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Maltrattamento animali? Il Consorzio intervenga


All'indomani del reportage di Compassion World Farming e della replica dei Consorzi del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano su presunti maltrattamenti di animali in nove allevamenti (su un totale di 8.000) presenti nelle aree di produzione dei due formaggi, Confcooperative chiede nuove azioni all'Ente di tutela di via Kennedy.

 
"Il Consorzio del Parmigiano Reggiano - sottolinea la centrale cooperativa reggiana - deve valutare ed intraprendere qualunque tipo di azione nei confronti di chi ha realizzato e dato clamore a una ricerca insignificante nella casistica e, al tempo stesso, gravemente lesiva dell'immagine, del lavoro e degli interessi di migliaia di produttori". "Contemporaneamente - prosegue Confcooperative - deve mettere in atto verifiche dirette e chiedere con urgenza l'intervento delle autorità sanitarie per accertare la verità dei fatti; nonostante il numero più che esiguo dei casi di cui stiamo parlando, infatti, i produttori interessati debbono essere liberati da ogni ombra nel caso in cui si accerti il rispetto delle norme sanitarie vigenti e, in caso contrario, debbono essere immediatamente sanzionati". 
 
"Il benessere animale - sottolinea Confcooperative - è assolutamente la prima preoccupazione degli allevatori, e non è assicurato soltanto da un'alimentazione curata e assolutamente naturale, ma è anche il frutto di norme sanitarie il cui rispetto è costantemente verificato da autorità che si sono sempre dimostrate inflessibili". 
"Al di là di quello assicurato dal sistema normativo e dagli stessi allevatori  - spiega Confcooperative - esiste poi un controllo ampio e naturale per chi appartiene al sistema Parmigiano Reggiano, perchè nessun allevatore permetterebbe mai ad un collega di non curare adeguatamente gli animali allevati, non fosse altro perchè questa è la primaria fonte di reddito per migliaia di produttori agricoli e per centinaia di caseifici". 
"Con profondo rammarico - prosegue Confcooperative - prendiamo atto del risalto che si è voluto dare ad un'indagine che potrebbe sì aver evidenziato qualche criticità, ma non tale - per esiguità dei casi e per la possibilità di immediati interventi - da giustificare una denigratoria campagna internazionale". 


Ultimo aggiornamento: 30/11/17

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