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Giovedì 21.09.2017 ore 07.08
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Nicola Fangareggi

L'istinto e la ragione


di Nicola Fangareggi

Non entro nel merito della decisione del giudice Ghini. Da cittadino e da professionista, mi bastano le sommarie opinioni che su di lui circolano negli ambienti giudiziari: giudice serio e preparato, persona del tutto perbene.



Se leggo i titoli dei giornali, là dove egli viene rappresentato come una sorta di svogliato passante in polo rossa - dunque, secondo i principi fondamentali della meta-comunicazione, inadeguato a interpretare il delicato ruolo che gli è assegnato - vengo indotto a pensare che siamo in certa presenza di uno scandalo.

C'è una violenza sessuale, perpetrata per di più ai danni di un minore disabile: qualcosa di ripugnante al solo pensiero. E c'è un reo confesso. Cosa aspettiamo a sbatterne l'autore in fondo a una cella e a buttare per sempre la chiave?

* * *

Il processo istintivo di semplificazione del giudizio che alligna in ciascuna delle nostre coscienze, che deriva dallo stesso processo mentale secondo cui elaboriamo costanti giudizi sulla realtà che ci circonda, da una vicenda scabrosa di cui nulla di reale (ossia di verificato direttamente e personalmente) sappiamo, esige sentenze immediate.

Se invece concediamo a noi stessi il lusso della riflessione, allora ci chiediamo: siamo davvero noi stessi la persona più indicata a decidere? Ci sentiamo preparati a sostituire quel giudice abbigliato in forma incongrua? A scrivere le regole dei delitti e delle pene? A edificare carceri, a segregare delinquenti, a ripulire attraverso la nostra coscienza una società che ci appare tanto ingiusta e malata?

* * *

Ogni qual volta l'umanità ha preferito l'istinto alla ragione ha prodotto passi indietro nel proprio cammino evolutivo. Al contrario, la ragione ha realizzato nelle esperienze più felici della storia costruzioni gigantesche quali il diritto, la filosofia, le scienze e quant'altro consente a noi lontani eredi dei primati che scesero dagli alberi dell'Africa orientale di poter essere consapevoli di ciò che le categorie del pensiero definiscono e rielaborano costantemente in una visione positiva del futuro.

Da molti anni, in Europa, la pena di morte viene considerata un passaggio invalicabile per la nostra coscienza comune e per ogni ordinamento nazionale. Non sono sicuro che un referendum - peraltro inammissibile, sia chiaro - organizzato a ridosso di delitti particolarmente efferati ne confermerebbe lo spirito.

* * *

Il crescendo di sdegno che ha seguito la decisione del giudice Ghini appartiene a un'analoga spirale giustizialista, per quanto moderata e declinata in forma meno cruenta da giornali, da parlamentari e da sindaci (addirittura una trentina).

Alla base della reazione di costoro vi è l'istinto, non la ragione. Vi è l'individuazione di un Nemico nella cui veste archetipica, per solo apparente paradosso, non è più collocato l'autore del delitto, bensì il giudice esposto alla pubblica esecrazione, colui che non ha deliberatamente soddisfatto lo spirito di vendetta lì, sul posto.

* * *

Vi è persino chi si è spinto a organizzare un sit-in davanti al tribunale, in dichiarato apparente sostegno alla vittima del crimine subìto: circostanza mai avvenuta nemmeno in occasione di processi di mafia.

La rabbia che ci portiamo dentro, e che nei social spesso vigliaccamente alimentiamo, è il frutto della guerra interiore che ciascuno di noi vive perennemente tra istinto e razionalità. E che per essere almeno provvisoriamente soddisfatta ha bisogno di un Nemico da annientare.


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26/08/17 h. 13.55
@ fab dice:

bravo bravo bravo!!!! glielo hai detto sui denti con l'eleganza che ci voleva.
Ho appena letto un titolo "Pedofilo libero, solidarietà al giudice Ghini dal Csm: la PM Pantani si dissocia"
Bravissima, IO STO CON LA PM !

25/08/17 h. 16.39
fab dice:

fa chic andare controcorrente e difendere l'indifendibile ammantando tutto sotto una cappa di filosofia da Lidl.
ma smettila.

24/08/17 h. 22.15
arcangela dice:

non avevamo dubbi e adesso gli avvocato inizieranno a querelare usando il loro potere per zittire la gente

24/08/17 h. 20.39
hehehehe dice:

Colpo di scena: ora è il pedofilo a chiedere di essere messo agli arresti domiciliari.

23/08/17 h. 9.49
Proviamo a capirci dice:

Avere un approccio razionale significa una sola cosa: rimanere in tema e affrontare ciascuna questione nel merito.
In questo caso:
- È fuori discussione che un pedofilo vada punito o curato; punito e curato. Messo in condizione comunque di non nuocere e sanzionato duramente. Essendo noi in uno Stato di Diritto , ciò va fatto nel rispetto dei Codici. (Se poi prevarrà il diritto alla giustizia sommaria, rivedremo questa premessa)
- Considerata la premessa, può essere che un Giudice commetta errori procedurali o di interpretazione. Chi sbaglia, in qualunque situazione e professione, va sanzionato a sua volta.
- Chiunque può farsi una propria idea su una sentenza ed esprimere dubbi. Ma essendo il Diritto una materia estremamente complessa, spetta a chi ne ha le competenze valutare l?operato del Giudice. Così come possiamo avere dei dubbi che un medico abbia sbagliato un intervento. Ma se non siamo anche noi medici, non saremo in grado di valutare se l?errore ci sia stato e come. Infatti si chiedono perizie. Due perizie: una per parte.
- Un titolo e un articolo di giornale non potrà mai restituire con la necessaria precisione e complessità una procedura complessa.
In sintesi, razionalità significa l?opposto del buonismo e l?opposto del cattivismo
Significa fare lo sforzo di tenere a freno la panza e usare la testa per colpire dove e come necessario, duramente quanto serve, evitando di tornare là da dove veniamo: le inquisizioni di ogni tipo, colore, odore. Certo. E? faticoso. Non va di moda usare la testa. Mentre la panza deborda in ogni dove.

23/08/17 h. 0.23
Valterio Ferrari dice:

Grazie Direttore!
Il suo articolo è una boccata di ossigeno mentre tutt'attorno l'aria è sempre più irrespirabile.

22/08/17 h. 22.52
Povero Ghini dice:

E' certamente vero che il trattamento riservato da taluni commentatori del web al giudice Ghini è semplicemente inaccettabile e penalmente perseguibile.

Del resto, non è colpa sua. Accade, talvolta, di trovarsi personalmente avvinghiati in una piega della storia. Bisogna tenersi forte e andare avanti.

Se la sua scelta sia giuridicamente fondata o carente sul piano motivazionale, in particolare nelle valutazioni relative alla possibilità della reiterazione del reato e dunque troppo blanda nel dispositivo, lo si stabilirà nelle sedi opportune.

Certo è che si è oggi in un grave momento di caos per quanto attiene il rapporto della società con l'infanzia. L'esplosione della pedopornografia - una dei nei di Internet, ultima grande rivoluzione del pianeta - il dilagare della violenza nelle famiglie a fronte del disgregarsi di stabilità e di certezze - com'erano i nostri genitori? come siamo noi? - meriterebbero riflessioni ben più ampie.

Fatto sta che in tutto questo stanno bambini sempre più fragili, insicuri e a rischio. Sono numerose le indagini in questo senso. Abbiamo creato una società opulenta e deresponsabilizzata, dove i più piccoli sono spesso al margine delle progettualità collettive.

La storia del diritto in pillole - certamente graziosa - fatta dal direttore difetta di alcune valutazioni storiche. La ricostruzione di un percorso rettilineo, che allontana dalla pianta, non è corretta. Il diritto non esiste in astratto come non esiste la verità assoluta. E' partorito con fatica da una serie di dubbi su cui periodicamente l'umanità si interroga: per ora, la strada migliore pare sia farlo con metodo democratico, attraverso le assemblee elettive. Ma i cambi di direzione sono spesso repentini e a volte fortunati.

"Nemmeno l'autorità d'interpetrare le leggi penali può risedere presso i giudici criminali per la stessa ragione che non sono legislatori. I giudici non hanno ricevuto le leggi dagli antichi nostri padri come una tradizione domestica ed un testamento che non lasciasse ai posteri che la cura d'ubbidire, ma le ricevono dalla vivente società, o dal sovrano rappresentatore di essa, come legittimo depositario dell'attuale risultato della volontà di tutti; le ricevono non come obbligazioni d'un antico giuramento, nullo, perché legava volontà non esistenti, iniquo, perché riduceva gli uomini dallo stato di società allo stato di mandra, ma come effetti di un tacito o espresso giuramento, che le volontà riunite dei viventi sudditi hanno fatto al sovrano, come vincoli necessari per frenare e reggere l'intestino fermento degl'interessi particolari. Quest'è la fisica e reale autorità delle leggi".

22/08/17 h. 22.01
rosanna carpi dice:

E' un articolo molto bello e spero che lo leggano in tanti. Magari ...prima di andare a contestare davanti al tribunale... Rosanna Carpi

22/08/17 h. 20.48
Daniele dice:

Finalmente un po' di equilibrio e di ragionamento dopo il massacro selvaggio e consapevolmente volontario e disumano di una persona che si assume giornalmente grandi responsabilità e tutto questo ammettendo di non conoscere le motivazioni del rilascio... O tempora, o mores!!

22/08/17 h. 17.29
I Bambini Fanno Oh dice:

Quando i bambini fanno oh

c'è un topolino

mentre i bambini fanno oh

c'è un cagnolino

se c'è una cosa che ora sò

ma che mai più io rivedrò

è un lupo nero che da un bacino

a un agnellino

Tutti i bambini fanno oh

dammi la mano perché mi lasci solo

sai che da soli non si può

senza qualcuno, nessuno può diventare un uomo

per una bambola o un robot bot bot

magari litigano un po'

ma col ditino ad alta voce

almeno loro, eh, fanno la pace

così ogni cosa nuova è una sorpresa

proprio quando piove

i bambini fanno oh guarda la pioggia



Quando i bambini fanno oh

che meraviglia, che meraviglia

ma che scemo vedi però però

e mi vergogno un po'

perché non sò più fare oooooooh

e fare tutto come mi piglia

perché i bambini non hanno peli

ne sulla pancia, ne sulla lingua



I bambini sono molto indiscreti, ma hanno tanti segreti

come i poeti

i bambini volan la fantasia e anche qualche bugia

o mamma mia, bada

ma ogni cosa è chiara e trasparente

che quando un grande piange

i bambini fanno oh

ti sei fatto la bua è colpa tua


Quando i bambini fanno oh

che meraviglia, che meraviglia

ma che scemo vedi però però

e mi vergogno un po'

perché non sò più fare oh

non sò più andare sull'altalena

di un fil di lana non sò più fare una collana

lalalalalalala



Fin che i cretini fanno

Fin che i cretini fanno

Fin che i cretini fanno BOH

tutto resta uguale

Ma se i bambini fanno ohh

basta la vocale

io mi vergogno un po'

invece i grandi fanno NO

io chiedo asilo, io chiedo asilo

come i leoni io voglio andare a gattoni.



E ognuno è perfetto

uguale il colore

evviva i pazzi che hanno capito cos'é l'amore

è tutto un fumetto di strane parole

che io non ho letto

voglio tornare a fare oh

voglio tornare a fare oh

perché i bambini non hanno peli

ne sulla pancia ne sulla lingua.

22/08/17 h. 13.17
Luca dice:

Tutto molto carino, non fosse per un piccolo particolare: il giudice ha deciso che il pedofilo era meritevole della libertà in virtù del suo comportamento dopo il reato, valutato come coerente, forte, sincero e quant'altro. Sarebbe bastata una telefonata a qualsiasi operatore sanitario per farsi spiegare che questo non è possibile nel caso di simili devianze, trattandosi di comportamenti falsi e pretestuosi. A meno che non si voglia pensare che il pachistano fosse del tutto sano, ed in tal caso i colpevole di un delitto atroce, conscio di ciò che stava facendo, sarebbe stato rimesso in libertà perchè ha chiesto scusa. Se vogliamo fare i liberali puntando il dito contro i forcaioli e dicendo che non si può giudicare un libro dalla copertina va bene, ma non facciamo un favore a nessuno. Se vogliamo cominciare a limitare l'arroganza e la supponenza di chi gioca con le vite degli altr forse sarebbe meglio essere più concreti.

22/08/17 h. 12.55
Ivan Arleoni dice:

Dotta disquisizione atta a stabilire l'equazione istinto=colpevolismo e per converso ragione=innocentismo. Ci mancava solo di scomodare Goya col suo " Il Sonno della Ragione Genera Mostri " per corroborare la tesi che il giustizialismo é peccato. Ne deduco che se solo ti prendi la briga di ragionare non puoi che condividere le parole del " Giudice dalla maglietta rossa".
A parte che neanche in un processo da Boy scout il giudice si presenterebbe cosí combinato (non ho notato se aveva anche le infradito) , direi che la vera perla é " è un pedofilo ma si è comportato bene ". E qui non dico, per decenza, cosa mi suggerirebbe l'istinto . Dirò invece cosa mi suggerisce la ragione . Ed è una domanda . Ma voi "razionalisti" trovate sempre un buon motivo perché Caino la faccia franca e Abele invece la prenda sempre ( é il caso di dirlo ) in quel posto? Sono stato troppo grossolano ? Perdonate , sono un istintivo e gl'istintivi, si sa, non vanno troppo per il sottile.

22/08/17 h. 12.51
Von Masoch dice:

Meno male che in questo caso non si è ricorso al solito intervento repressivo! Apprezzo il tentativo di instaurare con il diversamente eterosessuale un percorso di dialogo, che servirà anche a favorirne l'integrazione nella nostra società.

22/08/17 h. 11.33
Adolf dice:

Auguro all'estensore di quest'articolo che il pakistano vada a fargli visita.
Magari in bagno, mentre fa pipì.
Poi quando sente male decida lui se è colpa dell'istinto irrazionale o della ragione.

22/08/17 h. 9.59
Gianni Marconi dice:

Mi limito a rilevare che la reazione "giustizialista" non è misurabile nell'opinione pubblica ma solo presumibile, mentre è molto evidente la canea orchestrata da giornali, sindaci e altri politici.
In questo caso, più che di conflitto fra "istinto e ragione" si tratta di "calcolo strumentale e ragione".
E' certamente vero che l'opinione pubblica non può capire la sentenza del giudice (anche perché non è tecnicamente attrezzata per farlo) e ne rimane stordita, ma sono proprio i mediatori sociali, giornali e politica, quelli che soffiano sul fuoco per trarne profitto.
Da parte mia, mentre sospendo ogni giudizio sulla vicenda giudiziaria, maturo invece un forte rincrescimento per la meschinità di alcune figure che sono da tempo chiaramente inopportune ma continuano a fare pubblico sfoggio dello straccio delle vesti.

22/08/17 h. 9.40
Vainer dice:

Misono trovato per caso in un bar ieri mattina e ho sentito 2 avvocati commentare questo fatto:l'articolo 274,dicevano,di procedura penale,parla delle motivazioni per l'applicazione di misure cautelari,considerando che l'imputato era gia recidivo quindi una circostanza agravante doveva essere arrestato......se lo dicono loro!!

22/08/17 h. 8.42
Gilberto Gasparini dice:

Bravo e coraggioso

22/08/17 h. 7.04
Di converso dice:

Quindi se state dicendo che il giudice ha fatto bene, intendete dire alla PM che sbaglia a ricorrere contro questa decisione???

21/08/17 h. 22.31
Francesco dice:

Completamente d'accordo. Complimenti direttore.

21/08/17 h. 22.30
Mario Guidetti dice:

ineccepibile

21/08/17 h. 21.52
Reggiano dice:

Bravo. Stavolta mi sei proprio piaciuto.Dobbiamo tirare una linea Maginot contro il dominio dell'irrazionale. Se no perderemo tutti. Persino e forse di più quando saremmo i primi ad erigere le forche. Un pedofilo è il peggio che possiamo pensare . Persone che vanno pesantemente punite o curate, a seconda de casi. Peggio del pedofilo c'è soltanto la giustizia sommaria nazista . Quella che può colpire chiunque, ovunque, sempre.Dalla quale nessuno è al sicuro: neonato o vecchio che sia.

21/08/17 h. 21.52
Annalisa dice:

Bravo.

21/08/17 h. 21.46
effettivamente però dice:

Mi si permetta infine una caustica battuta:
Tutto sto casino e tuonar di trombe solo adesso... è perchè è un pakistano?

21/08/17 h. 21.27
effettivamente però dice:

Per la precisione, le ricordo (anche se a mia memoria) che l'unica manifestazione davanti al tribunale di RE fu a FAVORE DI UN PEDOFILO, con tanto di bambini, palloncini, farfalline e applausi, circa 10 anni fa. Pedofilo condannato definitivamente in cassazione a per il quale non si sono ancora aperte le porte della galera in quanto fra ricorsi ed appelli cavilli avvocati e scartoffie sono ancora lì col bussolotto ad aspettare di conteggiare gli anni e i mesi (eravamo rimasti a 7 (dicasi SETTE) e rotti.
Manifestazione che si tenne a completo spregio di nove bambine vittime di abusi.
NESSUN SINDACO (e non solo) alzò la voce, neanche per dir loro di stare almeno zitti, nel rispetto di tante bambine sofferenti.
Bambine UMILIATE.
Bambine "ai domiciliari" per anni.
Anche quel condannato in via definitiva se ne sta ANCORA A PIEDE LIBERO, a spregio di quelle bambine e delle bambine di tutti voi.
Sarà per voi una regola tribale, ma quando si fa il male si deve essere puniti e la pena deve essere proporzionata al reato. Deve essere certa e, quando si tratta di minori comminata in tempi decenti.
Riguardo all'istinto credo che quello primario di una società evoluta sia quello di proteggere in tutti i modi migliori i propri figli dai pericoli e dagli orchi, perchè una volta invecchiati noi, la società saranno loro, ma noi li avremo cresciuti ed educati con le nostre regole.
Non andrò a manifestare davanti al tribunale, NON è lì che si deve andare, tantomeno in camicia, perchè non è l'abito che fa il monaco, poi, personalmente manco in chiesa vado in maglietta casual ed anche il mio occhio avrebbe preferito una toga. Mi interessa però la sostanza, mi interessa che si spieghi come un reo confesso di cotanto abuso possa girare libero con la sicurezza che non possa reiterare il reato.
Con la certezza di non dover tenere i bambini ai domiciliari.
Che lo si spieghi spiano spiano e che non ci si trinceri dietro ad un "non avete letto le carte...ignoranti in materia!"

21/08/17 h. 21.09
Marco Scarpati dice:

Bravo!

21/08/17 h. 19.54
er monnezza dice:

Condivido.

21/08/17 h. 19.31
Catia dice:

Bravo Fangareggi! Condivido anche le virgole... ( ed era da un po' che non capitava )

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