Qualche mese fa alla Panizzi si è parlato dell'Inventario e della bibliografia di Corrado Costa (un lavoro bellissimo, fatto in questi anni da Maurizio Festanti e Antonella Mollo). Così a Cavriago ho pensato di leggere qualcosa di inedito di Corrado. Qualcosa per bambini. Grazie alla disponibilità della Panizzi e di Festanti, che mi ha fatto la fotocopia di questa “Bambina perduta nel Carnevale”. Data indicativa: 1954.E' uno di quei testi scritti dal giovane Corrado per il “Teatro dei ragazzi – Città di Reggio Emilia”. Li metteva poi in scena Loris Malaguzzi con i ragazzini delle scuole.
Veniamo a questo testo. Mi stupisce la sua modernità. Perché si insegna ai bambini che non tutto è comprabile. Non è comprabile la gioia che dà il Carnevale. Perché è fatta per essere condivisa. Non è mercificabile. Non può essere data a una sola persona perché altrimenti non funziona, non è gioia. La bambina/Pierrot dona allora il suo soldo – prima di luce, poi vero, poi di cioccolata: cambia sempre, questo soldo... - al vecchio che ne ha bisogno. Questo è il clou.
Non a caso nel finale, il vecchio – in cui si identifica l'io narrante dell'autore – ce lo spiega: “E voglio che tutti vedano come è bello questo momento. L'aria riprende le sue canzoni e le maschere riprendono le loro persone. I saltimbanchi, gli Arlecchini, e il bimbo che canta”. Insomma, quella che sembra una robetta per bambini, per di più datata, a me pare assolutamente interessante e moderna anche oggi. Non solo per quello che ci dice, ma per come ce le dice. P.S. Ringrazio di nuovo la Biblioteca Panizzi per l'indedito.
(G. C.)
* * *
La bambina perduta nel carnevale
di Corrado Costa
C'è una strada cittadina con le maschere in festa, grosse teste di carta, palloncini e nastri.
VOCE: Questo è il giorno di Carnevale, l'ultimo giorno di Carnevale. Prima di morire la festa si fa musica, riso, canto. E l'aria si fa stella di carta e coriandolo. La gente si fa pagliaccio, testa d'asino e Arlecchino. Vedete là i maghi della gioia che colorano i loro gesti prestigiosi e la vostra meraviglia con colombe bianche, con coniglietti neri e con mazzi di carte. Ci sono i saltimbanchi, in alto, che dividono il cielo con le loro corde luminose, tese sotto le capriole e le sorprese. Ci sono i piccoli pagliacci dai nasi rossi che fanno dei marciapiedi girotondi e balli. C'è lassù un uomo sui trampoli così alto e così goffo che fa ridere tutte le finestre e spaventa gli uccelli. Ma io vorrei che guardaste qua in basso, qui a sinistra, nell'angolo più piccolo della scena. Quel Pierrot quasi nascosto dagli Arlecchini che, inginocchiato per terra, ha raccolto un grosso soldone luminoso. Quel Pierrot è una bambina che per raccogliere quel grosso soldone si è perduta nel Carnevale.
CIARLATANO: Bambini dagli occhi grandi
palloncini che in aria dondolate i colori
signori dalle teste di cartone
maschere dal naso rosso, giallo e marrone
a questa mia mano guardate
che sotto il panno magico e incantato
tiene la cosa più bella e pregiata
che al mondo abbiate mai incontrata
la cosa più nuova e più strana
per il cuore dei bambini
io porta da una isola lontana
i paperini ballerini. (sospira)
TUTTI: Oh!
CIARLATANO Per due soldini da nienteper due soli soldini
potrà vedere ogni gente
il balletto dei paperi ballerini.
(fa la colletta, i paperini ballano)
BIMBA: Come siete belli paperini
con il vostro ciuffo bianco
che vi brilla tra gli occhi celestini!
Come vi vorrei avere per me
paperini contenti
che fate ridere la gente!
(porge il soldone d'oro)
PAPERINI: NO, bambina, non possiamo venire con te
a ballare sul tuo lettino
non possiamo ballare solo per te
e per gli altri bambini no
perché noi amiamo tutti i bambini,
bambina vestita da Pierrot.
VOCE: Così la bambina che voleva per sé il Carnevale e la gioia
cominciò a diventare un po' triste. (il Pierrot balla da solo)
CIARLATANO: Silenzio a tutti. Silenzio.
Tacciano le musiche nell'organetto
taccia sui palloncini il vento
nel mio sacco c'è un piccolo ragazzetto
che ha per cuore tre uccelli
che cantano tutte le ore:
uno è allegro, l'altro è più allegro
l'ultimo è più allegro ancora.
Allegro come le strade
che girano attorno al mondo.
Bambini correte qui vicino
a un grande girotondo.
BIMBO: Io canto sopra un albero
e guardo tutto attorno
ci sono tanti bambini
che occupano il mondo
E in mezzo a tanti bimbi
si accendono dei fiori
e fra fiori e bambini
si aprono i colori
per un arcobaleno
che avanzerà rotondo
su tutti quanti i bimbi
che occupano il mondo.
BIMBA: Voglio il bambino che canta
perché giochi con me. (alza il soldone)
VOCE: Il bambino è troppo grande
non può giocare con te.
BIMBA: Voglio il bambino che canta
che dia voce ai miei sogni.
VOCE: La sua voce è troppo grande
romperebbe i tuoi sogni.
BIMBA: Voglio i tre uccellini
che cantano nel suo cuore.
VOCE: I tre uccellini cantano per tutti
nella gabbia dell'amore.
I tre uccellini liberi
d'andare e di ritornare
d'andare e di ritornare
e di venire con te.
Cantano nel suo cuore
aperto a tutti i bambini
non possono cantare solo per te.
(Arlecchini e marionette entrano sospesi a lunghissimi fili d'argento. Ballano)
BIMBA: Come sei bello Arlecchino
raccontami come sei bello (porgendo il soldone)
Sui colori del vestitino
splende il tuo bianco cappello.
VOCE: Bimba
è muto l'Arlecchino
ballerino.
BIMBA: Siediti con me
raccontami come sei sottile
quando sospeso ai fili
balli nell'aria.
VOCE: Bimba
è muto l'Arlecchino
ballerino.
BIMBA: Perché non mi racconti
come brilla la strada
sotto i tuoi piedi
e come sui tuoi capelli
la luce si è pettinata?
VOCE: Bimba
è muto l'Arlecchino
ballerino.
(gli Arlecchini riprendono a ballare e il Pierrot balla con loro. Poi ritorna sola. Continua a ballare.)
VOCE: Così la bambina che aveva voluto comprare il Carnevale si trova sola con il suo soldone. Guarda i colori, le maschere, le stelle di carta, e si mette a piangere. Bambina non piangere, guarda come tutto diventa notte, perché il Carnevale diventa notte, si sciupa quando una bambina piange. Guardate. Vedete quelle ombre che si avanzano? Sono i lunghi spazzini della notte che vengono a cancellare i colori, la luce, il sorriso.UN VECCHIO: Perché piangi bambina
cos'hai che io non so
bimba dalle bolle rosse sul viso
vestita da Pierrot?
BIMBA: Piango perché è finito il Carnevale
signore
e io sono un Pierrot triste e solo
che non ha comperato la gioia
col suo soldone d'oro.
Sono volati via
i tre uccellini
della poesia
e i due cagnolini
del ballo
sono fuggiti e non so perché
c'erano i piccoli Arclecchini
e non hanno parlato con me.
SPAZZINI: Sciogli le ragnatele
delle stelle filanti.
Cancella la polvere fioca dei coriandoli
con la lunga scopa scintillante.
Disfa le lunghe maschere immote
che hanno l'ombra sugli occhi.
Raccogli le marionette vuote
getta i colori nella notte.
BIMBA: Fra poco io non sarò un Pierrot
e tu?
Sotto la maschera blu
i tuoi occhi sono celesti.
VECCHIO: Sono freddi.
BIMBA: Perché ti chini avanti con la barba
nervosa?
VECCHIO: Sono stanco.
BIMBA: Come sono belle le tue mani colorate!
VECCHIO: Sono gelate.
BIMBA: O nonnino fra poco
raccoglieranno anche me.
Tieni il mio soldone d'oro
comprati del fuoco. (ride e il vecchio ride)
SPAZZINI: Raccogliamo tutto il Carnevale
noi siamo la gente nera e maleducata.
Raccogliamo di tutto un po'
due maschere e un Pierrot.
Guardate, guardate, guardate.
(Il Carnevale si riaccende, le maschere si alzano, l'aria luminosa scuote i palloncini)
VECCHIO: Vedete, è stato proprio in questo momento che la bimba ha trovato la
sua gioia. E voglio che tutti vedano come è bello questo momento. L'aria riprende le sue canzoni e le maschere riprendono le loro persone. I saltimbanchi, gli Arlecchini, e il bimbo che canta.
E io, io che non sono che un vecchio che racconta favole, vi dico:
guardate quanta gioia e quanto bene si può fare con un soldo di cioccolata.









