Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Domenica 24.06.2018 ore 03.03
Sei qui: Home | Morto Mario Vighi, capo ufficio stampa dei Teatri. Il giornalista stroncato da un malore al Valli
8 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo

Morto Mario Vighi, capo ufficio stampa dei Teatri. Il giornalista stroncato da un malore al Valli


E' morto nel pomeriggio di oggi lunedì 4 giugno, mentre si trovava al lavoro all'interno del Municipale, Mario Vighi, 62 anni, giornalista professionista e capo ufficio stampa ai Teatri di Reggio Emilia.


In una giornata di prove musicali al Valli, improvvisamente qualcuno ha fatto la tragica scoperta, accorgendosi di una persona a terra, molto probabilmente in seguito ad un malore. Subito sono stati chiamati i soccorsi, che, inetervenuti sul posto, hanno tentato di rianimare Mario Vighi, ma senza riuscirvi, tanto che il giornalista è deceduto poco tempo dopo, erano circa le 15, appena giunto all'ospedale Santa Maria Nuova.
 
Mario Vighi era nato a Parma, ma era un volto molto conosciuto a Reggio Emilia, dove aveva svolto quasi tutta la sua carriera professionale. Negli anni Novanata era stato il direttore di Retemilia, televisione reggiana dell'epoca, poi era passato ai Teatri di Reggio in qualità di capo ufficio stampa.
Da anni lottava contro una grave malattia. La notizia del malore e della morte di Mario Vighi ha sconvolto tutti i colleghi che in quel momento si trovavano come lui sul posto di lavoro. 

I colleghi e gli amici della Fondazione I Teatri. "Mario Vighi, il combattente, ci ha lasciato. Per noi era Mario e basta.
È in teatro che Mario, ogni giorno, da 20 anni, ha combattuto innanzitutto per le idee, con stile, immensa intelligenza, e perciò senza bisogno di diplomazie.
L'energia culturale, la carica umana, il guizzo che non t'aspetti e cambia il modo di vedere le cose: sono doti che ce lo hanno reso fratello e indimenticabile – mentre ancora non ci rendiamo conto che se n'è andato.
Mario ha agito su tanti campi di battaglia, il giornalismo, la letteratura, la politica, ma i più lo piangeranno semplicemente perché Mario era Mario.
E un grande umanista anarchico, sappiamo che questo gli piacerà.
Ciao, sarai sempre con noi".

Il sindaco Luca Vecchi sulla scomparsa di Mario Vighi. "Siate felici". Generazioni di spettatori e amici de "I Teatri" sono stati accompagnati, per anni, dalla voce di Mario Vighi, nel momento del "buio in sala". Proprio lui, giornalista di razza nato a Parma ma cresciuto professionalmente a Reggio Emilia, dove aveva guidato da direttore l'emittente Retemilia in un'epoca in cui scrivere significava battere sui tasti della mitica "Olivetti lettera 22", si rivolgeva bonariamente ai più giovani ricordando loro di "assicurarsi di aver spento i cellulari" e li introduceva alla magia delle rappresentazioni dal vivo al Valli.
Mario da oggi non c'è più: ci ha lasciati per un malore proprio mentre si trovava dentro quella che, nel corso dei decenni, era diventata la sua seconda casa, il più importante teatro cittadino, di cui era il capoufficio stampa sin dai tempi della presidenza di Elio Canova. Aveva appena "licenziato" la nuova stagione dell'opera lirica, inviando i materiali stampa alle redazioni e mi piace immaginarlo alla sua scrivania, fra ritagli di quotidiano, libretti di sala e volumi di letteratura sparsi alla rinfusa, in un caos creativo che era il suo mondo da sempre.
Nel tempo Mario ha collaborato a stretto contratto con Giuseppe Gherpelli, Daniele Abbado, più recentemente con il nuovo direttore Paolo Cantù. Il mondo della cultura reggiana perde un giornalista e un intellettuale di grande valore, un uomo sincero e poco incline ai compromessi, trasparente e appassionato sino al limite estremo dello scontro dialettico acre, sugli argomenti in cui credeva e a cui aveva dedicato la propria vita. Qualcuno in città osservava che che Mario aveva un brutto carattere, ma come ha sempre detto Enzo Biagi: "Se uno ha un carattere, di solito è un brutto carattere".
I Teatri di Reggio Emilia perdono un professionista serio, qualificato e completamente dedito al proprio mestiere, un giornalista competente e un uomo che alla principale istituzionale culturale cittadina ha dedicato tutto se stesso. Come Presidente voglio - anche a nome del Consiglio d'Amministrazione, del Direttore, del Collegio dei Revisori e del Comitato di Indirizzo - rivolgere ai suoi familiari, ai colleghi, ai tanti amici che lo piangono i sentimenti di cordoglio e di partecipazione al lutto.
Con Mario Vighi condividevamo la passione per Bruce Springsteen. Uno dei suoi motti, quando il lavoro quotidiano si faceva duro, era: siamo nati per correre, parafrasando il Boss".

Il saluto di Arci a Mario Vighi. "Ci ha lasciato un amico prezioso, capace di ascoltare e trovare le parole. Mario è stato una persona libera e un giornalista capace e colto. Con noi ha tenuto acceso un dialogo costante per continuare a fare dei Teatri reggiani dei luoghi aperti e plurali, la casa della cultura di tutti. Un abbraccio a suoi cari e a chi gli ha voluto bene".

Il cordoglio della Provincia. Anche la Provincia di Reggio Emilia partecipa al dolore per la scomparsa di Mario Vighi, da tempo responsabile del Settore Comunicazione ed editoria della Fondazione I Teatri. "In tutti questi anni Mario ha assicurato ai Teatri un lavoro prezioso e importante e lo ha fatto in virtù di indiscusse doti professionali, ma ancora di più grazie all'acume, alla curiosità, ad una arguta ironia che lo hanno sempre caratterizzato tanto come giornalista, quanto come uomo di cultura", ha dichiarato il presidente Giammaria Manghi nell'esprimere il cordoglio suo personale e della Provincia di Reggio Emilia ai figli.

Istoreco e il Viaggio della Memoria salutano Mario Vighi, "responsabile del Settore Comunicazione ed editoria della Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, scomparso nel pomeriggio di lunedì 4 giugno.
La presidente di Istoreco Simonetta Gilioli, a nome dello staff e del direttivo, esprime la vicinanza dell'istituto storico ai parenti, agli amici e ai colleghi di Mario.
Vighi è stato un grande amico di Istoreco e dei Viaggi della Memoria, contribuendo in maniera preziosa e vitale alla bella collaborazione che tutt'ora prosegue grazie a iniziative e momenti divulgativi e di approfondimento.
Il suo acume, il suo sorriso, la sua ironia sono indimenticabili. Così come la sua generosità e la sensibilità verso la storia, la società e l'importanza della divulgazione culturale.Grazie di tutto Mario".
 


Ultimo aggiornamento: 04/06/18

05/06/18 h. 11.42
manuela dice:

Caro Mario, i vecchi amici sono amici sempre e si vogliono bene per sempre. Ti abbraccio forte forte Manuela

04/06/18 h. 22.46
stefano catellani dice:

La notizia della morte di Mario Vighi mi è arrivata mescolata alle 300 email che ogni giorno ricevo.
Una nota del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi.
Mi occupo di finanza ... le note dei Comuni dell'Emilia Romagna di solito non le leggo ... ma questa...mi ha letteralmente piegato .... non è possibile....
Invece è vero.
Io e Mario abbiamo costruito tante avventure televisive.. tante e tutte basate solo sulla volontà di fare buona comunicazione.
Senza risorse finanziarie in una stanza in via Bocchialini è nata Televideo Parma, costola di Telereggio.
Tempi diversi... diverso lo spirito di sacrificio che quando ancora non c'era il ponte radio ci spingevano a portare le videocassette con il TG di Parma in Corso Garibaldi a Reggio Emilia.
Ecco Mario io ti ricorderò per sempre così.
Un compagno di viaggio, per tanti anni.
Abbiamo diviso piccoli stipendi e tanti sogni.
Poi le strade si sono divise e solo qualche volta, in occasione delle assemblee di Confindustria, salendo le scale del teatro Valli bussavo alla tua porta.
Non ti vedevo da tempo.. ma poco cambia.
Rimane vivo il sogno di un mestiere scelto per passione che ci ha portato su strade diverse.
Ora ti ritrovo in una "nota di cordoglio" e non posso fare a meno di piangere.
Non ci riesco proprio a non piangere.
Piango perché un pezzo alla volta i sogni se ne vanno.
Forse, dice qualcuno, non avevi un buon carattere. A me andava benissimo così.
Ciao Mario
Un giorno, chissà .. come nelle ore passate a costruire una notizia e un servizio per il TG ci ritroveremo.
Magari avremo tempo di fermarci .... qualche minuto.
Adesso vorrei abbracciare tutti quelli che ti hanno voluto bene e mandare "in culo" , come abbiamo sempre fatto quelli che ci hanno fato del male (tanti purtroppo).
Anche dove sei ora ci saranno storie da raccontare.. e sono certo che lo farai " modo tuo", come sempre.!

04/06/18 h. 22.09
Marina dice:

Ciao Mario Vighi.....

04/06/18 h. 21.22
G dice:

Ciao,"ex ragazzo del '99".

04/06/18 h. 20.55
Andrea Zini dice:

Caro Mario un pensiero alle tante serate condivise parlando di politica e anche dei politici di Parma. Hai creduto nel PD quando è nato, l?hai criticato e l?hai lasciato. Ma sempre in modo limpido, trasparente.
Ora, anche se non volevi sentire questa parola, la metto egualmente nella frase: Un caro pensiero a te, animo libero dal brutto carattere, amico incontrato per caso, uomo di grande cultura, giornalista pungente e ironico, acciocché la tua testimonianza sia sfida e strada per i nuovi che seguiranno le tue orme in tutte le facce della tua poliedrica esistenza.
E, ai tanti che ti conoscono, non occorre dire quale sia la parola blasfema!

04/06/18 h. 19.31
Fabrizio Montanari dice:

Siamo stati amici per tanti anni ed io ho goduto della tua simpatia e della tua creativa intelligenza. Da quando dirigevi retemilia e hai inventato la fortunata trasmissione delle Interviste impossibili non ci siamo più lasciati. Quanto impegno hai messo nella ricostruzione della vita di Camillo Berneri, un grande libertario e anarchico che hai sempre ammirato e seguito. Io dettavo il testo e tu recitavi, orgoglioso d'impersonarlo almeno una volta. Quel film lo conserverò come il più caro dei ricordi. E poi le discussioni, i pranzi per parlare di questa città, dei suoi pregi e delle sue fragilità. Avevi la testa, il comportamento, la curiosità e il coraggio del vero giornalista, fuori e dentro la TV. Ciao amico mio. Fabrizio Montanari

04/06/18 h. 18.23
Annusca Campani dice:

Ci mancherai. Come tutte le persone intelligenti, qualche volta scomodo. Come tutti quelli di carattere, un gran bel carattere. Come tutti gli uomini affascinanti, capace di suscitare molte passioni e altrettante gelosie. Adesso restano poche risposte alle molte domande sospese. Ci mancherai. Ciao, Mario. Ti voglio bene. Ti accolgano le lune del cielo di giugno.

04/06/18 h. 18.17
Giuliana Bernhardt dice:

Anche io persona comune , amante die Teatri Reggiani , con tutto ill mio cuore condivido il mio più profondo cordoglio , mi dispiace

Esprimi il tuo commento