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Luca Cattani

Fiaccolata e profughi


di Luca Cattani

Inauguro la presente rubrica applicando a un fatto recente che ha attirato l’attenzione dei media locali (la fiaccolata anti-rifugiati del 12 giugno scorso a Reggio) un grande classico del data journalism: la stima del numero di persone presenti a un dato evento in un luogo pubblico. 



Disclaimer: contare le persone presenti in una piazza non significa aumentare o sminuire l’importanza dei motivi che le hanno spinte a scendere in piazza. Significa semplicemente contarle. Lascio ad altri l’analisi delle motivazioni e del peso politico che la manifestazione può vantare a prescindere dal dato “crudo” dei numeri (vedi conclusioni qui sotto).

“Semplicemente” si aggiunge un'opinione in più al dibattito sui numeri, che solitamente si sviluppa nei giorni successivi l’evento (come si è sviluppato anche in questo frangente). In questo caso l’opinione in più tenta di importare in Italia una metodologia di stima nata per caso in un ufficio dell’Università di Berkeley negli anni ’60 e che ha il pregio di essere verificabile e replicabile da chiunque: potete quindi contraddirmi. Vediamo come funziona.

Herbert Jacobs insegnava giornalismo all’Università di Berkeley e aveva la fortuna di avere un ufficio nella torre che dava sulla piazza prediletta per i raduni e le manifestazioni studentesche. Inoltre la pavimentazione della piazza era regolare e caratterizzata da segni ricorrenti utilizzabili come punti di riferimento, permettendo di pensare all’intera area come a una grande griglia suddivisa in piccole caselle omogenee.

Una volta stimata la capienza di una casella, risultava relativamente semplice moltiplicare il numero di studenti presenti in una di esse per il numero totale delle caselle occupate dalla folla. Col passare del tempo e l’aumentare dell’interesse verso i numeri delle piazze, la tecnica si è affinata fino a sviluppare sofisticati modelli di stima e verifica.

Steve Doig, un padre del data journalism, consigliava di calcolare coefficienti di densità diversi per ogni quadrato della griglia perché, in effetti, le folle tendono a concentrarsi in alcuni punti di una piazza o di un’arena dove siano presenti oggetti di interesse (ad esempio palchi, relatori, striscioni, eccetera).

Infine, con l’avvento di Internet e la corsa alla digitalizzazione delle informazioni e dei servizi, sono spuntati siti specializzati – come il francese MapChecking – che consentono di stimare la consistenza di una folla semplicemente disegnando su una mappa satellitare l’area occupata dalla folla e inserendo il relativo coefficiente di densità. Facciamo queste due prove insieme.

Il caso: la fiaccolata indetta per il 12 giugno scorso a Reggio da sette comitati di quartiere per protestare contro l’afflusso, ritenuto eccessivo, di rifugiati in città nell’ambito del sistema di accoglienza per i richiedenti la protezione internazionale. Luogo: variabile, in marcia da piazza Martiri del 7 Luglio a piazza Prampolini. Presenze dichiarate dalla questura (secondo i giornali): 500. Presenze dichiarate dagli organizzatori (sempre secondo i giornali): 700.

Metodo Doig
Nella forma più semplice del modello, Doig distingue tra due tipi di affollamento: basso (loose) e alto (tight). I relativi coefficienti sono di circa una persona ogni 10 piedi quadri (una persona per ogni metro quadrato) e una persona ogni 5 piedi quadri (due persone per ogni metro quadrato). Questi coefficienti non sono condivisi da tutti e alcuni giornali italiani hanno provato ad elaborarne di nuovi, seppure un po’ fantasiosi.

Un esempio vicino a noi deriva dal coefficiente calcolato dal collettivo Wu Ming (4 persone per ogni metro quadro) e utilizzato dalla Gazzetta di Reggio per stabilire che piazza Prampolini ha una capienza di circa 13mila persone.

La mia scelta finale (opinione personale) è quella di considerare non attendibile il parametro di Wu Ming (quattro persone in moto con torce o candele accese in un metro quadrato semplicemente si darebbero fuoco le une con le altre), attendibile ma modificabile il coefficiente di Doig per l’affollamento basso (poiché la manifestazione era in movimento e durante una marcia si creano varchi tra le fila anche superiori ai tre metri – direi 0.33 persone al metro quadrato in media) e attendibile ma modificabile, per gli stessi motivi, quello per l’affollamento alto.

Infatti nei momenti in cui la folla si concentra per uno stop della marcia la distanza tra le persone può risultare minima, considerando un metro la distanza minima tra due persone che reggano una fiaccola o altri oggetti caratterizzati dalla presenza di fiamme libere (una persona per ogni metro quadrato).

Non ci resta che trovare una bella foto aerea della piazza, applicarle una griglia e ricostruire quali caselle fossero occupate dalla folla durante la manifestazione. Chi non condividesse la mia ricostruzione può proporne una alternativa e rilanciare il dibattito, ovviamente.



Piazza Prampolini ha una superficie calpestabile di circa 3.500 metri quadrati ed è scomposta dalla mia griglia in 24 quadrati (6×4): quindi circa 145 metri quadrati per ciascun quadrato (approssimati al ribasso).

Quanto al corteo, la sua coda ha fatto ingresso nella piazza quando la testa stava svoltando nell’angolo di via Toschi verso l’ingresso del municipio. La superficie occupata dalla fiaccolata, dunque, come si evince dal filmato e da alcune foto (pubblicate da organizzatori e stampa), si estendeva per tutta la lunghezza della piazza – dalla porta del municipio al palazzo del podestà – ed era delimitata ai fianchi dal plateatico della piazza e dal sagrato del duomo. Sono 4 quadrati della griglia, circa 580 metri quadrati.

Ora stimiamo le densità. Una volta entrato in piazza, il corteo si è fermato per un breve periodo di tempo davanti al duomo, in corrispondenza del sottopasso del Broletto, per poi ripartire quando la coda del corteo è giunta all’imbocco della piazza all’incrocio con via Vittorio Veneto. Posso quindi ipotizzare che la testa del corteo (la prima casella della griglia, vicina al municipio) fosse caratterizzata da densità bassa poiché il corteo era appena ripartito creando i famosi varchi tra le diverse file, quelle ancora ferme e quelle già in movimento.

Lo stesso ragionamento può essere applicato alla coda del corteo (l’ultima casella, vicina al palazzo del podestà), laddove l’andatura era sicuramente più sostenuta in quanto non aveva ancora effettuato fermate. Quanto alle due caselle centrali, davanti al sagrato del duomo, ipotizzo che la densità fosse massima in ragione della fermata temporanea che ha prodotto sicuramente un ricompattamento importante delle fila.

Abbiamo quindi due aree di 145 metri quadrati con una persona per ogni metro quadrato (290 persone totali) e due aree sempre di 145 metri quadrati con 0.33 persone per ogni metro quadrato (96 persone totali). Il totale stimato di presenze in piazza è dunque di 386 persone che, con un margine d’errore del 10%, può portare a un massimo di 425 presenze.

Metodo MapChechking.com
Utilizzare il sito mapchecking.com è semplice e ci consente di fare più misurazioni con le quali verificare le stime ottenute. Partiamo da piazza Prampolini ed evidenziamo sulla mappa satellitare l’area occupata dalla manifestazione, ovvero la parte di piazza carrabile compresa tra il plateatico e il sagrato del duomo e i due palazzi del municipio e del podestà.

La superficie occupata dalla manifestazione è pari, secondo la mia simulazione, a 500 metri quadrati. Scopro quindi di aver leggermente sovrastimato l’area occupata dalla piazza (le mie stime gli attribuivano un 16% in più). Applicando a tutta l’area un coefficiente massimo di una persona per metro quadrato (generoso, come abbiamo visto) si arriva a un massimo di 500 persone, appunto.

Considerando come nessun corteo assuma in tutta la sua estensione la densità massima, possiamo fissare un tetto massimo di presenze a quota 500 e non possiamo escludere che il calcolo effettuato secondo la metodologia Doig sia attendibile, in quanto rientra in quel tetto: primo controllo superato.



Seconda misurazione: alla fine del corteo, tutti i partecipanti si sono avvicinati al municipio, in parte rimanendo sulla carreggiata e in parte riversandosi sul plateatico. Dalle foto (purtroppo non ci sono foto aeree, quindi risulta difficile scegliere con sicurezza dei punti di riferimento) sembrerebbe che la disposizione “a testuggine” della manifestazione circoscrivesse un grosso quadrato dal sagrato del duomo al municipio in tutta l’estensione della piazza, escluso un perimetro occupato dalla distesa estiva del Caffè Europa e dall’edicola del giornalaio. Una cosa così:



La superficie così occupata è pari a 538 metri quadrati e, applicando sempre il parametro fisso massimo di una persona per ogni metro quadrato, otteniamo un nuovo tetto di 538 persone che, in questo momento conclusivo della manifestazione, si ritiene improbabile da superare. Secondo controllo superato.

Per avere una terza e ultima prova, consideriamo la partenza del corteo in piazza Martiri. Qui, quando la testa del corteo è giunta all’imbocco di via Crispi, la coda stava finendo di “srotolarsi” ed era da poco in marcia. La superficie occupata dal corteo, dunque, era pari a tutta la profondità della piazza, dalla fontana del Valli all’imbocco di via Crispi, delimitata sul lato est dalle panchine e dalla pista tattile per non vedenti e sul lato ovest da una fascia vuota di circa 10 metri, dagli alberi e dalle distese estive dei bar. Area: 495.65 metri quadrati, quindi non più di 500 persone e terzo controllo superato.



In conclusione: ritengo che il corteo fosse composto da non più di 425 cittadini, che in nessun momento della fiaccolata si siano superate le 500 unità se non quando, terminato il corteo e schieratisi davanti al municipio a occupare la piazza, ai partecipanti si sono aggiunti i curiosi (e/o i simpatizzanti) che erano già presenti in loco.

Posso quindi ipotizzare un'affluenza media di 425 persone e un'affluenza massima, dovuta all’incontro tra i 425 del corteo con i simpatizzanti e la movida della piazza, pari a circa 550 persone nel momento conclusivo dell’evento, confermando la stima della questura e rifiutando quella degli organizzatori.

Ma quante sono 425 persone? Questo non lo so, perché non ho elementi di analisi circa la loro rappresentatività. Ragioniamo per assurdo: se fossero parlamentari della Repubblica rappresenterebbero circa il 70% dei deputati e, per definizione, il 70% dei cittadini italiani e dunque reggiani.

Se fossero semplici cittadini, che non hanno votato il sindaco Vecchi (quindi senza un peso politico forte ai suoi occhi) e che non hanno alcun ruolo di rappresentanza nella società civile e nelle associazioni, rappresenterebbero semplicemente loro stessi, circa lo 0,25% della città.

Se fossero tutti iscritti al Pd o comunque avessero votato per Vecchi nel 2014 rappresenterebbero più di un decimo (11%) della differenza tra i voti presi da Vecchi e quelli necessari a evitare il ballottaggio in quella tornata (circa 3.792).

Quindi, prima di asserire che siano pochi o tanti, sminuire o esaltare, sarebbe opportuno che analisti e politici fossero capaci di dirci chi sia sceso in piazza e quanto possano rappresentare l’intera comunità reggiana. A prescindere dai numeri, dagli interessi di parte e a partire dalle storie e dalle qualità personali. Io questi elementi qualitativi non li ho e quindi mi fermo.

L’unica cosa che so è che a Reggio, se mi passate la battuta per sdrammatizzare e chiudere, ci sono almeno due profughi per ogni manifestante.


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30/06/17 h. 21.21
Fausto Poli dice:

Scusate, pensate al Vaticano, e il rebus e' risolto !

24/06/17 h. 0.56
@caro Luca... dice:

I casi sono due: o ha detto qualcosa di sbagliato, e allora si può pensare alla malafede e allo scopo personale o aziendale, oppure il rischio che lo sproloquio sia piegato a tali scopi non si concretizza. Piuttosto: a parte dare i numeri ha anche una opinione sui comitati di cittadini e quanto chiedono?

23/06/17 h. 12.20
Caro Luca Cattani dice:

Niente da dire sull'analisi scientifica, ma da un dipendente del L'Ovile, che ha appena vinto un bando, dipendente della Fondazione E-35, del Comune e diretta dall'assessore Foracchia, nonchè di Winnermestieri, del Consorzio Oscar Romero che controlla sia Dimora di Abramo che L'Ovile stesso (le due coop che hanno vinto il bando per l'accoglienza dei profughi nella nostra provincia), si corre il rischio che tutta questa scientificità sia piegata ad uno scopo personale o aziendale. Si fosse astenuto avrebbe fatto più bella figura.

20/06/17 h. 14.16
Bruno Cortona dice:

Profughi?
Quali profughi?

Sono raccoglitori di pomodori, che non ce lo sapevate?

20/06/17 h. 10.08
@valerio dice:

O forse sono scesi in strada quelli che vedono profughi ovunque e non conoscendoli ne hanno paura. O forse li vedono ovunque, anche dove non ci sono, perché ne hanno paura perché non li conoscono.

20/06/17 h. 9.40
kattocom dice:

vaccari non si ascolta lancia il sasso ma ritrae la mano e per di più sbaglia mira

20/06/17 h. 8.34
gianni dice:

ottima prova di fact checking: 425 persone le mette insieme la polisportiva piu scalcinata..poi su una cosa facile come questo razzismo light !!
La valutazione politica è che la "manifestazione" è stata un flop ... e gli organizzatori lo sanno ma sbraitano per nasconderlo.

19/06/17 h. 21.23
Roberto dice:

L'inutilità di sta roba è disarmante. Tutto sto lavoro per dire cosa?

19/06/17 h. 19.41
in cauda venenum dice:

Nelle ultime righe sta la la parte interessante. QUANTI sono? meno di quanto hanno detto gli organizzatori, simile a quanto detto dai giornali.
CHI sono? questo è interessante. chi rappresentano? l'iceberg dei cittadini con la sindrome NIMBY? agitatori di destra e grillini? fronda pd? semplici compaesani attratti dai facili slogan? un grillo parlante per l'amministrazione comunale (che, per inciso, con snobismo non li ha ricevuti?)
E' qui che lo smart Cattani potrebbe impegnarsi nell'analisi. Sarebbe di aiuto.

19/06/17 h. 19.08
MASSIMO CASALI dice:

Caro mio, si fa per dire, non era una fiaccolata contro I rifugiati,quanti di questi sono rifugiati, conoscete il termine...ma contro i clandestini ed i delinquenti soprattutto quelli di casa nostra che stanno distruggendo la nostra società, stanno annientando al nostra sicurezza e stanno derubando chi lavora e produce. Basta a 53 anni e da reggiani so benissimo che è inutile parlare con gente come lei. SVEGLIA REGGIANI,SVEGLIA ITALIANI.

19/06/17 h. 17.51
Adolf dice:

Cattani, se ha dei problemi per arrivare a sera e non sa come riempire la giornata, la informo che stanno reclutando manovalanza per la raccolta dei pomodori. Così almeno passa il tempo a contare quelli.

19/06/17 h. 17.18
Giuliano Quaiotti dice:

Quella di contarsi nelle manifestazioni ( altro esempio sempre di questi giorni era , a Firenze c'erano più reggiani o più parmiggiani) sembra come fare a gara a chi ce l'ha più lungo, non conta niente se poi alla prova dei fatti duri 2 minuti. Non condivido nessuna delle regioni che hanno portato quei reggiani a manifestare ma quando delle persone in modo civile e corretto pongono domande è sempre cortesia rispondergli.

19/06/17 h. 14.05
Luca Tadolini dice:

Quando una manifestazione, in questo caso la Marcia dei 700 di Lunedì 12 Giugno, costringe il giornalista del fronte politico avversario a scrivere un articolo come quello di Cattani, vuol dire che la manifestazione è stata un SUCCESSO e gli avversari non riescono a farsene una ragione. Benvenuto Cattani, si prepari a scrivere di una Reggio non più disposta stare zitta verso chi ha il potere da 70 anni e pronta a replicare ai portavoce della GIUNTA. Buon lavoro.
Luca Tadolini

19/06/17 h. 13.54
a-ha dice:

bello aver tempo da perdere...

19/06/17 h. 13.51
Valerio dice:

Tutto questo articolo per dire che cosa? Sono scesi in piazza quelli che vivono a stretto contatto con i profughi.

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