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Giovedì 23.05.2013 ore 07.08
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Giuseppe Caliceti

Italia, Europa, cittadinanza


di Giuseppe Caliceti

12. I bambini e i ragazzi lo sanno. E con loro lo sanno i loro docenti: chi nasce in Italia, è italiano. Magari italo-marocchino. O italo-congolese, come si dichiara fieramente il nuovo ministro all'integrazione. Comunque italiano. Come tanti figli di immigrati italiani nati negli Stati Uniti o in Germania sono italo-americani o italo-tedeschi.



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10. Certo, si può continuare, ostinatamente, a non concedere la cittadinanza italiana ai bambini che nascono in Italia: loro si sentirannno italiani comunque, a dispetto dell'attuale normativa. Loro lo sanno. Lo sentono. Come lo sanno e lo sentono i loro compagni di scuola e i loro docenti. Basta chiederglielo.

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8. Si parla sempre più spesso della crescente distanza tra la politica e i problemi reali della società italiana. Qui non si tratta più neppure di affrontare un problema, ma di prendere atto di un'evidenza. Perché l'Italia di oggi - ma ancor di più quella di domani, riflessa nella nostra scuola pubblica - è già una società interculturale e multirazziale. Non volerlo ammettere è solo un atto di miope testardaggine, di cocciuta ignoranza, di stupidità o di razzismo: perchè occorre anche ricominciare a chiamare con fermezza e senza timore le persone e alcune loro idee col loro nome.

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6. Non c'è politico italiano, di centrodestra o di centrosinistra, che parli oggi dell'urgenza di creare un'Europa non solo economica, ma politica. Ciò significa condividere alcune regole comuni. Anche rispetto al diritto di cittadinanza europea: perché essere cittadino italiano significa anche essere cittadino europeo. Su questa materia, da anni, l'Italia è al palo: ha una legislazione vecchia, anacronistica.

Domando: di che Europa politica potremo mai parlare - anche e soprattutto noi italiani - se i componenti di una stessa famiglia d'origine non comunitaria diventano cittadini di un paese europeo, e perciò anche cittadini europei, a seconda del paese europeo in cui vivono e hanno figli? Che unione politica potrà mai essere, la nostra, se non rendiamo almeno un po' omogenei i criteri per cui si diventa cittadini di una nazione europea e perciò cittadini europei? Non è forse questa una priorità? Priorità europea, oltre che italiana?

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1. Siamo nel 2013, l'Anno europeo dei cittadini, a vent'anni dall'istituzione della cittadinanza dell'Unione. Sarebbe importante e significativo che proprio a partire da quest'anno ogni bambino che nasce in Italia fosse considerato a tutti gli effetti, compreso quello giuridico, cittadino italiano ed europeo.


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