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Venerdì 15.12.2017 ore 05.25
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NF

L'amore per Reggio


di NF

L’ordinanza anti-alcolici firmata dal sindaco Vecchi in occasione della festa del patrono è un’inevitabile ancorché provvisoria misura a tutela della civile convivenza a Reggio Emilia: problema avvertito in vasta parte del centro storico, ma non solo. 
 
Sul tema della mancata sicurezza quotidiana si è raccolto come mai in passato un grumo civico-politico non privo di oggettive ragioni, sebbene in larga parte strumentalizzato a livello politico, destinato certamente a sfociare in liste e neo-partiti alle prossime elezioni amministrative (giugno 2019).
 
E’ facile guadagnare consensi giocando sulla paura e sulla nostalgia. Paura di una città e di un mondo che non si riconoscono più, anche perché si diventa più anziani e di conseguenza più fragili, ma anche perché mutano le condizioni ambientali dei quartieri che per una vita siamo stati abituati a frequentare serenamente. Nostalgia dei tempi in cui i nonni non dovevano neppure preoccuparsi di chiudere casa con le chiavi, tanto assente era la criminalità di ogni tipo e la fiducia garantita da un diffuso senso di comunità e di reciproca fiducia.
Nonostante una crescita disordinata e per certi aspetti troppo rapida (il numero degli abitanti, il numero degli immigrati, l’enorme cementificazione del forese, le infiltrazioni della malavita organizzata) Reggio resta una città aperta e dinamica, ricca di offerte di socialità e di cultura, fortemente portata all’accoglienza e all’incontro: una città, perdonerete l’espressione gergale, che “non se la tira”. 
 
Tuttavia oggi scontiamo le conseguenze di quella fulminea accelerazione avvenuta sul finire del secolo scorso. Siamo drammaticamente indietro nel trasporto pubblico, e questo genera problemi alla viabilità che in città ben più vasta nemmeno si sognano. Abbiamo un eccezionale tasso di immigrazione (il 18% dei residenti a Reggio Emilia è straniero), il quale, in sé, sarebbe potenzialmente la nostra fortuna se riuscissimo a farne cittadini di serie A, lavoratori, contribuenti, professionisti, imprenditori eccetera eccetera.
E’ accaduto a ciascuno di noi. Quando passiamo tra il lato est del Teatro Municipale e l’angolo della facciata dei Musei, all’imbocco della storia via Secchi, proviamo disagio nell’osservare le decine e decine di persone disagiate, in condizioni critiche già nelle ore del mattino. E ci preoccupa, a maggior ragione, essere consapevoli del fatto che a ridosso dei Giardini pubblici gravitano due frequentatissimi istituti superiori, il Chierici e lo Scaruffi, con migliaia di ragazzi che vi gravitano ogni giorno.
 
Sono problemi di tutte le città, è vero. Ma Reggio Emilia, che dell’accoglienza positiva ha fatto una propria ragione di orgoglio civico, deve sapere distinguere e intervenire laddove è necessario. Non si tratta di sola politica. La questione riguarda personalmente il prefetto, il nuovo questore, i vertici dei carabinieri, la procura, il tribunale, e naturalmente il municipio. Oltre ai parlamentari, i quali – sull’inadeguatezza numerica delle forze dell’ordine nel Reggiano – in questa legislatura hanno fatto pochino. Si muovano tutti, e tutti insieme. Nessuno è in attesa di sgradevoli sorprese e tutti amiamo questa città. Soprattutto, la ama chi ci è nato e cresciuto. 
 


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25/11/17 h. 9.09
Caro Direttore... dice:

...sembra una visone un tantino edulcorata la sua o forse dipende dal suo punto di osservazione...la realtà è ben diversa!

24/11/17 h. 15.53
adolf dice:

Accoglienza positiva? Orgoglio civico? Ma lei sta guardando un film di Totò?

23/11/17 h. 10.44
Anziani, fragili e nostalgici dice:

Sarà mica una colpa???

22/11/17 h. 20.30
Luca Tadolini dice:

"UN GRUMO CIVICO POLITICO" così caro Fangareggi definisci i Comitati di quartiere dei Reggiani: ma quanto ROSICHI? O ti fai relatore di quanto ROSICANO in Giunta e Apparato?

22/11/17 h. 19.55
Prospero dice:

Esatto , la ama chi ci è nato e cresciuto, ma quando? Mi riesce difficile immaginare che i nati del nuovo millennio si innamoreranno della loro Città quanto le generazioni che li hanno preceduti.
Magari sbaglio, vorrei sbagliare, ma vivere una fase storica di crescita è molto diverso che vivere quella inversa.

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