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Domenica 21.01.2018 ore 13.19
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Igor, le 18 identità: ok all'estradizione in Italia. Ora in cella per 3 omicidi e 2 tentati


Norbert Feher ha chiesto un interprete italiano, ha detto di essere arrivato in Spagna a settembre e di non aver lavorato. Poi, ha acconsentito ad essere processato in Italia per le accuse che gli vengono mosse dalla Procura di Bologna, anche se questo avverrà, probabilmente, solo quando sarà definita la sua posizione per la giustizia spagnola. Infine ha ammesso i fatti contestati e ha detto di aver utilizzato ben 18 identità diverse in otto Paesi.



Tutti elementi su cui si cercheranno riscontri.
La prima disposizione nei suoi confronti  un ordine di custodia cautelare in carcere, senza cauzione, emessa dal giudice della corte di Alcaniz: per tre omicidi commessi il 14 dicembre, quando in un casolare a El Pentorillo ha ucciso a colpi di pistola due agenti della Guardia Civil, Vctor Romero e Victor Jess Caballero e l'allevatore Jos Luis Iranzo, più altri due tentati il 5 dicembre, quando ha ferito in modo serio, sempre sparandogli, il proprietario di un'altra casa di campagna nelle vicinanze e un fabbro chiamato per aprire la serratura bloccata del capanno dove il latitante si stava nascondendo.
 
La decisone del giuidice spagnolo. Il giudice della corte di Alcaniz ha disposto nei confronti di Norbert Feher, il killer di Budrio e Portomaggiore, la custodia cautelare in carcere per i tre omicidi del 14 dicembre a El Pentorillo, dove sono morti gli agenti della Guardia Civil Víctor Romero e Víctor Jesús Caballero e l'allevatore José Luis Iranzo, e per due tentati omicidi del 5 dicembre, quando in una rapina sono rimaste ferite due persone. La custodia in carcere, decisa dopo l'udienza di convalida, è senza cauzione.
 
I due feriti sono un fabbro e il proprietario di una casa di campagna nella zona di Albalate del Arzobispo, non lontano dal luogo del triplice omicidio, che si erano imbattuti nel latitante. 'Igor', nelle foto pubblicate su alcuni media spagnoli mentre viene scortato dalla Guardia Civil fuori dal palazzo di giustizia, appare con barba, jeans, maglietta nera a maniche corte.
 
I figli di Verri: non d'accordo con inquirenti. "Nutriamo rispetto profondo per la magistratura e per tutte le forze dell'ordine. Proprio per questo rispettiamo il messaggio che lei, con il comandante dei Carabinieri affianco, ci avete voluto mandare. È andato tutto bene, è stato fatto tutto benissimo, chiudiamola qui. Grazie, abbiamo capito. Non siamo d'accordo". In una lettera inviata ad alcuni media, i figli di Valerio Verri, guardia ecologica volontaria vittima l'8 aprile di Norbert Feher, si rivolgono così al procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, tornando sulle sue parole in conferenza stampa nel giorno dell'arresto in Spagna del serbo.
 
"Abbiamo assistito - scrivono Francesca e Emanuele Verri - alle conferenze stampa da lei tenute con a fianco proprio il comandante dei Carabinieri di Ferrara. Abbiamo ascoltato i complimenti che Lei gli ha rivolto dicendo che aveva fatto tutto bene". In fin dei conti, concludono più avanti, "si tratta solo di nostro padre, operaio in pensione, volontario vittima del proprio dovere. Già, lui sì".

 
I Verri spiegano di aver scelto di scrivere a Amato attraverso la stampa "perché tutto quello che riguarda l'assassinio di nostro padre ci è stato comunicato dai mezzi di informazione". Il volontario "è stato ucciso da Igor l'8 aprile scorso mentre si trovava a bordo di un'auto della polizia provinciale. Stavano perlustrando la zona rossa con l'immagine di Igor sul telefonino e l'avvertenza che se lo avessero visto avrebbero dovuto chiamare i Carabinieri. Lo hanno effettivamente incontrato e sappiamo tutti come è finita. La zona rossa è stata poi subito chiusa ed il servizio interrotto". Ricordano quindi di aver "chiesto alla Giustizia il perché ciò non sia stato fatto prima".
 
La zona rossa, infatti, "è stata chiusa dal Prefetto ed il servizio interrotto solo dopo l'uccisione di nostro padre. Prefetto e Questore hanno detto che non erano stati informati dal comandante dei Carabinieri della presenza in quel luogo di Igor. Le battute per la sua caccia proprio in quella zona erano ogni giorno su tutti i quotidiani locali ed in tv. Se quella zona fosse stata chiusa e il servizio interrotto nostro padre sarebbe vivo". La Procura di Ferrara ha chiesto l'archiviazione "dandoci ragione su questo ma aggiungendo che il comandante dei Carabinieri aveva detto di non sapere assolutamente della presenza di Igor in quei luoghi. Per noi questo non era esatto". Feher, sottolineano ancora, "è stato arrestato in Spagna, dalla polizia spagnola, casualmente perché aveva avuto un incidente, e dopo aver ucciso altre tre persone".


Ultimo aggiornamento: 18/12/17

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