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Primo Gonzaga

Nuove alleanze per l'Italia


di Primo Gonzaga

Il nuovo Governo italiano al di là delle singole idee elettorali ha una grande promessa da mantenere: cambiare il verso della politica economica italiana. In sintesi passare dalla modalità tagli e sacrifici, alla modalità espansione e innovazione. Dalla modalità siamo un paese di scansafatiche, alla modalità crediamo in noi stessi perché siamo un grande popolo.

Sarà durissima, nessuno si nasconde la difficoltà del momento perché invertire un processo che dura da 30 anni sia nelle scelte concrete (l’Italia è il paese che negli ultimi decenni ha il record mondiale di avanzo primario) sia nella narrazione dei media che hanno raccontato solo una versione della storia, quella degli italiani cicale, corrotti e scansafatiche che hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità ed ora devono pagare.  I media sono rimasti ancora totalmente ancorati a questa versione e non riescono a leggere i cambiamenti che sono avvenuti sia in Italia che nel Mondo e che si sintetizza nel loro  slogan “solo nella UE c’è vita”. 





Sarà durissima perché abbiamo un Governo che vuole applicare  idee economiche nuove (che nuove non sono visto che le applicano in USA Giappone e Inghilterra) ma i problemi che andrà ad affrontare sono quelli vecchi e in più l’Italia si trova letteralmente incastrata in un coacervo di trattati internazionali che ne limitano quasi totalmente l’agire economico. Trattati che prevedono solo tagli, sacrifici, non vogliono investimenti, e che ogni giorno ci spogliano di un pezzo vitale del paese. 

L’Italia è come una donna bella e intelligente che ha convissuto per anni con un uomo e che poi ha scoperto il suo tradimento e ora vuole vivere la sua vita, ma la casa, l’auto e perfino parte dei suoi legami affettivi sono ancora in comune. Ecco che quella bella donna per tornare a vivere ha bisogno di una nova casa, di un nuovo lavoro e di tante nuove persone che le stanno intorno e l’aiutano a uscire da una situazione insostenibile. 

Fuor di metafora, l’Italia ora deve costruire nuove relazioni internazionali, all’interno della UE e con il resto del mondo

In Europa l’aria sta cambiando: Macrom che dice alla Merkel “è ora di abbandonare il feticcio del surplus di bilancio”. Moscovici che ieri fa un comunicato e dice che è “Inammissibile speculare e interferire contro l’Italia . Bisogna comprendere frustrazioni e collera” ;  la Spagna che in questi giorni sta cacciando il Governo Rajoy. Il 28 e 29 giugno a Bruxelles potrebbe cambiare la direzione della Politica economica UE . Noi dobbiamo esprimere con forza le nostre opinioni e trovare le giuste alleanze.

Nel Mondo l’aria è già cambiata: gli Stati Uniti dopo 50 anni in cui sono stati il grande compratore di ultima istanza delle merci del mondo e soprattutto Tedesche e Cinesi stanno chiedendo di riequilibrare i flussi di import export (in altri articoli abbiamo spiegato le ragioni di fondo). Gli USA impongono dazi, e la UE minaccia ritorsioni ma è del tutto inutile perché sono gli USA che comprano da noi e, come sa anche un bambino, è il compratore che fa il mercato, non il venditore, se poi il compratore sono gli Stati Uniti che volendo possono produrre tutto all’interno. Poi si può urlare, dire che non è giusto, strillare, ma questi sono i rapporti di forza. La classe media Americana chiede a gran voce di non deindustrializzare le sue città e la politica si adegua (Apple ad esempio si è già adeguata) la Cina sta trattando di aprire il suo mercato ai prodotti USA per riequilibrare. Da noi è rimasto solo Juncker a strillare al vento. Anche qui l’Europa ha una sola via: far crescere il mercato interno, investire su se stessa, creare occupazione, e quindi reddito spendibile all’interno dei propri confini

Lo capirà la Germania mercantilista che ha fatto dell’Export la sua bandiera?  Dagli USA ieri sono arrivati contemporaneamente 2 siluri pesantissimi verso la Germania: i dazi sull’Acciaio che colpiscono soprattutto Berlino e la notizia che la FED ha messo sotto osservazione la più grande banca tedesca (la famigerata Deutsche Bank il re degli speculatori contro il nostro debito ) 

Tutti segnali importantissimi: la Merkel è sempre più isolata. Arroccata dietro le sue regole e i suoi affari. 

Uno spazio per l’Italia per riavviare una politica espansiva ci sarà se riusciremo a ridisegnare le nostra alleanze.  Questa è la prima mossa che dovrebbe fare i nuovo Governo. 


 


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25/06/18 h. 16.44
Gonzaga dice:

Come volevasi dimostrare...anche i commenti non riescono ad uscire dal concetto "Troppo Debito" .....in realtà la storia del mondo economico insegna che si può uscire solo in 2 modi......facendo default (fallimento) o investendo e crescendo. Per uno stato secondo me la scelta può essere una sola.La seconda.

14/06/18 h. 23.25
Franco Forte dice:

Interessante ricetta: fare debito e non restituirlo, poi farne ancora e picchiare i pugni come bambini capricciosi.

08/06/18 h. 10.24
Paolo dice:

Tutto vero, ma il nostro agire economico, più che dai trattati, ho paura sia limitato dal debito pubblico.

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