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Giovedì 23.03.2017 ore 05.18
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Crisi gruppo Artoni e indotto. Sabato una mobilitazione in tutta Italia dei trasportatori


Venerdì 17 marzo

Anche la Cna-Fita aderisce alla mobilitazione nazionale degli autotrasportatori indetta per il 18 marzo insieme ad altre sigle dell'autotrasporto riunite nel coordinamento unitario Unatras. Sabato mattina infatti, in diverse città italiane e tra queste Venezia, Ancona, Trieste, Brescia, Parma, sono in programma manifestazioni per sensibilizzare il Governo sulle tante questioni che ancora attendono risposte.

 
"Gli autotrasportatori scendono in campo per criticare le politiche del Governo in tema di trasporti e l'assenza di risposte ai nodi più volte presentati nei tavoli istituzionali - commenta la presidente nazionale Cna-Fita Cinzia Franchini-. Senza risposte sono rimaste le nostre richieste sulla presenza di regole certe nel settore a partire da politiche, condivise con gli altri Paesi europei, in grado di fermare la concorrenza sleale estera e l'abusivismo; oppure ai tagli delle risorse per il settore, primo fra tutti quello relativo alle cosiddette "deduzioni forfetarie" fondamentali per la sopravvivenza delle aziende artigiane; alle promesse e mai stanziate risorse economiche per favorire l'intermodalità e il trasporto merci via mare come il "mare-bonus".  
 
Senza risposte, per fare un altro esempio, è rimasta la necessità più volte espressa di vere sanzioni nei confronti di chi non rispetta le tempistiche di pagamento alle aziende di trasporto. Un problema emerso per l'ennesima volta con forza nella recente vicenda della crisi del gruppo Artoni, che a quanto è dato sapere pare pagasse a 150 giorni (la norma in vigore prevede 60 giorni come termine perentorio), con centinaia di imprese in ginocchio per i mancati incassi. O ancora l'esigenza relativa alla determinazione mensile dei costi indicativi di esercizio dei diversi servizi di autotrasporto. L'elenco è lungo, termino ricordando che abbiamo Motorizzazioni Civili sotto organico incapaci di svolgere le più normali mansioni, dalle revisioni dei veicoli in tempi consoni ai controlli sulla normativa per il trasporto di merci pericolose ADR che ad oggi non ci risulta siano mai stati effettuati, a discapito della sicurezza di tutti".
 
"Denunciamo il malcontento di tanti piccoli e medi imprenditori costretti a fare i conti con una normativa complessa e inapplicata e con garanzie insufficienti - conclude Cinzia Franchini -. In ballo c'è la stessa sopravvivenza di un sistema nazionale di aziende di autotrasporto e quindi di una fetta importante del Pil italiano. Ci aspettiamo dal Governo e dal ministro Delrio risposte certe". 

Giovedì 16 marzo

"Le filiali Artoni che Fercam ha deciso di acquisire in base al patto sottoscritto dai due gruppi dovrebbero essere quelle di Brescia, Caorso, Cesena, Campogalliano, Como, Reggio Emilia, Montegranaro, Pontedera, Vercelli, Mantova, Dalmine, Alessandria, Terni, Palermo più un interesse su Maddaloni. Si tratta di un elenco informale e alcune di queste potrebbero essere in ballottaggio".
A dare notizia dello stato dell'arte della crisi del gruppo Artoni, dopo l'incontro al Mise rinviato ad oggi è la presidente nazionale Cna-Fita Cinzia Franchini.

 
"Genova e Trieste sarebbero i centri Artoni che rimarrebbero in attività per consentire la cassa integrazione straordinaria per i 488 dipendenti del gruppo, dipendenti che da oltre due mesi non percepiscono stipendio - continua Cinzia Franchini -. Il problema però non riguarda solo i dipendenti, ma un intero indotto che dà lavoro a oltre 2500 persone. Tanti imprenditori, molti dei quali associati alla Fita, sono esposti per centinaia di migliaia di euro col gruppo Artoni e hanno continuato a lavorare avendo avuto garanzie sulla continuità aziendale. Se andrà in porto questo accordo al ribasso tra i due colossi molte piccole e medie aziende rischiano di restare stritolate e, se non verranno saldate, rischiano di chiudere. Il patto tra Fercam e Artoni non può dimenticare chi ha lavorato e attende di essere pagato: il ministero deve applicare lo stesso modello utilizzato nel caso Ilva".
 
Mercoledì 15 marzo

Nella giornata di martedì si è concluso con una fumata nera l'incontro, avvenuto a Roma, al ministero dello Sviluppo economico, per tentare di salvare il gruppo di trasporti Artoni.


 
La trattativa prosegue oggi. E si pensa che in giornata si possa arrivare a una svolta, con Fercam che potrebbe rilevare 13 filiali della Artoni con 150 lavoratori sui 580 in forze al gruppo reggiano che ha sede a Guastalla, nella Bassa. La crisi che ha colpito la Artoni sta lasciando con il fiato sospeso i circa 3mila lavoratori che operano nel settore della logistica.

Martedì 14 marzo

Sono queste ore decisive per gli sviluppi della crisi del gruppo di Trasporti Artoni di Guastalla, storica azienda del reggiano.



Riprende oggi la vertenza al ministero dello Sviluppo economico, sul tavolo la possibilità di trovare un accordo con il colosso altoatesino della logistica Fercam che potrebbe salvare 13 filiali della Artoni e con esse 150 posti di lavoro. 
 
In tutto sono circa 580 i dipendenti diretti il cui posto di lavoro è a rischio vista la crisi dell'azienda di Guastalla. Mentre nell'intero indotto sono quasi 3mila le figure professionali coinvolte dalla crisi. Nella capitale, anche dopo l'interessamento della Regione Emilia-Romagna, ora si lavora perché si possa trovare un accordo. 
 


Ultimo aggiornamento: 17/03/17

18/03/17 h. 15.08
Il carrettiere dice:

Dal sito di Italmobiliare, 2014 (gruppo Pesenti):
AMArtoni nei cda di:
E? membro indipendente del Consiglio di Amministrazione di Prelios S.p.A. e MutuiOnLine S.p.A..

E' membro del consiglio generale di Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Monodori.

Dall'aprile 2015 è diventata Presidente di Fidindustria Emilia Romagna soc. coop..

Nel novembre 2013 è entrata a far parte del Comitato Permanente di consulenza globale e di garanzia per le Privatizzazioni del MEF.

E' membro del Consiglio di Amministrazione di Linkiesta S.p.A, un'iniziativa editoriale on line.

E' membro del Comitato Investimenti di Credem Private Equity SGR e dello Strategic Committee di 21 Investimenti.

E' componente del Consiglio direttivo e della Giunta di Assonime e di Industriali Reggio Emilia.

Fa parte dell'Advisory Board di Alma Graduate School di Bologna.

Olte a essere stata nel cda Pirelli e vociferata come possibile ministro in quota VeDrò, e certamente manca qualcosa.
Ma guardare in casa propria, no?

E dove sono finiti tutti questi "amici"?

17/03/17 h. 19.23
Gianni Vattani dice:

altro esempio di management illuminato!

16/03/17 h. 15.14
Franco dice:

Quanti convegni con i giovani imprenditori a Capri e S Margherita LIgure a parlare di impresa, di sogni di RIforme .... ......

16/03/17 h. 9.35
Osservatore Reggiano dice:

Che brutta fine, per questa azienza, guidata da chi era alla guida (in qualche modo) degli industriali...

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