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Venerdì 19.01.2018 ore 18.33
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Elezioni, come si vota il 4 di marzo con il Rosatellum


Il nuovo sistema elettorale, il Rosatellum, è un sistema misto, un mix tra il sistema maggioritario e quello proporzionale. In modo particolare le forze politiche andranno a competere per aggiudicarsi 232 collegi uninominali per la Camera e 116 per il Senato, in ognuno dei quali vincerà chi avrà preso più voti. I restanti seggi del Parlamento (63 per la Camera, 34 per il Senato) saranno attribuiti invece con il sistema proporzionale. Diciotto poi i deputati e senatori eletti all'Estero.

 
Il voto è unico e non potrà essere disgiunto. La nuova scheda elettorale, che appare più complessa di quelle precedenti, riporterà il nome del candidato del collegio uninominale e sotto il simbolo della lista o delle liste collegate che lo sostengono. A fianco di ogni simbolo, invece, compariranno i listini proporzionali bloccati che potranno avere dai 2 ai 4 nomi. L’elettore ha un solo voto da spendere. Due le modalità a disposizione: mettendo un segno sulla lista, il voto andrà alla lista stessa e al candidato sostenuto all’uninominale. Mettendo un segno sul candidato all’uninominale il voto viene esteso automaticamente alla lista e, nel caso di coalizione, sarà distribuito tra le liste che lo sostengono proporzionalmente ai risultati delle liste stesse in quella circoscrizione elettorale. Ammesse le pluricandidature: ciascuna lista può presentare il suo candidato in un collegio uninominale e in massimo 5 plurimoninali. Nel caso il candidato sia eletto al collegio maggioritario sarà questo risultato a prevalere su quelli ottenuti con il listino proporzionale. 
 
Il sistema del Rosatellum prevede che i seggi vengano attribuiti alle liste che hanno superato la soglia di sbarramento posto al 3% (in caso di liste singole), sbarramento che sale invece al 10% per le coalizioni.
Nel caso una lista non raggiunga il 3%, ma sia parte di una coalizione, a quel punto i voti andranno riversati sul partito più grande di quella alleanza. Nel Rosatellum non esiste premio di maggioranza e non vi è un esplicito divieto ai partiti di cambiare alleanza terminate le elezioni. Per ottenere la maggioranza assoluta alla lista o schieramento vincente potrebbe bastare il 42% dei voti. Nel sistema elettorale sono inoltre previste le cosidette quote rosa.
 


Ultimo aggiornamento: 30/12/17

31/12/17 h. 10.33
Anna dice:

Ma chi si voterà ? E' il vero dilemma

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