Le Rsu emiliane ritengono che "questa manovra, anche se imbellettata da 'sinergia' ed 'economia di scala', sia meno opportuna oggi di due anni fa: l’azienda diventa sempre più grande ed 'elefantiaca', mentre la dimensione politica ed economica in cui si giocano gli affidamenti del gas, nonché le future gestioni del ciclo idrico e dell’ambiente, tornano ad essere provinciali. Inoltre la struttura societaria del colosso è in discussione da parte della stessa proprietà pubblica e i rapporti tra i capoluoghi sono tesi sulle scelte industriali". "È questo il momento per smobilitare un servizio essenziale, ritenuto 'eccellenza' nell’unica provincia emiliana che è interamente servita da Iren per tutti i servizi a rete?" si chiedono i sindacati.

Le Rsu, si legge nella nota sindacale, "in questa occasione non possono limitarsi a tutelare i diritti e i trattamenti dei lavoratori coinvolti ma devono preoccuparsi ed occuparsi del mantenimento di un’attività fondamentale per la buona qualità del servizio ai cittadini (come la risposta telefonica di emergenza) e per la messa in sicurezza dei territori (come la gestione degli impianti idrici e delle reti gas). Dalla sala telecontrollo dipendono, infatti, la pronta risposta alle emergenze sulle reti gas, regolamentata in modo stringente dall’Authority, il coordinamento delle squadre di pronto intervento per le reti idriche e per il teleriscaldamento, la gestione continua di alcuni impianti idrici".
Le Rsu chiedono "un pronunciamento e una presa di posizione delle proprietà su questa operazione che appare più come il compito a casa della dirigenza che una scelta industriale ponderata - conclude la nota - Questa operazione rientra tra i cosiddetti 'progetti cucciolo' (insieme all’imposizione di giornate di ferie, alla riduzione del parco auto dei servizi operativi, al risparmio sulle pulizie ed altri) per il risparmio di cifre esigue, progetti che mettono in sofferenza la normale funzionalità dei servizi alla cittadinanza; intanto, il gruppo dirigente non rinuncia ai propri privilegi".









