E adesso in cna come fanno?

Sì di Confapi Reggio alla fusione con gli Industriali di Stefano Landi.
Dopo il voto contrario di lunedì 24 settembre durante l’assemblea provinciale dell'associazione, nell'incontro di venerdì 28 la proposta della presidente Cristina Carbognani è passata senza difficoltà, merito di una maggiore affluenza di soci che ha permesso di raggiungere i "sì" necessari (3/4) per ratificare la votazione.
Ora Confapi pmi si potrà sciogliere, uscendo dalla confederazione nazionale, e fondere con gli Industriali in un nuovo soggetto, Unindustria. Non sembra ancora essere stato stabilito nulla circa i soci contrari alla fusione.
L'approvazione è arrivata in un momento molto delicato per Cristina Carbognani deposta nei giorni scorsi dal comitato etico di Confapi Nazionale dalla guida di Confapi Emilia Romagna per aver tenuto un comportamento “non imparziale, né rispettoso del pluralismo”.
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Pagliani: "Grande soddisfazione per l'avvio di Unindustria Reggio"
Martedì 25 settembre
No di Confapi pmi alla fusione con gli Industriali di Reggio Emilia. Durante l'assemblea straordinaria tenutasi lunedì pomeriggio alla Cavallerizza per decidere se sciogliere l’associazione e unirsi con Assindustria sotto il nome di Unindustria, i soci hanno bocciato la proposta della presidente Cristina Carbognani.
A pesare sull'esito della votazione il parere contrario degli edili e forse uno scarso interesse verso una decisione non ritenuta primaria in questo momento.
Quello che è certo è che sono stati solo 245 i voti favorevoli, contro i 310 necessari. Una significativa sconfitta per la presidenza, promotrice della fusione, ma che non esclude definitivamente la nascita di Unindustria: la Carbognani potrebbe convocare una nuova assemblea dei soci per votarla.
Lunedì 24 settembre
Votazione dall’esito incerto quella che oggi pomeriggio, durante l’assemblea provinciale di Confapi, scriverà un nuovo capitolo della fusione tra l’associazione delle piccole e medie imprese e Industriali di Reggio Emilia.Perché la proposta della presidente Cristina Carbognani di sciogliere l’associazione per unirsi a quella guidata da Stefano Landi nella nuova Unindustria passi è necessario il consenso dei tre quarti degli iscritti a Confapi pmi, ma non tutti vedono come positivo il cambiamento. In seno all’associazione si stanno aprendo profonde spaccature.
Primi tra tutti a mostrare perplessità gli edili, guidati da Elio Annovi, che motivano la propria contrarietà richiamando il criterio della rappresentanza: fra gli Industriali è proporzionale ai contributi versati e avvantaggia le imprese maggiori.
Alle loro preoccupazioni ha però cercato di rispondere il vicepresidente di Confapi, Alberto Viappiani, spiegando che “in realtà anche in Confindustria l'85% delle aziende è di dimensioni medio-piccole. Quindi fondendo le 750 degli Industriali e le 450 di Confapi prevarrebbero le aziende con meno di 50 dipendenti”. “Quello della rappresentanza è un falso problema – ha poi aggiunto Viappiani - Quello vero consiste nella capacità di coinvolgere e fare partecipare gli imprenditori, che la crisi ha indotto a dedicarsi soprattutto alle proprie aziende, moltiplicando gli sforzi per salvarle”.7 agosto
Nei mesi scorsi gli organi direttivi di Industriali e Confapi pmi di Reggio Emilia hanno avviato un percorso condiviso finalizzato all’identificazione di un unico soggetto di comune rappresentanza aderente al sistema confindustriale, denominato Unindustria Reggio Emilia. Il progetto sarà illustrato ai soci delle due associazioni economiche reggiane nelle due rispettive assemblee straordinarie convocate nel prossimo mese di settembre.
In caso di voto favorevole all'unificazione da parte di entrambe le assemblee si configurerà un passaggio inedito per l’intero settore imprenditoriale della provincia di Reggio: l'obiettivo, secondo la Confindustria reggiana e l'associazione delle piccole e medie imprese del territorio, è quello di concentrare risorse e competenze per recuperare efficienza in una fase di acuta difficoltà economica.

"Riteniamo - hanno spiegato in una nota congiunta il numero uno degli industriali reggiani Stefano Landi e la presidente di Confapi pmi Cristina Carbognani - che il progetto abbia un enorme valore tanto dal punto di vista della legittimazione e autorevolezza della rappresentanza di settore quanto sotto il profilo organizzativo e del servizio alle imprese. Attraverso un percorso di integrazione delle rispettive realtà associative le imprese reggiane potranno infatti fare affidamento su una rappresentanza più estesa e rafforzata oltre che su un’offerta di servizi ampia e allargata, derivante dall’esperienza di entrambe le associazioni, la cui unificazione consentirà di accrescere e diversificare le attività nonché di perfezionarle in termini di qualità, tempestività ed efficacia". Il futuro soggetto unico, dunque, "sarà una realtà innovativa capace di far proprie tutte le caratteristiche peculiari delle due organizzazioni mantenendone ed esaltandone i valori, le eccellenze e le specificità, in un soggetto che tutelerà e supporterà sia le piccole e medie imprese che le grandi imprese del territorio reggiano".









