per fortuna..
La domanda é sempre quella ..dove origina tanta forza? E perché?
Sei gentile a rispondere e preferirei in tutta sincerità non dover postare commenti irritati in risposta a fantomatici anonimi pseudo sarcastici, in realtà provo una gran pena nel farlo.
Un cordiale saluto.

04/02/12 h. 9.04
Miten Veniero Galvagni dice:

Caro Giorgio, rispondo nuovamente alla tua domanda sulle Rolls. Chiedi a un certo punto:"Prova di che?". Lo ripeto, la prova consisteva e consiste nel saper vedere quello che c'e dietro la cortina fumogena, in questo caso le Rolls, che spiazzavano e tuttora spiazzano tutti quelli che si sono costruiti il mito del maestro...un maestro vero "deve" essere povero, compiere miracoli, e cose simili. Osho ha insistito sulla demitizzazione del Maestro in moltissimi suoi insegnamenti, e volutamente insisteva sulla sua dimensione umana, troppo umana per molti suoi detrattori...Ho letto qualcosa sia di Paul Davies che di Stephen Hawking, che di Richard Dawkins...ma soprattutto ho letto le tue annotazioni. Avete tutti in comune una pervicace propensione a pensare a parlare e a scrivere di argomenti che hanno a che fare con il Tempo, con l'Infinito, con il dopo Morte, con cio' che molti chiamano Dio...Esattamente come Osho e, in scala molto piu' piccola, come me. Giungiamo a trarre conclusioni apparentemente opposte, ma e' innegabile che una parte dei nostri neuroni e del nostro cuore sia quotidianamente impegnata nell'affaire Dio...Siamo molto piu' simili di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Un caro saluto.

03/02/12 h. 12.44
giorgio dice:

@voto... io invece credo che tu sia un somaro e ti darei un 4 ( meno) se non ti dispiace, se vuoi discutiamo della tua preparazione e poi vediamo chi deve mangiare la "brioss".
L'appellativo te lo sei cercato tu, non farmene una colpa, nickname del cavolo.
Credi che si possa esporre una tesi in un semplice post? Buffo Puffo.

03/02/12 h. 11.00
Voto dice:

Buona preparazione, discreta esposizione, un po'di insicurezza ma si vede proprio che hai studiato. Bravo Giorgio, un bel 9 non te lo leva nessuno. Adesso prendi la merenda e vai a fare ricreazione.

03/02/12 h. 10.35
giorgio dice:

Grazie Miten, pensavo che tu avessi letto il mio primo messaggio, per questo ho dato seguito al thread, ad ogni modo ad essere sincero credevo ci potesse essere qualche spiegazione più articolata soprattutto sulle Rolls, lo sbatterle in faccia ai moralisti é un banale segno di rivalsa non certo di potenza spirituale e nemmeno la si può definire una prova, prova di che?
Non credo di poterti chiederti di più, né ne ho il diritto peraltro di farlo, il mio percorso é affatto diverso ed è quello che si può enucleare dagli scritti di Paul Davies e di molti fisici compreso ovviamente Stephen Hawking.
Fin da quando, negli incontri di preparazione alla cresima, il mio parroco di campagna rispose alla mia innocente domanda " perché Gesù aspetta che moriamo per darci il paradiso..?" e le conseguenti, facilmente immaginabili risposte sui misteri della fede, ho capito che l'apparato liturgico e l'immanenza della costruzione fideistica era una rassicurante architettura spirituale costruita dall'uomo per se stesso, ciò che trovai poi confermato nei saggi di Feuerbach e da allora dialogando con le più svariate fedi ha sempre prevalso in me il senso di sconfitta di fronte a chi vive l'illusione della religione e del resto nemmeno sono totalmente convincenti le posizioni di R. Dawkins .
Essere agnostici é una grande prova per la mente e conduce inevitabilmente a fare del dubbio l'unico strumento per sperare che ciò che il nostro spirito ci dona possa alla fine avere un senso.
Grazie della gentile risposta.

02/02/12 h. 19.14
Miten Veniero Galvagni dice:

Caro Giorgio, solo ora leggo le tue domande senza risposta da parte mia. Due precisazioni, anzitutto. La prima: non appartengo piu' a cio' che oggi e' rimasto del mondo di "Osho", e questo per motivi molto personali che per ora non intendo rendere pubblici.La seconda: attraverso Osho ho scoperto il Buddhismo,e all'interno della sua scuola Mahayana, quella del Nord, oltre ad aver preso "rifugio",ho anche preso un altro voto formale,il piu' importante, quello di bodhisattva, il solo voto, all'interno di tutta la tradizione buddista, che non si può' mai rinnegare, a differenza, ad esempio , di quello di monaco.La seconda: sempre attraverso Osho sono entrato nel mondo dei Vangeli Apocrifi, e così' ho finalmente trovato un Gesu' che mi convince... Per venire alla tua richiesta piu' pertinentemente, ti posso dire le due proposte di Osho che piu' mi hanno sconvolto a quei tempi: il suo invito a seguire un sentiero che lui ha chiamato di "Zorba il Buddha ", una geniale sintesi tra spirito e materia...ricordi la voglia di vivere, godersi tutto quanto la natura/Natura ci ha dato in dono per non morire ne' di noia, ne' di "ideologia del sacrificio"? Zorba il greco, lo ricordi, sia nel libro che nel film con Anthony Quinn? Ecco, Zorba fuso con Buddha, con il suo silenzio, la sua saggezza, la sua compassione, la sua "abilita' nel metodo"... La seconda proposta-prova di Osho: sbattere in faccia a tutti i moralisti che si avvicinavano a lui le sue 99 Rolls Royce, dicendo a tutti quelli che gli chiedevano come mai,lui, che si dichiarava un Maestro Spirituale, potesse avere tanta ricchezza, che se loro non vedevano OLTRE le Rolls, cio' significava che il loro sogno era coincidente con l'ultimo modello di Mercedes...tra l'altro, le Rolls non erano mica sue, ma dell'Associazione Internazionale a lui dedicata, ed erano un dono spontaneo che veniva elargito da mezza Hollywood di allora, per esempio dalla moglie,poi separata , di Martin Scorsese. Un po' ho risposto alla tua legittima domanda? Grazie Giorgio, buona strada, anche con la neve.

01/02/12 h. 16.53
giorgio dice:

Caro Alberto, veramente la crudeltà che tu vedi é una fantasia tua o se preferisci..il tuo film.
Semmai crudeltà potremmo trovarla nel non rispondere e che cosa é stato chiesto in fondo?
Se qualcuno volesse saperne di più sul pensiero di Osho, a chi si potrebbe chiedere se non ad un suo eminente seguace?
Veramente non mi pare di parlare una lingua sconosciuta.
Bene, riformulerò la domanda badando di non lasciare spazio ad affermazioni tipo: ..é una domanda crudele!
Domanda: Qual é (o é stato) l'insegnamento di Osho?
Se dovessi seguire links a casaccio o anche ragionati dubito che troverei la risposta che sto cercando.
Prima di dare patenti di crudeltà Alberto, se ti é possibile, non interpretare film che io non ho scritto, né descritto.
Ti vorrei far notare che la metafora dello schermo bianco su cui ognuno può proiettare il proprio film non é poi così significativa , potremmo definire allo stesso modo le biblioteche, i filosofi del passato, i nostri professori, le nostre madri, i nostri padri, la nostra esperienza ecc.. sono la tela bianca su cui la nostra storia viene dipinta, non ti pare? Ha i contorni della banalità ad essere sinceri.
Solo incidentalmente l'interpretazione ( in particolare dei film) é una delle mie principali passioni e non é difficile trovare la soggettività quale elemento sempre ineludibile nella narrazione, chi scrive, chi crea film, il che é quasi la stessa cosa (vi é un alto grado di sinestesia ma per il resto ..) usa il proprio bagaglio culturale, e vuole dare un messaggio. SEMPRE.
Alberto se non ti é chiaro questo forse é il caso che tu me lo faccia sapere e cercherei di esserti io d'aiuto, senza malignità né sottintesi, visto che mi stai dicendo di vedere il mio film , ..che é vero, ho scritto, ma non qui, se lo facessi risponderei di sicuro agli interlocutori.
Che tu mi venga a dire che io ho bisogno di farmi curare..visto che parli di mie sofferenze e di richieste presumibilmente velate e private....poi!!!!! Non si capisce bene ciò che intendi. Spero tu sia un buontempone e che quindi tu stia scherzando. Al momento lo trovo un tantino sfrontato ad ogni modo potrei anche aver interpretato male le tue intenzioni.
Che rilevanza poi possa avere il godersi la vita con la neve in un dialogo del genere, appare quantomeno fuori luogo, ma sono affermazioni non nuove per me , le ho lette su queste pagine e hanno sempre rappresentato una sorta di " beating about the bush" quasi intraducibile in italiano ma adattissimo alla bisogna, in questo caso.
Se poi non sei riuscito a capire il senso dei miei posts, potresti anche chiedermi cosa ti é risultato così ostico e sarei felice di poterti chiarire.
Vedi, un geniale ed educato professore che ebbi tanto tempo fa diceva agli esaminandi che erano in palese errore " prova a passare all'argomento successivo e in seguito chiariscimi meglio il concetto che ora ...non sai esprimere"..non so se ti é chiaro.
Ricambio l'abbraccio.

01/02/12 h. 14.34
alberto dice:

Sebbene la storia del film su Osho mi affascina, sono più curioso di commentare il film che si è fatto giorgio, tra l'altro tutto suo e incomprensibile. li ho letti due volte i suoi commenti e vi assicuro che in genere riesco a venirne fuori. questa volta proprio non ce la faccio, scusa miten e scusate tutti, ma giorgio: La tua è una crudeltà gratuita o sotto sotto soffri così tanto che vorresti chiederli una specie di consulenza sulle tue difficoltà? secondo me se gliela chiedi privatamente e con gentilezza, miten sarà felice di dartela. una caro abbraccio giorgio e su con la vita! che la neve è bella, godiamocela.

31/01/12 h. 10.57
giorgio dice:

Quando leggo ..".. meditazione ? intesa come pratica che facilita la consapevolezza sulla ?natura della realtà? interiore ed esteriore: la testimonianza dei meccanismi della mente, l?accettazione e cura amorevole di ciò che accade in ogni attimo della vita ?, della consapevolezza, non identificazione, celebrazione e condivisione, nonché sugli insegnamenti fondamentali sulla sofferenza e compassione, punto di partenza imprescindibile per un lavoro interiore ?convinto?.....mi chiedo se il linguaggio debba avere un senso e quale. Simili atteggiamenti mentali sono di chiunque abbia la possibilità di pensare e ..nessuno può evitare di pensare..perciò, di che cosa si sta parlando? Oltretutto la mente va ben oltre, indiscutibilmente.
Pensare che un autore non controlli i commenti ai suoi articoli é altamente improbabile e devo concludere che al mio quesito (di una semplicità disarmante )
non vi sia risposta.
Naturalmente la risposta c'é, evidentemente la si ritiene superflua, perfino una tesi di laurea si può riassumere in cinque righe.
Purtroppo sono costretto a pensare che non si tratti di alcunché di importante e mi dispiace molto signor Miten, come si suol dire il ..silenzio a volte parla ed in ogni caso continuo a ritenere la mia richiesta legittima, pertinente ma chiaramente non vincolante, ci mancherebbe.
Naturalmente quando ho affermato " non mi aspetto una risposta" predominava la chiave ipocrita e vagamente sarcastica e mi spiace sia sfuggito.
A volte non vorrei essere così oscuro ma in certi casi é obbligatorio.
Grazie del suo silenzio...scrivere migliaia di fogli non serve se poi non si può sintetizzare un pensiero e dargli senso.
Buone meditazioni.

29/01/12 h. 21.35
giorgio dice:

Gentile Miten, leggendo l'articolo mi sorprendo ancora una volta.
Tempo fa Le posi alcuni quesiti sulla consistenza sul pensiero di Osho poi il link scomparve e non ho idea se vi fu una risposta.
L'intera storia dell'uomo é stata attraversata dalla sete di verità. sperimentazioni filosofiche e socioeconomiche le più disparate, la verità sulla spiritualità, vera chimera dalle ali d'oro, vagheggiata e causa prima di ogni desiderio di penetrare il senso del nostro passaggio in questo breve squarcio terreno, rimane sempre irraggiungibile.
Da sempre l'uomo si é fatto le stesse domande sull'origine dell'universo, sulla vita ultraterrena, supponendo che vi sia naturalmente, tralasciando le metafore sulla trasmigrazione delle anime, le trasformazioni, le ricomposizioni, i fiumi della vita che si rigettano in eterno negli oceani, "eterni ritorni ", "vie di mezzo" e "rette vie" ecc..una sola cosa unisce queste posizioni mentali, l'Ignoto, e siamo nella banalità assoluta ovviamente

Il senso di dipendenza e di impotenza di fronte alla morte.
E quelle stesse posizioni rappresentano il desiderio di gettare luce sull'ignoto.
Metempsicosi, rinascita, sono desideri universali, desideri egoistici in cui non vi é nulla di male.
Osho non si é mai stancato di ripetere di non dover mai accettare incondizionatamente le sue parole ma di sperimentarne la validità, verificarne la veridicità personalmente, prima di riconoscerne eventualmente il valore.Ciò che desidererei sapere, se é lecito, in che cosa in ultima sostanza é consistito il pensiero di Osho, di cui ho letto molto poco e molto meno ho il desiderio di leggerne, sapere che collezionava Rolls Royce e che aveva aerei personali, mi é più che sufficiente ed é un'affermazione retorica ovviamente.
Nulla toglie che possa essere stato un vero Maestro e molto umilmente, se non ti sembra irriguardoso o banale mi permetto di chiedere, qual é il vero insegnamento che ha lasciato?


In tutto l'intero articolo, a parte una breve parentesi sul rotolarsi felici sull'erba non appare e non è perché non sappia leggere, forse é ( molto presuntuosamente...é ovvio) proprio il contrario.
Ricordo in un passato articolo (che non ho più ritrovato) la reprimenda del direttore in difesa del tuo pensiero, che mi stupì molto, ritengo eccessivo dare patenti di "presunzione o saccenteria" ( parole sue e non mi pare di ricordare male) ai commentatori senza addurre alcuna prova a carico, ma forse si supponeva che la minaccia di non lasciare postare ulteriormente messaggi "contro" fosse la miglior strada percorribile, ma non lo é , dimostra al contrario la scarsità delle argomentazioni, ma adesso che ci penso..questa é un'altra storia.
Puoi prendere questa richiesta come pigrizia mentale, approssimazione o altro e non mi aspetto una risposta, tuttavia c'é molto di incomprensibile nel suo pensiero o perlomeno di ambiguo e non voglio turbare ( presumibilmente molto improbabile peraltro) o sminuire le tue convinzioni e il tuo percorso personale o professionale.
Forse é l'eccesso di pragmatismo che stimola queste domande e probabilmente era anche la visione definitiva dl Maestro, forse tu me lo sai dire.

28/01/12 h. 14.30
Savita dice:

Grazie per questo dono!!!Grazie al Maestro,sono felice si essere sannyasin!!

21/01/12 h. 17.48
majid valcarenghi dice:

caro Miten,grazie per questa bella storia.Sei sempre nel mio cuore

20/01/12 h. 19.51
Amrita Sikha dice:

Grazie Miten x il tuo scritto. presi il sannyas pochi mesi dopo che Osho lascio' il corpo...fu una continua trasformazione...con un inizio di una danza nel cuore... da allora a oggi non ho parole x la gratitudine che ho nel cuore...Osho

20/01/12 h. 15.36
Lavanya dice:

Ti voglio bene.

20/01/12 h. 8.11
Alba dice:

Miten,
quando parli del rapporto Maestro/discepolo è sempre poesia...
E' un richiamo potentissimo, silenzioso, presente... E' l'incontro più prezioso accaduto nella mia vita. Per quelli di noi che ti hanno profondamente amato e ti amano e hanno vissuto dall'inizio l'esperienza della Comunità dei Riconoscenti... qualcosa di talmente intenso e forte..., credo sia impresso in ogni singola particella del nostro essere e ci accompagnerà per sempre...
Quando alla radio passa la canzone di Renato Zero "I migliori anni della nostra vita" penso a quel periodo... Grazie.
Buon compleanno. Con amore, Alba/Ma Prem Saaras

19/01/12 h. 11.18
Prem Karam dice:

Infinito insieme a te e Osho nel cuore

19/01/12 h. 10.37
E io che credevo... dice:

...che ad avvelenarlo fosse stata Sheela, quella che tentò di avvelenare un bel pò di gente... come si accenna nel testo.

19/01/12 h. 2.48
Sujan dice:

E' sempre un emozione ... Grazie ♥♥♥

18/01/12 h. 22.17
Deva Chandra dice:

Grazie per questo articolo. Osho è entrato nella mia vita da alcuni anni.E più lo amo più amo me stessa e quella parte più profonda e anche oscura di me. Dopo anni, comincio a percepire il valore della consapevolezza e qualcosa che non trova le parole per esprimersi.....non nè ha bisogno. Tutto è da sperimentare.

18/01/12 h. 21.21
Anand Adri dice:

Toccante il tuo racconto, ho sentito vibrare in me molte delle corde che mi hanno avvicinato ad Osho. Di preciso non riesco a raccontare neanche io quello che accade all'individuo quando si entra in contatto con un maestro spirituale di questa portata e si viene investiti dalla sua Energia ... di certo la tua Vita cambia radicalmente e capisci profondamente che hai intrapreso una strada nuova, che prima non avevi mai osato percorrere ma di cui sentivi forte il richiamo ed il profumo dei fiori di cui era cosparsa. Namasté.

18/01/12 h. 19.22
Garima dice:

Osho è entrato nella mia vita da poco tempo.
Come hai detto tu, tramite i suoi discorsi ed i suoi libri. Quello che hai scritto, soprattutto come lo hai descritto, mi ha commossa, era come se anche io fossi là; ne percepivo odori e colori. Grazie per questo viaggio che altrimenti non avrei potuto vivere.

18/01/12 h. 17.25
atmonirava dice:

..è stato un piacere leggerti...grazie

17/01/12 h. 21.59
DANAI dice:

Il tuo racconto scritto mi ha fatto andare indietro nel tempo..... quando queste cose me le raccontavi a voce con l'ardore di chi ama davvero il proprio maestro...Grazie Miten per tutto ciò che hai saputo trasmettermi e che oggi mi fa sentire davvero Libera (attraverso l'amore)

17/01/12 h. 18.33
Menno dice:

Gran bel film. Mi è sembrato quasi di vederlo, anche se immagino (anzi è sicuramente così) di averne solo visto il riflesso. Ma anche il riflesso può scaldare e accendere qualcosa. :)

17/01/12 h. 18.08
devasakshin dice:

Grazie per la tua testimonianza preziosa. Sono fiero e grato di essere sannyasin. Grazie Osho,per avvermi accolto.

17/01/12 h. 12.35
tarcisio dice:

cavolo mi sorprendi sempre un abraccio

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