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Lunedì 20.11.2017 ore 20.04
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Layla Yusuf

La Cina cresce in Europa


di Layla Yusuf

A novembre il produttore di smartphone cinese Xiaomi Inc. ha aperto in Spagna e si appresta ad attaccare il mercato dei cellulari europei. In linea con la nuova strategia del sistema industriale cinese, il primo modello di telefonino sarà il Mi_Mix2, modello di alto livello venduto a un prezzo di 500 euro. Top end. L'immagine della Cina come produttore di beni di bassa qualità sarà presto cosa del passato.




"È la prova che siamo molto seri: vogliamo essere una società globale, non solo una società cinese e non lavorare solo nei paesi in via di sviluppo", ha detto il capo del business globale di Xiaomi Wang Xiang alla Reuters prima del lancio: "Vogliamo espandere le nostre ambizioni in aree sviluppate come l'Europa occidentale, e questo è solo il primo passo".  

Xiaomi, che nel 2014 è stata per un breve periodo la startup più valutata al mondo, ha visto una frenata delle vendite nel 2016, tra un'estesa espansione internazionale e una forte concorrenza dei rivali locali Huawei, Vivo e Oppo. 

All'epoca si era ritirata da diversi mercati esteri tra cui Brasile e Indonesia, ma quest'anno ha lanciato e rilanciato le vendite in decine di paesi come appunto l'Indonesia ma anche il Vietnam, la Russia, gli Emirati Arabi Uniti e l'Ucraina.

"Siamo più concentrati ora, abbiamo anche più risorse", ha detto Wang, che ha aggiunto che la società ha imparato la lezione dei precedenti fallimenti e ora sta assumendo molto all'estero. Wang ha assunto il ruolo all'inizio di quest'anno, quando il dirigente di alto profilo Hugo Barra ha lasciato l'azienda per entrare nel team di sviluppo della realtà aumentata di Facebook.

A luglio Xiaomi si è assicurata un prestito da un miliardo di dollari per lanciare la propria campagna di espansione all'estero. 

Anche il livello delle vendite di Xiaomi è stato ripristinato quest'anno: ora ha superato Apple diventando il quarto produttore di smartphone in Cina per vendite, concentrandosi in particolare sui negozi offline secondo una ricerca di Canalys.

Xiaomi oggi ha una forte presenza in India, dove è seconda dietro Samsung per vendite di smartphone, e prevede di aprire mille negozi in tutto il mondo nei prossimi due anni. A metà dello scorso anno Xiaomi aveva venduto circa il 10% dei suoi smartphone al di fuori della Cina, secondo gli ultimi dati della stessa Canalys.


Ora Trump è stato in Cina a fare affari e l'Europa resta al palo. L'Italia non può continuare a guardare dalla finestra l'evoluzione del mercato cinese, deve avere una propria strategia industriale e accordi di scambi commerciali vantaggiosi nei confronti della Cina.


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11/11/17 h. 17.18
Gonzaga dice:

Concordo . Ottimo articolo.

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