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Giovedì 23.05.2013 ore 17.03
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Riordino Province: nasce a Reggio il ''comitato per Emilia''


Si è formalmente costituito il "comitato per Emilia", un'associazione a sostegno del progetto d'aggregazione amministrativa per unire con pari dignità Modena, Reggio, Parma e Piacenza. Avviata anche una raccolta di firme - alcune migliaia quelle già raccolte - per sostenere il progetto che è stato presentato a palazzo Allende alla presenza della presidente della Provincia Sonia Masini e del sindaco di Reggio Graziano Delrio. Il comitato è presieduto da Daniele Franci (attore, regista e direttore Centro Etoile).



Il progetto ha già trovato numerose adesioni tra la società civile: Mauro Severi (architetto), Maurizio Zamboni (ingegnere), Celestina Tinelli (avvocato già componente del Csm), Claudio Pedrazzoli (medico, primario della Chirurgia 1 del Santa Maria Nuova), Fulvia Salvarani (titolare del ristorante Rigoletto di Reggiolo), Francesca Mattioli (ricercatrice), Andrea Davoli (libero professionista), Maria Paola Ruggieri (data manager di Radioterapia al Santa Maria Nuova), Giuliano Bedogni (medico, ex primario dell'unità operativa di endoscopia digestiva all'arcispedale Santa Maria Nuova), Cinzia Iotti (primario di Radioterapia al Santa Maria Nuova).

"La gente sente già l'Emilia, il mondo conosce e apprezza questo territorio. E' il punto da cui partiamo - ha affermato la presidente Sonia Masini - Come si fa in un Paese che ha bisogno di novità a non valorizzare i beni preziosi che abbiamo? Ci sarà maggior possibilità per l'economia di attrarre finanziamenti, ci saranno nuovi posti di lavoro, ci saranno meno spese perché si andrà a razionalizzare quello che viene duplicato nelle diverse Province. Emilia è un progetto grande per il futuro che coglie le necessità della globalizzazione, che supera gli anacronismi e le divisioni".

"Con questa iniziativa cerchiamo di rilanciare un grande progetto per un miglior funzionamento del territorio, di adeguamento a nuove competenze. Ci sarà il ripensamento di un nuovo ente che dovrà essere il più possibile al servizio dei cittadini. Questa è la discussione che abbiamo avviato ed è importante che i cittadini inizino a pronunciarsi su questo grande processo di trasformazione", ha spiegato il sindaco Graziano Delrio.

"Abbiamo già raccolto tantissime adesioni da parte dei cittadini che credono in Emilia. Si tratta di un progetto positivo che vuole unire e sottolineare le peculiarità dei territori", ha fatto sapere Daniele Franci.

Il Comitato è costituito quale organizzazione non lucrativa di utilità sociale ed è una iniziativa autonoma, pluralista, apartitica, volontaria, democratica. Ha lo scopo di unire con pari dignità le province di Reggio, Modena, Parma, Piacenza e dare vita ad Emilia, all’interno della Regione Emilia Romagna. Tra gli obiettivi quello di produrre risparmi nell’organizzazione della nuova area, superare sovrapposizioni e sprechi nell’erogazione dei servizi e nella programmazione delle infrastrutture e continuare ad assicurare che gli amministratori rispondano ai cittadini.

"Emilia ha già una reputazione fortissima nel mondo per il carattere e la laboriosità degli abitanti, per la capacità di accoglienza, per l’eccellenza delle scuole e dei servizi e per la qualità delle imprese, il senso civico e l’amore per il buon vivere - si legge nel documento stilato dai sostenitori del progetto - Emilia, se sarà unita, potrà migliorare il reddito dei propri abitanti, valorizzare le imprese, creare nuovi posti di lavoro. Emilia, potrà essere un nuovo volano per la regione Emilia Romagna e per l’Italia se saprà superare i campanilismi e mettere in valore i saperi e le conquiste acquisiti per proporsi in modo nuovo e coraggioso, sapendo cogliere le sfide del cambiamento".

"Siamo tutti volontari del pensiero convinti che occorra cominciare a pensare in grande. L'ottica con la quale si guarda ai fenomeni territoriali è diventata troppo ristretta. Il riordino delle Province è l'occasione per superare quest'ottica", ha affermato Maurizio Zamboni. Per Mauro Severi si tratta di "un cambiamento vero e di mettere insieme identità simili, raggiungibili in tempi brevissimi". Il primario della Chirurgia 1 del Santa Maria Nuova Claudio Pedrazzoli ha portato l'esempio dell'area vasta sperimentata nel campo della sanità con il sistema di approvvigionamento di materiale sanitario che coinvolge già le 4 province: "Ha consentito un risparmio importante nella spesa sanitaria".


Ultimo aggiornamento: 04/09/12

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05/09/12 h. 17.52
Spectator dice:

Bisogna dire che la capacità di autoriciclarsi e di rimettersi in pista di certi personaggi è davvero fantastica!Lo dico davvero con grande ammirazione per la loro furbizia politica.Alcuni,dopo avere fatto il diavolo a quattro per ostacolare la riforma delle Province sostenendo la sacralità dell'identità reggiana,dopo aver annusato l'aria e capito che stavolta tutto non potrà più davvero restare come prima si sono ora messi a fare i paladini di un progetto di aggregazione territoriale sul piano amministrativo molto più vasto delle opzioni di riordino immaginate da chi sostiene il processo di riduzione delle attuali Province.Ciò,naturalmente,sperando poi di diventarne diretto protagonista sul piano istituzionale.Non si comprende bene del resto la "ratio" di questa nuova aggregazione"Emilia" se non viene chiarito senza ambiguità di cosa dovrebbe occuparsi,ed è ovvio che tale opzione sposterà inevitabilmente il conflitto nel rapporto con la Regione,i cui rappresentanti saranno già in forte allerta!

05/09/12 h. 13.21
Paolo Dallasta dice:

quella del referendum sulla provincia "emilia" è una delle più grosse fesserie mai sentite. perché si dovrebbero spendere soldi per un ente che diventando di secondo livello è svuotato di significato? capisco che i sindaci dei grandi comuni siano favorevoli e vedano in questa riforma la possibilità di fare quel che vogliono.
Però, chi rappresenta i comuni dovrebbe cogliere l'occasione per lanciare l'idea di una grande riforma dell'intercomunalità a tutti i livelli, dalle metropoli in giù. capisco che cedere pezzi di sovranità non piaccia, ma per essere riformatori non basta dire di rottamare, bisogna esserlo nella prassi!

05/09/12 h. 11.08
kattocom dice:

E così secondo il nostro marra torniamo a fare i servi degli estensi di modena.
Non è al passato che bisogna guardare ma al Futuro e questa volta Delrio e masini hanno ragione da vendere vista l'orrenda legge che ha fatto il Governo Monti

05/09/12 h. 6.54
Tullio Marra dice:

Dispiace che il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, pensi di tratteggiare a colpi di righello il riordino istituzionale delle provincie, deciso a suo tempo dal CdM del Governo Monti.

Premesso che l?entità geografica nota con il nome di ?Emilia?, in realtà non è presente nella storia dal periodo romano in poi, anzi Reggio Emilia era anche nota come Reggio in Lombardia.

Storicamente i territori di: ?Parma ? Piacenza?, ?Modena - Reggio Emilia ? Ferrara?, la ?Romagna?, rappresentano per la loro storia, aree geografiche ben definite. Talvolta si pensa a Ferrara come a zona geografica della Romagna, in realtà non vi appartiene pur affacciandosi sull? Adriatico.

Tra Modena, Reggio Emilia, Ferrara è presente una comune identità, rappresentata dal legame storico con la Casa d?Este durato più di 500 anni. Gli Este furono signori di Modena dal 1336, all?epoca la capitale Estense era Ferrara, che sarà perduta nel 1598. Il Ducato d?Este cessò di esistere nel 1859, quando l?Italia grazie alla II guerra d?indipendenza raggiunse l?Unità.

Ritengo quest?operazione di riordino, una grande opportunità per dare il giusto risalto storico al Ducato Estense, a ciò che ha rappresentato per la cultura e tradizioni del nostro territorio, senza farne questioni politiche o di ridicole mire revanscistiche nonché nostalgiche.

Proposta coerente sarebbe di formare un?unica provincia comprensiva dei territori di Reggio Emilia, Modena, e Ferrara. Propongo di denominarla ?Provincia Estense?.

Cordialità Tullio Marra.

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