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Mercoledì 22.05.2013 ore 13.12
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Confapi Reggio, passa la fusione con gli Industriali


Sabato 29 settembre


Sì di Confapi Reggio alla fusione con gli Industriali di Stefano Landi.

Dopo il voto contrario di lunedì 24 settembre durante l’assemblea provinciale dell'associazione, nell'incontro di venerdì 28 la proposta della presidente Cristina Carbognani è passata senza difficoltà, merito di una maggiore affluenza di soci che ha permesso di raggiungere i "sì" necessari (3/4) per ratificare la votazione.

Ora Confapi pmi si potrà sciogliere, uscendo dalla confederazione nazionale, e fondere con gli Industriali in un nuovo soggetto, Unindustria. Non sembra ancora essere stato stabilito nulla circa i soci contrari alla fusione.

L'approvazione è arrivata in un momento molto delicato per Cristina Carbognani deposta nei giorni scorsi dal comitato etico di Confapi Nazionale dalla guida di Confapi Emilia Romagna per aver tenuto un comportamento “non imparziale, né rispettoso del pluralismo”.

* * *
Pagliani: "Grande soddisfazione per l'avvio di Unindustria Reggio"

Martedì 25 settembre

No di Confapi pmi alla fusione con gli Industriali di Reggio Emilia. Durante l'assemblea straordinaria tenutasi lunedì pomeriggio alla Cavallerizza per decidere se sciogliere l’associazione e unirsi con Assindustria sotto il nome di Unindustria, i soci hanno bocciato la proposta della presidente Cristina Carbognani.

A pesare sull'esito della votazione il parere contrario degli edili e forse uno scarso interesse verso una decisione non ritenuta primaria in questo momento.

Quello che è certo è che sono stati solo 245 i voti favorevoli, contro i 310 necessari. Una significativa sconfitta per la presidenza, promotrice della fusione, ma che non esclude definitivamente la nascita di Unindustria: la Carbognani potrebbe convocare una nuova assemblea dei soci per votarla.

Lunedì 24 settembre

Votazione dall’esito incerto quella che oggi pomeriggio, durante l’assemblea provinciale di Confapi, scriverà un nuovo capitolo della fusione tra l’associazione delle piccole e medie imprese e Industriali di Reggio Emilia.

Perché la proposta della presidente Cristina Carbognani di sciogliere l’associazione per unirsi a quella guidata da Stefano Landi nella nuova Unindustria passi è necessario il consenso dei tre quarti degli iscritti a Confapi pmi, ma non tutti vedono come positivo il cambiamento. In seno all’associazione si stanno aprendo profonde spaccature.

Primi tra tutti a mostrare perplessità gli edili, guidati da Elio Annovi, che motivano la propria contrarietà richiamando il criterio della rappresentanza: fra gli Industriali è proporzionale ai contributi versati e avvantaggia le imprese maggiori.

Alle loro preoccupazioni ha però cercato di rispondere il vicepresidente di Confapi, Alberto Viappiani, spiegando che “in realtà anche in Confindustria l'85% delle aziende è di dimensioni medio-piccole. Quindi fondendo le 750 degli Industriali e le 450 di Confapi prevarrebbero le aziende con meno di 50 dipendenti”. “Quello della rappresentanza è un falso problema – ha poi aggiunto Viappiani - Quello vero consiste nella capacità di coinvolgere e fare partecipare gli imprenditori, che la crisi ha indotto a dedicarsi soprattutto alle proprie aziende, moltiplicando gli sforzi per salvarle”.

7 agosto

Nei mesi scorsi gli organi direttivi di Industriali e Confapi pmi di Reggio Emilia hanno avviato un percorso condiviso finalizzato all’identificazione di un unico soggetto di comune rappresentanza aderente al sistema confindustriale, denominato Unindustria Reggio Emilia. Il progetto sarà illustrato ai soci delle due associazioni economiche reggiane nelle due rispettive assemblee straordinarie convocate nel prossimo mese di settembre.

In caso di voto favorevole all'unificazione da parte di entrambe le assemblee si configurerà un passaggio inedito per l’intero settore imprenditoriale della provincia di Reggio: l'obiettivo, secondo la Confindustria reggiana e l'associazione delle piccole e medie imprese del territorio, è quello di concentrare risorse e competenze per recuperare efficienza in una fase di acuta difficoltà economica.



"Riteniamo - hanno spiegato in una nota congiunta il numero uno degli industriali reggiani Stefano Landi e la presidente di Confapi pmi Cristina Carbognani - che il progetto abbia un enorme valore tanto dal punto di vista della legittimazione e autorevolezza della rappresentanza di settore quanto sotto il profilo organizzativo e del servizio alle imprese. Attraverso un percorso di integrazione delle rispettive realtà associative le imprese reggiane potranno infatti fare affidamento su una rappresentanza più estesa e rafforzata oltre che su un’offerta di servizi ampia e allargata, derivante dall’esperienza di entrambe le associazioni, la cui unificazione consentirà di accrescere e diversificare le attività nonché di perfezionarle in termini di qualità, tempestività ed efficacia". Il futuro soggetto unico, dunque, "sarà una realtà innovativa capace di far proprie tutte le caratteristiche peculiari delle due organizzazioni mantenendone ed esaltandone i valori, le eccellenze e le specificità, in un soggetto che tutelerà e supporterà sia le piccole e medie imprese che le grandi imprese del territorio reggiano".


Ultimo aggiornamento: 29/09/12

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29/09/12 h. 19.39
ahia dice:

E adesso in cna come fanno?

29/09/12 h. 15.19
@Marlon Brand3 dice:

Un casco da parrucchiere con sotto un pallone da basket

29/09/12 h. 15.13
@Marlon Brand2 dice:

Un sedile di 500 tra due bombole del gas incrociate (segno di vittoria)

29/09/12 h. 14.18
@Marlon Brand dice:

Un altare in mezzo alla polvere

29/09/12 h. 13.46
Marlon Brand dice:

Lancio un concorso di idee sul simbolo di Unindustria (che peraltro c'è già, da art. 1 dello Statuto).
Io propongo un caschetto con sfumature dalla carota al platino

29/09/12 h. 13.42
Zombie reggiani dice:

Festeggiano come i danzatori nella sala da ballo del Titanic. Hanno affondato un'esperienza unica per un piatto di lenticchie.

29/09/12 h. 13.40
Monia c dice:

Carburo sei sicuramente di La Vecchia, solo qui chiamiamo così il papa' della Cri

29/09/12 h. 13.23
frank dice:

città del c...

27/09/12 h. 9.07
@geppo dice:

Mi dispiace che tu sia così scorato dal comportamento dei nostri amministratori: politici, associazionisti, ecc, ecc. Lo siamo in tanti! Il problema è uno solo: queste persone, mestieranti della politica ( in senso ampio ) utilizzano valori nobili e condivisi per ottenere delle cariche con cui ci fanno credere di tutelare il bene comune. In realtà, lasciano alle persone comuni il poco e loro godono del tanto ( vitalizi, pensioni baby, bende e prebende, festini vestiti da nerone con i nostri soldi ). Cambiare facce forse ci fa cambiare solo rabbia, ma cambiamoli, troviamo un sussulto di orgoglio. per una volta, proviamo, nel segreto dell'urna, a darlo a qualcuno di diverso. Non so a chi, ma proviamoci.

26/09/12 h. 10.43
geppo dice:

voglio ricordarvi che borghi ha dichiarato pubblicamente che la facolta' di economia e comunicazione che abbiamo a reggio e' "una cosa inutile". certo, come internet. a loro servono solo operai a basso costo, da tenere il piu possibile nell ignoranza. possiamo a dare avanti cosi ? sono quasi disperato. o forse soltanto occorre andare via da questa citta'.

26/09/12 h. 10.29
geppo dice:

spazion ai nuovi imprenditori e alle nuove imprese. diamo dignita' alle imprese che si occupano di digitale. abbiamo imprese ict ricche e con un futuro, puntiamo su quelle. la politica si svegli. gli imprenditori vecchi fanno blocco contro il nuovo che avanza, occorre che cittadini e politica, insieme alle nuove imprese facciano blocco. stop al boicottaggio del manifatturiero. diamo spazio alle aziende che assumono qui, non quelle che delocalizzano o subappaltano la produzione all' estero. carboniani , borghi et al portano la citta' in un fosso. aiutiamo le aziende che hanno bisogno di laureati non quelle a cui serve manovalanza a basso costo. direttore faccia qualcosa, dica qualcosa.

25/09/12 h. 21.24
Sansona dice:

Porterà l'API alla distruzione, come l'azienda e tutto il resto.

25/09/12 h. 21.22
Carburo dice:

Figlia mia, dimettiti,finché sei in tempo

25/09/12 h. 20.31
Enrico dice:

Api ha avuto una storia gloriosa, ed è penoso vederla oggi guidata dal duo Carbognani Prampolini, solo affamate di poltrone, gettoni e visibilità

25/09/12 h. 20.25
@frank dice:

Ti sbagli frank, ha badato ad accumulare un po' di cariche(pagate)

25/09/12 h. 16.21
Lillo dice:

Come adetente a Confindustria sono arcicontento che non sia andata in porto questa fusione "fredda" in quanto non poggiava su alcun elemento di concretezza.
Serviva solo a procastinare qualche posto a chi non ha mai fatto nulla di concreto.
Concordo con chi ha detto che con l'allontanamento di Azio Sezzi le cose in API sono franate.

25/09/12 h. 16.21
Congratulations! dice:

Complimenti alla commercialista Prampolini per come ha fatto i conti, ricorda Parisi quando cadde Prodi!

25/09/12 h. 15.56
Una bella compagnia dice:

Le prove di unificazione (le fusioni sono un'altra cosa)erano cominciate con le nomine della Manodori nel Consiglio di Fineco: Stefano Landi (figlio di imprenditori oggi presidente di Industriali RE), Alberto Viappiani (ex direttore di filiale, oggi vicepresidente API RE), Girolamo Ielo (sodale della Spaggiari, oggi boh?)...

25/09/12 h. 9.44
frank @reggiano dice:

landi è meglio che ti dimetti anche tu e che ti occupi solo della tua azienda , fino adesso non hai fatto NIENTE DI NIENTE.

25/09/12 h. 7.35
Invidiosi dice:

La vostra ottusità comunista non vi consente di vedere i grandi successi di una imprenditrice di razza. Ancora una volta un complotto le impedisce di raggiungere un obiettivo importante e ben preparato.

25/09/12 h. 0.12
Reggiano dice:

Fallimento completo, Landi lasciala perdere, le imprese andranno da sole in Confindustria e tu non caricasti di una persona manifestatamente incapace.

24/09/12 h. 22.02
Federico(primo e ultimo) dice:

Penso che la Presidente dovrebbe prendere atto di quest'ultimo fallimento , anche se in realtà dovrebbe prima dimmettersi dalla Manodori.

24/09/12 h. 21.23
ah che doppio gusto dice:

ma dove andate..ma dove volete andare...in CNA è un ricovero di elefanti falliti del partito,ma non l'avete capito?? Almeno in confindustria se ce un dirigente che non è all'altezza viene giustamente cacciato,in CNA viene riciclato e ti porta al fallimento,come d'altra parte i presidenti di cooperative..vedi la coop reggiolo,tecton,coopservice con il tesoretto..ricordate?? Unieco,e quante altre,bene quei fallimentari uomini dell'apparato,oggi sono riciclati a fare dannoi altrove.

24/09/12 h. 21.21
Renata dice:

Un consiglio alla collega presidente, dimettiti anche tu

24/09/12 h. 21.00
Alberto dice:

Povero Landi! Si è fidato della persona meno affidabile di Reggio Emilia.

24/09/12 h. 20.59
Tiziano dice:

Mi pare che il rischio sia diventato realtà!

24/09/12 h. 17.30
frank dice:

?Quello della rappresentanza è un falso problema ? ha poi aggiunto Viappiani - Quello vero consiste nella capacità di coinvolgere e fare partecipare gli imprenditori, che la crisi ha indotto a dedicarsi soprattutto alle proprie aziende, moltiplicando gli sforzi per salvarle?
hahahahahahahahaha!!!

24/09/12 h. 15.41
Reggiano 2 dice:

"Reggiano" ha colto il cuore dei problemi.Condivido in toto e aggiungo ... con due zoppi,oltretutto asimmetrici,non si fa un Bolt !

09/08/12 h. 15.44
Reggiano dice:

API stava in piedi quando aveva il miglior dirigente politico-sindacale reggiano, Azio Sezzi. L'inetta presidente lo ha cacciato appena arrivata. Poi ha fatto fuori Raffaele Leoni dal centro di formazione. Poi ha affossato definitivamente l'API.
Per hobby ha contribuito alla distruzione della Manodori, percependo pure un lauto gettone.
Performance incredibili!

09/08/12 h. 10.07
filippo dice:

nuove generazioni di imprenditori tirate fuori le PALLE e mandate a casa le cariatidi!!

08/08/12 h. 21.15
gianfranco dice:

Fatale fu l'incontro tra la nota piccola imprenditrice Carbognani e il manager in uscita della Confindustria Borghi per governare la Fondazione che notoriamente si occupa di coloro che sono svantaggiati. Grandi strategie per alcuni posti di comando confermano che la vita per il potere è dura e vale bene i discorsi insignificanti di di Landi, la realtà porta dietro sé un impoverimento del pluralismo economico. Anche a Reggio Emilia in Confindustria comandano quelli che pagano più contributi, tra questi non ci sono i piccoli imprenditori i quali possono tentare di diventare grandi con l'imitazione di quelli che con la loro cieca politica di compressione dei salari e pensioni hanno contribuito ad affossare l'economia italiana. Forse sono cose troppo complicate per la Carbognani.

08/08/12 h. 9.45
marco dice:

e voilà il suicidio è servito. Gli unici certi di un posto così sono la carbognani, senza azienda, e la sua direttrice. Aderenti ribellatevi!!!!Votate no!!!!

08/08/12 h. 8.18
Un aderente a Confapi Bologna dice:

Tutti contenti per i pezzi che la Confapi perde ogni giorno.
Quando i titolare delle piccole e medie aziende comprenderanno che le grandi aziende, guarda caso aderenti ad Unindustria, sfrutta le loro competenze e la loro tecnologia senza riconoscere il vero volore del loro lavoro e continuamente li stà strangolando?
Perchè cari imprenditori Reggiani, e non solo Reggiani, non vi informate di come si stanno comportando diverse grosse aziende a Bologna nei confronti dei loro subfornitori?
E alla sig.ra Carbognani, non la basta avere
distrutto Unionapi e avere distrutto il CSI.
Cori colleghi di Reggio Emilia aprite gli occhi e riflettete prima di dare il vostro consenso.

07/08/12 h. 19.26
Ah che gusto!! dice:

Alla facciazza della Cna che aveva già strombazzato in giro che l'unificazione sarebbe avvenuta con loro!!!

07/08/12 h. 15.45
sniffocash dice:

E' incredibile come le tante ideologie "irrinunciabili per l'identità comune e unico legame con le proprie origini", sbandierate in ogni occasione per giustificare divisioni e poltrone a spese delle aziende e dei lavoratori reggiani.... crollino come un castello di carte di fronte all'inesorabile mancanza di CASH!

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