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Mafia. Ayala a Correggio e a Cavriago


Sono passati venticinque anni dalla terribile estate che, con i due attentati di Punta Raisi e di via d'Amelio, segnò forse il momento più drammatico della lotta contro la mafia in Sicilia.



Giovanni Falcone e Paolo Borsellino restano due simboli, non solo dell'antimafia, ma anche di uno Stato italiano che, grazie a loro, seppe ritrovare una serietà e un'onestà senza compromessi. Ma per Giuseppe Ayala, che di entrambi fu grande amico, oltre che collega, i due magistrati siciliani sono anche il ricordo commosso di dieci anni di vita professionale e privata, e un rabbioso e mai sopito rimpianto. Ayala rappresentò in aula la pubblica accusa nel primo maxi-processo, sostenendo le tesi di Falcone e del pool antimafia di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti (tra cui Tommaso Buscetta), ottenendo una strepitosa serie di condanne che fecero epoca. E fu vicino ai due magistrati in prima linea quando, dopo questi primi, grandi successi, la reazione degli ambienti politico-mediatici vicini a Cosa Nostra, la diffidenza del Csm e l'indifferenza di molti iniziarono a danneggiarli, isolarli. Per la prima volta, Ayala racconta la sua verità, non solo su Falcone e Borsellino, che in queste pagine ci vengono restituiti alla loro appassionata e ironica umanità, ma anche su quegli anni, sulle vittorie e i fallimenti della lotta alla mafia, sui ritardi e le complicità dello Stato, sulle colpe e i silenzi di una Sicilia che, forse, non è molto cambiata da allora.

E martedì a Cavriago. Negli anni Ottanta, ha fatto parte per tutta la sua durata del pool antimafia della procura di Palermo. È stato deputato e senatore per quattro legislature e sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2000. E martedì, 17 ottobre, alle 21, Giuseppe Ayala, sarà ospite in Sala Civica a Cavriago. Ha infatti pubblicato il libro "Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino". Per l'occasione sarà intervistato dal giornalista Pieluigi Senatore. L'evento è a ingresso gratuito ed è a cura dell'Associazione Carmen Zanti e del Comune di Cavriago.
Di fatto durante l'incontro Giuseppe Ayala ripercorrerà i tragici fatti dell'estate del 1992, che portarono alla morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Due attentanti che furono un duro colpo per l'Italia e per la lotta alla mafia. E che per lui significarono la perdita di due colleghi oltre che cari amici.
Si ricorda che Ayala rappresentò in aula la pubblica accusa nel primo maxi-processo, sostenendo le tesi di Falcone e del pool antimafia di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti (tra cui Tommaso Buscetta), ottenendo una serie di condanne che fecero epoca. E fu in prima linea al fianco dei due magistrati quando, dopo questi primi, grandi successi, la reazione degli ambienti politico-mediatici vicini a Cosa Nostra, la diffidenza del Csm e l'indifferenza di molti iniziarono a danneggiarli, isolarli. Ayala in questo libro racconta la sua verità, non solo su Falcone e Borsellinoma anche su quegli anni, sulle vittorie e i fallimenti della lotta alla mafia, sui ritardi e le complicità dello Stato, sulle colpe e i silenzi.
Si precisa che l'associazione culturale Carmen Zanti è nata da pochi mesi a Cavriago con lo scopo di promuovere attività culturali, artistiche e ricreative nel territorio.
 
 
 


Ultimo aggiornamento: 16/10/17

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