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Domenica 17.12.2017 ore 05.23
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Matteo Fortelli

Grissin Bon cresce ma è sfortunata


di Matteo Fortelli



La partita - “Se qualcosa può andar male, lo farà”, recitava il fortunato adagio della Legge di Murphy, che pare poter descrivere alla perfezione questo 2017-2018 biancorosso. Con Milano, da sempre una classicissima per il popolo reggiano, che infatti risponde con il primo sold out della stagione e del “nuovo” PalaBigi, sono ancora gli episodi a condannare i reggiani, al termine di un match condotto sempre dagli ospiti ma con i “Grissini” a tampinare e a rispondere colpo su colpo.

Il copione è il medesimo, a elastico, per tutti i quarti: l'EA7 scappa, Reggio la riprende, poi qualche magia dei singoli – ai meneghini il talento non manca – torna a scavare piccoli solchi.
 Nei primi due quarti è Jerrels, 4/5 dalla lunga, a tenere a distanza la squadra di casa, mentre nel secondo tempo è Gudaitis, il forte lituano sorpresa del campionato, a dare solidità alle scarpette rosse, fino al vantaggio che – a 2' dal termine – pare decisivo.

In mezzo l'episodio chiave: Leo Candi, decisivo nel dare ritmo e intensità soprattutto difensiva alla squadra reggiana, particolarmente in occasione del 13-0 che nel secondo quarto "gira" una sfida incanalata fin lì sui binari milanesi, rientra in campo a metà del terzo quarto con tre falli e velocemente, in un minuto, commette gli altri due.

Menetti, in sala stampa, citerà il Gattuso beneventano: “Erano meglio due coltellate”. In campo c'è allora spazio per il neoarrivato Llompert, play spagnolo d'ordine ma forse un po' compassato per il calore della sfida, e francamente non è la stessa cosa. 
Sul -7, quando sembra tutto finito, una mai doma Reggio trova però il blitz: Della Valle e Markoishvili colpiscono da 3, il match è in parità a 18” dalla fine.

Reggio fa (giustamente) fallo per giocarsi il pallone decisivo, Jerrels in lunetta ne mette solo uno e l'azione decisiva è una caterva di sfortuna che si abbatte sui padroni di casa con due tiri, ben presi entrambi, a spegnersi sul ferro.

I numeri – Non sempre il plus/minus è significativo, ma colpisce sicuramente – per Milano – che valori significativi (+8 e +9) siano raggiunti solamente da Jerrels e Gudaitis, mentre in corrispondenza degli altri, big compresi (in disparte i soli 13' di Pascolo), siano espressi valori negativi o vicini allo zero.

L'impressione dal campo è esattamente confermata, e ci parla di un team che, senza questi due giocatori, fatica enormemente. Almeno fino a che non si “accende” Theodore, circostanza imputata da Menetti anche ai due falli “fastidiosi” di Candi proprio sullo stesso Theodore e insomma all'episodio già descritto, decisivo anche in tal senso.

Candi che, per inciso, a plus/minus è (con Markoishvili) il migliore reggiano. 
Assai significativi sono anche i numeri di Della Valle: in una serata da 25% al tiro, 8 falli subiti, 8/8 dalla lunetta, 7 rimbalzi e 6 assist. Pianigiani decide la difesa forte su di lui, Amedeo risponde da giocatore completo quale è e quale è diventato, con progressione davvero eccezionale, dall'inizio di questa stagione.

L'unica bomba realizzata, sempre per inciso, è nel momento più importante del match. 
Infine gli 11 punti con 15 tiri di Wright, in specie l'1/6 da tre, ci parlano di un giocatore – certo assolutamente decisivo per Pallacanestro Reggiana - forse un po' frettoloso nella scelta di alcune soluzioni.



Positivo – La squadra c'è e ha una sua fisionomia. La dimensione difensiva rimane fondamentale; James White ha già fatto vedere tanto proprio sotto questo profilo. Reynolds pare connesso e attento, e davvero quando è così è difficilmente contenibile. Manu e Amedeo sono sempre più leader e se a Candi si imputa l'ingenuità per i falli che lo hanno costretto in panchina, significa in reaatà confermarne l'importanza dell'apporto e della presenza in campo. Certo che un po' di fortuna non guasterebbe.

Negativo – Volendo guardare il famoso bicchiere mezzo vuoto, Milano era in condizione non ottimale, di ritorno da una sfida importante di Eurolega e con giocatori determinanti al limite dell'infortunio. Insomma, con qualche attenzione in più la partita si portava a casa: per una squadra che deve salvarsi, giocarsi male i finali punto a punto (non è la prima volta, ahimè) può diventare davvero un handicap non di poco conto, tale da vanificare quanto di buono fatto nel corso del match.

Istanbul e Venezia, prossime due gare in trasferta, saranno un buon banco di prova in tal senso. Certo Menetti, che ha ben sottolineato il senso di urgenza che dovrà accompagnare la squadra per i prossimi mesi (”le pacche sulle spalle non danno punti”), appariva decisamente più sereno rispetto a qualche settimana addietro.



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