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Martedì 17.07.2018 ore 19.33
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Gay Pride, Lega contro M5S e Pd. "No al patrocinio della Regione"


La Lega Nord dice “no” alla risoluzione promossa dalla consigliere regionale Silvia Piccinini (5 Stelle) e sottoscritta dalla maggioranza Pd, che vorrebbe non solo che la Regione Emilia-Romagna patrocinasse i Gay Pride e, più in generale, il Mondo Lgbt, ma che, in occasione delle loro manifestazioni, fosse sempre presente anche una delegazione dell'ente di viale Aldo Moro.

 
“Abbiamo votato contro la Risoluzione – spiegano i consiglieri regionali Daniele Marchetti e Andrea Liverani – perché si tratta di manifestazioni puramente ideologiche che nulla hanno a che vedere con la tutela dei diritti civili. Matrimoni e adozione gay non sono un diritto umano. Con tutto il rispetto possibile nei confronti degli omosessuali, occorre ben specificare che la famiglia che riconosciamo e sosteniamo è solo ed esclusivamente quella sancita e tutelata dalla nostra Costituzione. Del resto una legge relativa alle “famiglie arcobaleno” non esiste, quindi, dalla nostra prospettiva, che è una prospettiva ossequiosa del diritto, in Italia non esistono".
 
Nel testo della Risoluzione grillina, poi, la richiesta di patrocinare queste manifestazioni viene motivata sostenendo che “queste manifestazioni costituiscono una fondamentale occasione di dimostrazione e testimonianza del diritto a vivere liberamente la propria identità di genere senza costrizioni o discriminazioni”.
 
“Ebbene – concludono Marchetti e Liverani – dal nostro punto di vista per combattere le discriminazioni, non sono certamente utili manifestazioni di questo tipo, che spesso sconfinano nella volgarità.
Tant'è che nemmeno tutti gli omosessuali si riconoscono in queste manifestazioni folkloristiche che spesso degenerano nel cattivo gusto e nell'oltraggio al pudore dei cittadini. Di culturale durante questi cortei non vediamo nulla, ecco perché non ha alcun senso concedere il patrocinio della Regione”.

Una discussione accesa in commissione per la Parità e per i diritti delle persone, presieduta da Roberta Mori, sull'invito a Giunta e Assemblea da parte della consigliera Silvia Piccinini del Movimento 5 stelle, formulata attraverso una risoluzione, di concedere, se richiesto, il patrocinio ai Pride 2018 in programma nelle prossime settimane nel territorio regionale, in particolare a Bologna.
 
I pride, in Italia come in molti altri paesi, si svolgono, ha rimarcato la pentastellata, "in prossimità della ricorrenza della rivolta di Stonewall a New York, ritenuta simbolicamente la data di inizio del movimento per i diritti delle persone omosessuali". La consigliera ha voluto anche solidarizzare con l'avvocato e attivista lgbt di Bologna, Cathy La Torre, minacciata di morte.
 
Nadia Rossi del Partito democratico ha parlato di approccio strumentale dei 5 stelle a queste tematiche: "Piccinini, evidentemente, si è persa il lavoro portato avanti in Emilia-Romagna sul tema dei diritti lgbt". Sul tema patrocini, in particolare, ha ricordato che "è stato concesso ai gay pride ogniqualvolta è stata presentata domanda, come per le edizioni 2016 e 2017 del Rimini summer pride, oltre al gay pride 2017 di Reggio Emilia". Per le edizioni del 2018, ha invece evidenziato la consigliera del Pd, "non è pervenuta alcuna richiesta, neppure da Bologna". Rossi ha poi voluto ricordare che i 5 stelle "appoggiano un governo con un ministro, Fontana, che non riconosce i diritti delle famiglie arcobaleno". La consigliera ha comunque confermato il sostegno del Pd all'atto d'indirizzo, chiedendo però due integrazioni, per avallare l'impegno della Regione su queste tematiche.
 
Anche Silvia Prodi (Misto-Mdp) ha parlato di "governo fortemente ambivalente, contraddittorio", evidenziando che "l'alleato Salvini ha dichiarato che esiste un solo tipo di famiglia". La consigliera ha inoltre evidenziato che "nel recente contratto di governo non c'è una sillaba su queste tematiche".
 
Andrea Liverani (Ln) ha criticato il contenuto della risoluzione: "I gay pride sono manifestazioni ideologiche e di parte, non c'entrano nulla con i diritti civili".
 
Sulla stessa linea del leghista Michele Facci (Misto-Mns): "Si confonde quella che è la lotta per i diritti civili con una sorta di diritto incondizionato a ostentare posizioni che spesso e volentieri sconfinano nella blasfemia, come nel caso della manifestazione del Cassero di Bologna in cui è stata tirata in ballo la passione di Cristo". L'istituzione, ha concluso, "deve tutelare i diritti universali, con le forme più opportune, evitiamo invece di avvallare manifestazioni di questo tipo".
 
Per Yuri Torri (Si), al contrario, "questa manifestazioni si inseriscono in pieno nella lotta per i diritti civili, chiediamo anzi di consolidare l'impegno su questi argomenti, riconoscendo tutte le differenze che ci sono nella società". Dobbiamo garantire, ha ribadito, "i diritti e le pari opportunità delle persone lgbt e delle loro famiglie, contrastando ogni forma di discriminazione".
 
È poi arrivata la replica della consigliera Piccinini alla collega Rossi: "Non prendo lezioni da voi, il Pd non è più partito di sinistra, non presidia questi temi". Quando in passato si è parlato di questi argomenti, ha aggiunto, "qualcuno dei vostri colleghi è uscito dall'aula per non votare". Le associazioni, ha concluso la pentastellata, "chiedono da anni una legge, ma non abbiamo visto alcun testo". La consigliera Rossi, in risposta, ha quindi evidenziato quelle che sono le contraddizioni all'interno del Movimento: "Chiaritevi le idee, a Udine avete contestato l'Università per l'appoggio al pride, mentre il sottosegretario Spadafora, del vostro partito, ha partecipato al pride di Pompei". L'esponente del Pd ha anche ricordato che la delegazione pentastellata, "proprio per queste contraddizioni, è stata fischiata al pride di Milano".
 
Al termine della seduta la presidente Mori ha confermato l'impegno su prevenzione e contrasto alle discriminazioni di genere: "L'Emilia-Romagna è l'unica regione che ha previsto un coordinamento, coinvolgendo le amministrazioni pubbliche, su queste tematiche".
 
Il documento del M5s è stato approvato con i voti della maggioranza, voto contrario invece da Lega e misto-Mns. Due gli emendamenti approvati, presentati da Pd, Si e Misto-Mdp.


Ultimo aggiornamento: 04/07/18

05/07/18 h. 9.59
Germanofilo dice:

Certamente è colpa di Renzi!

04/07/18 h. 23.25
Antitaliano dice:

Il PD ha ragione: loro sì che sono un monolite; non a caso ospitavano la Binetti e Adinolfi, mentre capogruppo alla camera c'è Del Rio, notoriamente appartenente all'oltranzismo anticlericale.

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