Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Venerdì 21.07.2017 ore 20.35
Sei qui: Home | Miti bambini venerdì All'Arco
0 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo
Giuseppe Caliceti

Miti bambini venerdì All'Arco


di Giuseppe Caliceti

Dopo aver presentato il mio ultimo libro "Miti bambini – Come rispondere alle grandi domande dei piccoli" (pubblicato da Bompiani) al Salone del libro di Torino insieme allo scrittore Paolo Di Paolo, Venerdì 26 maggio, alle ore 17.30, lo presenterò alla Libreria All'Arco di Reggio Emilia parlandone insieme al direttore di 24Emilia Nicola Fangareggi, che ringrazio per la disponibilità.


 
Non ho ancora capito bene fino a che punto è un libro per bambini e per ragazzi e quanto, invece, sia un libro per adulti. Il fatto è che ci sono diversi livelli di lettura. Si tratta di uuna raccolta di storie che provano a rispondere alle complicate e spiazzanti domande che spesso i bambini pongono agli adulti. Nel mio caso: quello che alcuni anni fa mi ha fatto mia figlia; ma anche quelle che mi fanno un po' ogni giorno, da anni e anni, i bambini delle classi a cui insegno a leggere e a scrivere.
 
Perché alcuni bambini sono monelli? Perché ci si innamora? Perché non si avverano tutti i nostri desideri? Di notte le ombre dove vanno? Come è nata la scuola? Perché si muore? Perché bisogna essere buoni? Queste sono solo alcuni dei quesiti a cui Caliceti ho tentato di rispondere. Ci sono riuscito? Mah.
 
A ogni modo, quello che mi premeva era parlare della filosfia per/dei bambini, un metodo di insegnamento molto diverso da quello a cui i docenti vengono invitati oggi ad insegnare ai bambini e ai ragazzi, fatto di domande da farsi e a cui rispondere insieme, più che di risposte preconfezionate da trovare su Gogle. Ma anche della responsabilità che gli adulti, - docenti e genitori prima di tutto, - devono prendersi di fronte alle domande esistenziali dei bambini, le cui risposte non possono essere rimandate a dopo, perchè altrimenti al nostro posto ci sono altri che rispondono, e lo fanno certo in modo meno disinteressato e comunque peggiore di noi. Ciò non vuol dire, tuttavia, che le risposte a queste loro domande esistenziali, dobbiamo rispondere in modo perentorio: c'è di bello, infatti, nei racconti e nella letteratura, anche quando si prende tutte le responsabilità che deve prendersi, che non sono e non devono mai essere sacre scritture. Così qui mi sono divertito a mettere in scena sulla pagina un io-Dio-padre-narrante che sbaglia a raccontare storie, che se le inventa, che le racconta insieme a chi lo sta ascoltando e leggendo.
 


  • Condividi:
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • Aggiungi a Technorati
  • OKNotizie
Esprimi il tuo commento