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Giovedì 23.05.2013 ore 23.25
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Giuseppe Caliceti

L'informazione fa male


di Giuseppe Caliceti

24. Tempo variabile, aria di primavera. Voglia di Kinotto.



23. Ti viene voglia di spegnere la tv. Di staccarti da internet. Il parco delle Caprette torna ad essere la vera piazza della Vittoria della città. La pista ciclabile la vera via Emilia di Reggio Emilia. Ti passa la voglia di tenerti sintonizzato con quella che chiamano la realtà. Non hai voglia di essere informato.

22. (Oggi è stata gran calura / nella mia gola c'era arsura / mi sembrava di impazzire / c'era un'afa da morire / nella notte l'ho sognato / nella gola l'ho gustato / ma costava un puttanaio / quel chinotto dal lattaio)



21. Ti informano addirittura che Freak Antoni, leader maximo degli Skiantos, è cacciato o se ne va dagli Skiantos perchè vuole diventare più commerciale... Fate voi.

20.



19. Cosa è poi l'informazione, oggi? Quali moduli narrativi applica alla cosiddetta opinione pubblica? Insomma, di che si parla? E come se ne parla?

18. (Un chinotto ogni due ore / è un gran viaggio da signore / Un chinotto ogni due ore / fa passare il malumore)

17. E' sempre la stessa cosa. Giornali e media ti dicono sempre la stessa cosa: “Stai attento! Potrebbe andar peggio! Fai attenzione! Corri ai ripari! La vita è uno schifo! L'essere umano è uno schifo! Al lupo! Al lupo!”. Insomma, la strategia della paura va sempre fortissimo. Ogni tanto l'informazione si innamora di nuove parole, le mette in circolo. Spread, per esempio. Ammesso che si scriva così. Non sappiamo nemmeno come si scrivano certe parole. Non importa. L'importante che ci entrino nelle orecchie. Nuove tossine che entrano nel sangue, nella mente. Droga.



15. Avete notato anche voi? Se solo, come in Francia, destra e centrodestra rischiano di non vincere un'elezione, subito le borse vanno giù. Insomma, è chiaro che le borse, i mercati, quella gente lì, quella roba lì, non ama sinistra né centrosinistra. Cazzi amari per il Pd e compagnia bella. O cambia politica, o cambia ancora le sue idee alla gente.

14. (Il chinotto è la mia droga / io lo bevo senza posa / quando sono un po' depresso / mi riaggiusta con me stesso / Un chinotto ogni due ore / è un gran viaggio da signore)

13.



12. Abito a Canali. Vado a insegnare alla scuola elementare di Calerno. L'unica radio che ascolto è Radio 3. Alla mattina, mentre vado a scuola, ascolto da anni Prima pagina. La lettura dei giornali da parte di un giornalista. Poi ci sono le domande dei radioascoltatori. Ho sempre pensato che fosse una grande trasmissione. Lo è. Ma ultimamente mi mette tristezza. Soprattutto nella seconda parte, quando arrivano le telefonate dei radioascoltatori, le domande.

Ti capita di sentire pensionati settantanni che telefonano da Ischia in una giornata di sole per parlare di spread, di Berlusconi. Insomma, siamo sicuri che l'informazione faccia bene? Ma perchè non guardano il cielo? Perchè 'sti pensionati non si prendono il sole? Fino a qualche decennio fa si compravano meno giornali, i media erano meno invasivi. E la gente stava bene ugualmente. Erano tutti meno informati? Può darsi. Io dico di no.



11. E comunque, anche se fosse, il punto è un altro: cosa ci serve oggi essere più informati? O avere la presunzione di esserlo? A volte mi sembra che essere più informati voglia dire, semplicemente, essere più condizionati. Chi lo dice che più informazione fa bene alla salute? O alla società? A volte mi sembra che più c'è informazione, più manca pensiero, riflessione, idea. Cosa è 'sta informazione quotidiana? Questa poltiglia di news che ci viene proprinata calda ogni giorno? La realtà? La verità? Ma chi ci crede più?

Almeno la favola dell'informazione che ci viene raccontata quotidianamente fosse divertente, salutare. Non dico vera, che tutti sappiamo quanto è pilotata, quanto è falsa, quanto è intercambiabile a seconda di chi te la racconta, di chi è al potere, di chi sono i giornalisti leccaculo di turno, ma almeno, ripeto, salutare. Ci facesse bene alla salute, insomma. Invece no. Non fa bene alla salute. Ed è, sempre, un modo per mettertela comunque nel culo. E neppure nel modo più indolore.

10.



9. Prendiamo questo 25 aprile, per esempio. I Partigiani Urbani, che fanno costante controinformazione, nel loro ultimo bollettino ci ricordano come, “dopo che Berlusconi gli ha ridato dignità, al 25 aprile, la prematura dipartita dello stesso sta diventando l’alibi per dichiarare l’antifascismo vintage e comunque debole come motivazione di una festa, quindi bisognoso di essere sostenuto da un tema nobile e possibilmente innocuo come la legalità. Legalità è il nuovo mantra/tormentone che sta sostituendo il bene comune: non passa settimana senza che gli si dedichi un convegno, questo per legalizzare la classe dirigente mafiosa e vischiosa da cui non riusciamo a liberarci, come la peggiore delle dipendenze".



"Intanto riesce anche il colpaccio di non parlare più di antifascismo, tema delicato e disturbante per il sindaco Delrio, la cui salute politica deve evitare qualunque imbarazzo. Ecco allora, a Casa Cervi, un’accozzaglia di “rappresentanti istituzionali”, smaniosi di avere il permesso di soggiorno nel “paese legale”. Mancherà, per impegni istituzionali, solo Anna Maria Cancellieri, ministro degli Interni, la scandalosa casa romana di De Gennaro, promosso dopo che ha ritinteggiato di rosso gli interni della Diaz”. Come al solito esagerati, i Partigiani Urbani. Si dimenticano che la prossima edizione di Fotografia Europea ai blocchi di partenza è dedicata proprio al bene comune.

8.



7. (Il chinotto è molto bello / sale dritto nel cervello / col suo gusto effervescente / fa leggera la tua mente / Il chinotto è come un mantra / ti disseta e ti rinfranca / se lo bevi senza sosta / alla tua vita avrai risposta)

6. Il 25 aprile ero a Reggio in piazza della Vittoria. Ho apprezzato la retorica sobria e incisiva di Delrio. Più problematica la retorica femminista della Masini.

5. Continuano, incazzatissimi, i Partigiani Urbani di oggi: “Il sindaco Delrio ha detto che la dittatura da combattere oggi è la mafia, ormai in città gli amministratori pentiti parlano ossessivamente di antimafia, ma solo per costruirsi un alibi senza bisogno di diventare collaboratori di giustizia. Intanto a Roma gli studenti squadristi di Forza Nuova hanno interrotto, in un liceo, un’assemblea dedicata alla liberazione: volevano il contraddittorio e hanno chiesto al partigiano Mario Bottazzi, di 84 anni, il motivo dell’uccisione del seminarista Rolando Rivi a Reggio Emilia. Lo stesso giorno a Reggio Emilia si lamentava la mancata beatificazione di Rolando Rivi, ucciso dai partigiani, martire della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla, che, vergogna, non vanta nessun beato!”.

4.



3. Che dire? Che a pensare al Primo Maggio viene paura.

2. Ma ricordiamo anche, come ci ricordano sempre i Partigiani Urbani di Lorenza Franzoni, che “il questore ha convocato il Nopacchettosicurezza per lamentarsi dei Partigiani Urbani che, in piazza e al microfono, lo hanno indicato come il cattivo che blocca la legalizzazione dei migranti della sanatoria truffa. Ha descritto se stesso come un burocrate che applica le leggi, quindi si è dato da solo dell’irresponsabile e dunque si è assolto: non vuole che si parli male di lui e lo ha detto con tono perentorio".

"I Partigiani sono stati esclusi dall’incontro, per evitare tafferugli verbali, ma il poverino casca male: anche noi siamo uomini di legge e sappiamo che il mandato della polizia non è la repressione ma il soccorso ai deboli e la difesa della decantata legalità che lui nega ai migranti, non in nome dei diritti universali dell’umanità o del popolo italiano ma in nome di un governo razzista e xenofobo che è decaduto perché non più tollerato dal resto del mondo. Il questore Savi (nomen omen) ha anche precisato che, a parte il Nopacchettosicurezza, ai politici cittadini non frega niente dei migranti, quindi perché dovrebbe occuparsene lui? Insomma, un eroe!”.

1. Vabbè, Partigiani Urbani di oggi a parte, che aggiungere? Che il film di Woody su Roma è una cagata, anche se fa sempre bene osservare Roma da Reggio Emilia e al botteghino del cinema dei Cappuccini c'era una fila biblica sia nella prima che nella seconda proiezione? Che tante persone mi hanno detto che Diaz è un capolavoro ma poi, noi, si sa, nell'unica serata libera mensile si va a vedere Woody perchè Diaz hanno detto anche a me che è un capolavoro ma poi, ti dice la tua compagna di cinema, esci col magone e allora meglio una cazzata veloce, una sveltina e via?

Che su Prima Pagina, il nuovo quotidiano di Reggio, al bar, leggi titoli esilaranti e alla radio c'è una pubblicità che parla di pane quotidiano e informazione quotidiana? Che siamo arrivati a 147 figurine dell'album dei Cucciolotti e abbiamo siuperato il centinaio di figurine dell'album Wwf degli animali della Coop? Che allora il Conad si è dato all'album dei Puffi? Che il Sigma si è dato alle canzoni così fai la spesa cantando?

Che la favola informativa di 'sti anni ti annoia? Che quasi hai voglia che ritorni una Coppa dei Campioni con una squadra italiana in finale o una guerra in Kossovo o in Pakistan o in Arabia Saudita perché la narrazione quotidiana diventi pateticamente più epica? Che hai provato a non seguire la favola quotidiana informativa - sia locale, sia nazionale, sia internazionale - per un paio di giorni e non ti senti assolutamente in colpa? Anzi, hai la sensazione di sentirti molto meglio di prima?

0.



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07/05/12 h. 16.20
@canova dice:

leggi meno baricco.

30/04/12 h. 9.07
giorgio dice:

Grazie.

30/04/12 h. 8.57
Andrea Canova dice:

Bravo Giorgio.

28/04/12 h. 9.51
giorgio dice:

No, Caro Canova, mi verrebbe voglia di dirle che le sue ( poco) fantasiose ed ancor meno divertenti esemplificazioni non sono in tema, ma preferisco astenermi..come può notare.
Ha già dato prova di poca predisposizione alla speculazione e il fatto che non riesca a percepire neppure alla lontana il nesso fra le puntualizzazioni di Scarpati e il mio commento, fanno presagire che difficilmente ulteriori chiarimenti la possano aiutare in questo semplice percorso sulla superficialità della profondità, concetto che le sarà oscuro suppongo.
Gli esempi esposti da Scarpati ci portano nel campo dei valori, e giustamente fa notare come la scala dei valori sia in realtà priva di valore intrinseco e il mio commento rafforza semplicemente ciò che egli dice "lo schema assiologico è un prodotto della mente e la mente è soggetta alle passioni" forse l'eccesso evocativo la mette a disagio, ma questa è la semplice traduzione, confidando che il linguaggio diretto e lineare la faccia sorridere.
Che lei non possa vedere quanto vera sia una simile affermazione non credo sia affar mio.
Ad esempio nessuno si sognerebbe di ritenere il cannibalismo " etico" o "morale" e anche tralasciando la sottolineatura della "lieve " parentela che i due termini hanno in comune, le ricordo il fatto dei sopravvissuti al disastro del '72 sulle Ande che decisero come prioritario il principio della sopravvivenza decretando loro malgrado la deroga al cannibalismo e nutrendosi dei loro compagni morti ci offrirono questo ulteriore interrogativo sui " principi inalienabili " sull'etica con la E maiuscola, venendocelo a raccontare .." da vivi".
Per quanto raccapricciante, sono domande che chiunque dovrebbe farsi ed è l'argomento del commento precedente il mio, come ci si dovrebbe chiedere perché nessuno si stupisce delle atrocità consumate in nome della religione, nessuna esclusa, ricorda forse ( ma ne dubito) il caso di Asia Bibi, condannata a morte per blasfemia; vede in quei luoghi uccidere un blasfemo o un apostata è un puro e grande onore di cui fregiarsi pubblicamente, parimenti lo è l'oltraggio alla dignità a cui sono sottomessse centinaia di migliaia di donne considerate alla stregua di armenti, è considerato un imperativo morale .. mentre per noi occidentali una ignominia..tutte cose che Scarpati conosce benissimo, come me del resto.
In sostanza.. voglio credere che il suo commento sia il frutto di frettolosa lettura e se non mi capisce, peccato, non giocherò alla costruzione dei "mondi impossibili" fatti di nutrie e gambe inutilmente intersecantesi in improbabili acrobazie, peraltro poco divertenti.
Un caro saluto.

27/04/12 h. 11.24
Andrea Canova dice:

No, scusi, Giorgio, ma mi sa tanto che il suo è puro e semplice incartamento, tipo un auto nodo alle braccia.
Tipo un calciatore che tenta una rovesciata ma si ficca la gamba sinistra dentro la maglietta e quella destra su per il naso e il braccio destro dentro le braghe corte e quello sinistro al posto della cintura.
una cosa così.

27/04/12 h. 10.32
Uno dei Partigiani Urbani dice:

Ci teniamo a specificare che i Partigiani Urbani non sono una ditta individuale di Lorenza Franzoni.
Lorenza è solo un po' meno ricattabile di altri (anche le è insegnante statale di ruolo e non dipende dagli umori degli amministratori locali), ed ha il coraggio di esporsi anche a rischio di veder cancellati bellissimi progetti che curava per il comune di Reggio.

26/04/12 h. 22.40
davide z dice:

ciao giuseppe, per conciliare umore e informazione ti consiglio l'irrinuciabile "stampa e regime" su radio radicale. ma solo quando c'è massimo bordin, quel grande!

26/04/12 h. 17.16
gc dice:

oè, mi sa che qui si sta volando troppo alti.... scendere, scendere, per piacere, che poi vi danno degli intellettuali... limitiamoci ai kinotti..... scherzo...

26/04/12 h. 12.34
giorgio dice:

Già, come si fonda la dimensione del diritto e cosa dà valore ad esso?
Lo schema assiologico definisce ma non risolve essendo formulato dall'uomo stesso e finché l'irrazionalità ed il dogmatismo terranno come tenaglie ineludibili il cervello dell'uomo, si vedrà, come testimoniato da Locke in poi, che è il pensiero della massa e la stupidità a governare.
"La massa ha scarsissima capacità di giudizio e assai poca memoria."
Sebbene discutibile, questo aforisma di Schopenauer conserva attualità.
Se relativizziamo, qualsiasi nefandezza trova giustificazione, giustappunto un limite epistemologico.
E' anche il discorso sull'etica di Gadamer.

26/04/12 h. 11.56
marco scarpati dice:

Caro Giuseppe
in effetti mi fa davvero piacere leggere che riprendi il nuovo mantra popolare che è passato come "principio di legalità".
Messo così, alla bruta, sembra una cosa sempre buona, ma la legalità è, al contempo, la conservazione dell'esistente. Per intenderci: durante il fascismo, dopo il 1938, era legale che gli ebrei non avessero diritti... In Germania era legale che gli Ebrei andassero nei campi di concentramento.
Se uno doveva rispettare il principio di legalità doveva osservare con forza e fiducia tale legge.
I giudici che condannano a morte in Iran gli omosessuali di sedici anni rispettano il principio di legalità: in quel paese un governo votato dalla maggioranza ha stabilito che tale condotta è reato gravissimo da punisri con la morte per impiccagione.
I soldati che sparano contro la folla eseguendo un ordine del loro generale che rispetta le leggi del suo paese e la forza gerarchica delle consegne, rispettano con forza il principio di legalità...
E potremmo continuare con altri esempi che ci fanno rabbrividire.
Allora prima di costruirsi un mantra (che di norma è in una lingua per iniziati, sconosciuta ai più) sarebbe bene riflettere.
Riflettere... parola davvero incomprensibile ai nostri tempi

26/04/12 h. 10.20
Andrea Canova dice:

Bellissima.
Cioè, che cosa vuol dire bellissima?
Che riflette.
Come direbbe quel pezzente di un filosofo marxista che non collezionava figurine - Gyorgy Luckas - rispecchia.

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